Mura a pezzi e soldi ai figuranti: il grande bluff del weekend medievale a Grosseto

Pubblicato il 21 settembre 2026 alle ore 07:34

redazione

GROSSETO — Cala il sipario sulla quinta edizione di “A spasso nel Medioevo”, ma a Grosseto la festa finisce direttamente in politica. Se da un lato il salotto buono di Piazza Dante e Corso Carducci ha regalato la solita cartolina di figuranti e sbandieratori a beneficio di foto e social, l'atmosfera che si respirava nel resto del centro storico durante il weekend è stata decisamente meno entusiasta.

Tra i commercianti e i residenti l'affluenza complessiva è stata giudicata a macchia di gatto, con troppi spazi vuoti lontano dagli orari delle sfilate principali. Ma il vero nervo scoperto riguarda ancora una volta le priorità di spesa del Comune.Il ritornello che rimbalza tra le vie della cerchia muraria è quasi unanime: ha senso muovere un bilancio complessivo che tra fondi comunali e contributi regionali la cifra di euro 450 mila, dedicati alle promozione e valorizzazione della cultura del territorio, quando le Mura Medicee continuano a cadere a pezzi?

Il contrasto tra lo sfarzo temporaneo della sfilata e l'abbandono cronico dei bastioni, tra vegetazione infestante e transenne che ormai fanno parte del paesaggio urbano, ha sollevato una scia di mugugni.«Basta con la politica dei grandi eventi spot che servono solo a riempire i profili social dell'amministrazione per qualche ora», attaccano i banchi dell'opposizione. «Mentre si spendono decine di migliaia di euro complessivi di risorse pubbliche per far sfilare i figuranti, il vero monumento simbolo di Grosseto, le nostre Mura, soffre per una carenza cronica di fondi strutturali e interventi ordinari. Questo fine settimana ha reso evidente la distanza tra le priorità del palazzo e le reali emergenze della città».

Una frustrazione che trova sponda anche tra chi il centro storico lo vive e ci lavora ogni giorno. «Il passaggio del corteo riempie la via principale per un paio d'ore, ma il resto delle aree è rimasto semivuoto per tutto il weekend», commenta un negoziante di una delle vie secondarie. «Gli affari a fine giornata non giustificano certo tutto questo dispiegamento di energie e risorse. Se quelle cifre venissero investite sul decoro fisso e sulla sicurezza dei bastioni tutto l'anno, forse i cittadini e i clienti tornerebbero a frequentare il centro stabilmente, non solo per i gazebo temporanei».

L'impressione, a fari spenti, è che si continui a preferire la fuffa delle apparenze alla sostanza delle cose. Reclutare figuranti in costume per nascondere il degrado dei mattoni storici sotto il tappeto di una sfilata è un'operazione di maquillage che non incanta più nessuno. Fino a quando il palazzo si ostinerà a finanziare la finzione di un fine settimana lasciando crollare i monumenti veri, Grosseto rimarrà una città ferma al palo, prigioniera di una narrazione turistica che si scontra frontalmente con la desolante realtà quotidiana dei suoi bastioni abbandonati

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