L’Italia dei record: assegnate 257 Bandiere Blu per il 2026, cresce il  turismo sostenibile? 

Pubblicato il 18 maggio 2026 alle ore 07:00

di Tania Amarugi

A decidere sull’assegnazione della Bandiera Blu ai comuni è la FEE Foundation for Environmental  Education che quest’anno ne ha riconosciute ben 11 in più rispetto al 2025.

"Le Bandiere Blu non  premiano semplicemente la bellezza del mare", ricordano gli esperti della fondazione FEE . Per ottenere il  riconoscimento, le amministrazioni comunali devono superare un rigido scrutinio basato su 33 criteri internazionali aggiornati costantemente.

I requisiti chiave includono: l’assenza di inquinamento delle acque, basata sui campionamenti degli ultimi quattro anni eseguiti dalle Arpa regionali, alti tassi  di raccolta differenziata ed efficienza nella depurazione dei reflui, spiagge dotate di bagnini di  salvataggio e totale accessibilità per persone con disabilità, organizzazione obbligatoria di almeno 5  attività formative annuali per cittadini e turisti. Per ottenere la Bandiera Blu, i Comuni devono pagare delle quote di partecipazione per coprire i costi di candidatura, valutazione e gestione del programma e investire denaro pubblico per garantire spiagge pulite, raccolta differenziata, passerelle per disabili,  bagnini di salvataggio e depurazione delle acque. 

Tuttavia, la bandiera non è un premio permanente. Il vessillo può essere ammainato in qualsiasi  momento della stagione balneare se gli standard qualitativi vengono meno. La revoca viene decisa in presenza di un campionamento negativo delle autorità sanitarie, ARPA oppure se mancano bagnini o postazioni di primo soccorso, se calano le percentuali di raccolta differenziata o la spiaggia è sporca.

E’ quanto è accaduto a San Vincenzo, in Toscana, Località Rimigliano, dove a stagione estiva già  inoltrata la FEE Italia ha rimosso la Bandiera Blu a causa della mancata copertura del servizio di  salvataggio e a Fermo nelle Marche sempre carenze temporanee nell'organizzazione del personale di assistenza e salvataggio sui propri arenili, un requisito ritenuto del tutto imprescindibile.

A Terracina nel Lazio, il Comune per non perdere la Bandiera Blu ha dovuto fare lavori adeguamento per  l’eliminazione di barriere architettoniche a seguito dell’azione legale promossa dall’associazione Luca Coscioni. In altre località subiscono revoche temporanee o "ammonizioni" nel corso dei mesi  estivi quando i campionamenti periodici delle ARPA regionali evidenziano picchi di Escherichia coli o Enterococchi intestinali (spesso causati da temporali intensi o guasti ai depuratori).

In queste situazioni, i sindaci firmano divieti di balneazione temporanei e la Bandiera Blu viene ammainata d'ufficio fino al rientro dei parametri. Spesso i comuni non subiscono una revoca a stagione in corso, ma vengono direttamente esclusi dall'elenco dei premiati l'anno successivo per non aver mantenuto gli standard richiesti nei mesi precedenti. San Felice Circeo nel Lazio ha perso il prestigioso riconoscimento all'annuncio delle Bandiere Blu. Gabicce Mare nelle Marche è stato escluso dalla lista delle eccellenze balneari nazionali a causa del mancato rispetto continuativo di tutti i 32 criteri  ministeriali e internazionali richiesti dalla FEE. 

Meno male che durante l'estate vengono effettuate visite di controllo a sorpresa e programmate per verificare la reale rispondenza dei lidi e dei Comuni a tutti i 33 criteri stabiliti, grazie agli ispettori  ambientali ed il coinvolgimento della Guardia Costiera. 

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