di Tania Amarugi
Svolta decisiva per la famiglia di Nathan e Catherine. Mentre la madre ha ottenuto la sospensione dell’allontanamento dai tre figli, il padre ha firmato il contratto per l’abitazione che dovrebbe garantire il ricongiungimento definitivo.
Dopo mesi di battaglie legali e appelli mediatici, la vicenda della "famiglia della casa nel bosco" sembra essere arrivata a un punto di svolta. Catherine Birmingham, la madre di origine irlandese, ha potuto finalmente riabbracciare i suoi tre figli nella struttura protetta di Vasto. Il provvedimento di allontanamento che la teneva separata dai piccoli è stato infatti sospeso, ponendo fine a un isolamento durato 25 giorni. Con una decisione ufficiale il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha sospeso l'allontanamento dei 'bimbi del bosco' dalla casa famiglia dove sono ospitati da oltre quattro mesi, modificando l'ordinanza del 6 marzo scorso con cui aveva disposto il trasferimento della mamma Catherine -eseguito nello stesso giorno- e degli stessi minori, mai eseguito. Secondo quanto scritto nell'ordinanza -anticipata dal quotidiano il Centro-, a convincere i giudici a sospendere l'allontanamento sono state le ultime relazioni della casa famiglia dove i bambini vengono definiti "sereni" e integrati all'interno della struttura, al passo con l'attività didattica.
"Trascorsa la comprensibile commozione in occasione del distacco dalla madre - sottolinea il Tribunale - i minori si sono presto tranquillizzati".
Parallelamente, Nathan Trevallion ha compiuto il passo necessario richiesto dalle istituzioni: la firma del contratto per la nuova casa a Palmoli. L'abitazione, messa a disposizione gratuitamente per un periodo di due anni, rappresenta il requisito logistico fondamentale per convincere i servizi sociali e il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila che la famiglia dispone di un ambiente idoneo alla crescita dei figli, superando le criticità riscontrate nella precedente dimora isolata e priva di servizi essenziali. Dopo l’intervento del Presidente della Camera Ignazio La Russa e l'invio degli ispettori ministeriali per verificare la correttezza delle procedure giudiziarie, molti attendono il passo finale: il rientro dei bambini sotto lo stesso tetto dei genitori.
Nonostante l’ottimismo per il riavvicinamento di Catherine, i bambini restano per ora nella casa famiglia in attesa che il nuovo alloggio di Palmoli sia effettivamente pronto e che i magistrati diano il via libera definitivo. Ma la famiglia resta sotto stretta osservazione dei servizi sociali per garantire che il passaggio dal "bosco" alla nuova realtà cittadina avvenga senza ulteriori traumi per i minori. Paolo Crepet ha espresso posizioni articolate sulla "famiglia nel bosco" (la famiglia Birmingham Trevallion in Abruzzo), provocatoriamente chiedendosi se sia peggio vivere in natura o passare la giornata sui social ignorando i figli. Pur criticando l'isolamento e l'assenza di scolarizzazione, definita un ritorno al Medioevo, ha difeso il diritto dei genitori a scelte educative non convenzionali
Il neuropsichiatra Massimo Ammaniti ha difeso i genitori, sottolineando che l'isolamento non equivale necessariamente a una cattiva educazione, paragonando la situazione ad altri contesti culturali in cui i figli non frequentano la scuola tradizionale.
Altri esperti, tra cui Antonella Elena Rossi (psicologa), hanno evidenziato che i bambini "non sono pagine bianche da scrivere a piacimento", sottolineando l'importanza della socializzazione e dei servizi igienici adeguati, spesso mancanti nel contesto del bosco. La tendenza attuale (aprile 2026) sembra orientata verso la ricerca di un ricongiungimento familiare in un ambiente più consono, riconoscendo il trauma subito dai bambini, ma rimane alta la tensione tra il diritto alla libertà educativa dei genitori e la tutela minorile.
Ma gli avvocati dei genitori, Marco Femminella e Danila Solinas, non si fermano e chiedono al tribunale per i minorenni dell’Aquila di revocare il provvedimento di allontanamento dei tre fratellini, disponendo il ricongiungimento con i genitori «ovviamente permanendo il controllo dei servizi sociali». Vedremo adesso cosa altro decideranno i Giudici.
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