Famiglia nel bosco: quando la democrazia fa acqua dappertutto

Pubblicato il 6 aprile 2026 alle ore 07:00

di Carlotta Degl'Innocenti

Proclami politici e mediatici alimentano il dibattito, trascinando il caso della "famiglia nel bosco" nella fossa dei leoni da tastiera. I fatti narrano di una famiglia privata della potestà genitoriale e del destino di tre minori sballottati dai servizi sociali; vite appese alle relazioni delle assistenti sociali e alle decisioni di un magistrato arroccato dietro le mura del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.

Il caso continua a far clamore, specialmente quando a esprimersi sulla drammatica vicenda sono i vertici del Governo. L'occasione fa gola all’opposizione che, in piena crisi globale, trova il tempo, nelle vesti di un Bersani a "Ballarò", di attaccare la Presidente del Consiglio, come riportato dal Fatto Quotidiano. Bersani si fa improvvisamente paladino dell’istruzione scolastica, sostenuto dai media di parte, come ad esempio Huffington Post  che in un articolo si è lanciato in una leziosa lectio sull’etica della scuola, romanzandone i benefici e proponendo una visione edulcorata all’insegna dell’integrazione e della socializzazione, il dibattito tralasciando non solo il fatto che lo stesso Ministero dell’Istruzione preveda l'istruzione parentale ma ignorando anche le attuali criticità del disagio giovanile, tra bullismo e violenza.
La sinistra si fa scudo di un sistema con cui sbandierare una presunta istruzione democratica, decantando i vantaggi del modello scolastico. Eppure, negli ultimi anni, l'abbandono scolastico è aumentato e il tasso di alfabetizzazione in Italia resta tra i più bassi, anche a livello universitario. Secondo il rapporto OCSE Education at a Glance 2025: "Più di un italiano su tre tra i 25 e i 64 anni è in grado di comprendere solo testi brevi che utilizzano parole semplici: il 37% contro la media OCSE del 27%." A ciò si aggiungono i dati dell’ultimo rapporto Istat, che evidenziano come l’Italia resti tra i Paesi con la quota più elevata di giovani con bassi livelli di istruzione e una diffusione ancora limitata dei titoli post-diploma.

Economia sociale contro legami familiari

La domanda sorge spontanea: di quale istruzione parla la sinistra e quale modello etico intende perseguire, anteponendo lo Stato alla tutela dei cittadini e delle famiglie? Di quale etica si parla quando si arriva ad affermare che "i figli non appartengono ai genitori", solo per prendere posizione contro la Premier?
Dall’altra parte assistiamo allo sfacelo di una famiglia, distrutta da mesi di lotte burocratiche per difendere i propri legami affettivi. I media hanno contribuito al sensazionalismo emotivo mentre la situazione resta tesa. Cosa si potrebbe attendere da una opposizione che in questi ultimi anni è arrivata a sostenere l'utero in affitto, contribuendo ad alimentare l'ideale distorto per cui un bambino e il corpo di una donna possono essere paragonati a mera merce? 

Una famiglia distrutta

E così, dopo la decisione del Tribunale dell’Aquila di non spostare i minori in un’altra struttura, poco prima di Pasqua il padre, Nathan Trevallion, ha firmato un contratto di due anni per una nuova casa, in attesa di ristrutturare il proprio casale e metterlo a norma. La madre, Catherine Birmingham, finita al centro di una vera e propria "caccia alle streghe", è riuscita a rivedere i figli almeno per le festività.
Nathan ha dichiarato di volersi trasferire nella nuova abitazione solo quando la famiglia sarà finalmente riunita, ammettendo di aver trovato i figli provati e profondamente cambiati. Di contro, le assistenti sociali, incalzate dai media, hanno descritto i bambini come "più tranquilli e meno perturbati" dopo l’allontanamento dalla madre. In altre parole, come in ogni processo di addomesticamento, si potrebbe parlare di condizionamento e sottomissione per inerzia o incapacità di autodeterminarsi.
Resta la speranza che, in un futuro prossimo, l’essere umano torni realmente al centro dell’etica, allontanando quei concetti astratti che ne snaturano l'essenza. Il caso resta aperto e con lui la questione etica. 

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