Caso garlasco: chiuse le indagini bis, ma il giudizio si divide tra indizi e verità processuali

Pubblicato il 18 maggio 2026 alle ore 07:00

di Tania Amarugi

Dopo la notifica l'avviso di chiusura delle indagini a carico di Andrea Sempio, il trentottenne amico del fratello della vittima, è l’unico indagato per omicidio aggravato da motivi abietti e crudeltà.

L'inchiesta bis si avvia al rinvio a giudizio, mentre si moltiplicano i dibattiti televisivi e i commenti e post sui social al punto che il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto duramente contro la "spettacolarizzazione oltre i limiti" del caso da parte di TV e media. Anche la difesa di Andrea Sempio ha annunciato il silenzio stampa totale

Facendo il punto della situazione, da una parte la Procura di Pavia ipotizza che l'indagato avrebbe tenuto comportamenti assimilabili allo stalking, concentrando telefonate e tentativi di contatto nei momenti in cui sapeva che la ragazza era sola in casa.

A pesare sul quadro probatorio vi sono diverse intercettazioni ambientali, inclusi alcuni soliloqui registrati in auto e battute sul computer della vittima, che gli inquirenti interpretano come dettagli sovrapponibili a una confessione. Un alibi che barcolla – legato a uno scontrino d'epoca – e una perizia personologica effettuata a Roma completano l'offensiva giudiziaria. Attacca questa ricostruzione e l’utilizzo della perizia psicologica la difesa di Sempio che preannuncia il deposito di memorie basate su sei nuove consulenze tecniche destinate a smontare il castello accusatorio dei magistrati.

Tra le novità ci sono anche gli esiti degli accertamenti e testimonianze acquisite dagli investigatori, in particolare quelle degli ex compagni di scuola e conoscenti di Sempio per ricostruirne la personalità all’epoca dei fatti, il suo interrogatorio di garanzia dove è rimasto in silenzio per poi dichiararsi pubblicamente innocente mostrandosi tranquillo davanti alle telecamere. Un ex luogotenente dell’arma dei carabinieri è stato sentito dai pm su presunto favoreggiamento dell’attuale indagato e diffusione di notizie secretate. 

Anche la famiglia Poggi è al centro delle polemiche perché senza se senza ma si è schierata apertamente a difesa della prima inchiesta, ribadendo la colpevolezza di Alberto Stasi – condannato in via definitiva e attualmente detenuto – e liquidando le accuse contro Sempio come infondate. Una presa di posizione netta che sfida la tesi della Procura anche se i legali dei Poggi hanno comunque dichiarato che la famiglia sarebbe pronta a restituire il risarcimento economico qualora venisse accertata l'innocenza di Stasi. 

A proposito di Stasi, che attualmente sconta la condanna definitiva, in attesa della probabile richiesta di revisione del processo, continua a versare un risarcimento mensile alla famiglia della vittima, in attesa che la giustizia decida, una volta per tutte, quale sia la verità. 

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.