di Rita Bruno
Ventiquattro coltellate, un bambino rimasto senza madre e un procedimento ancora sospeso. A oltre un anno e mezzo dall’uccisione di Eleonora Guidi, 34 anni, nella sua casa della Rufina - Firenze, arriva un nuovo passaggio giudiziario.
L’accertamento dovrà verificare se Lorenzo Innocenti possa affrontare il processo. La famiglia chiede maggiori tutele per il figlio. Il giudice ha disposto una nuova perizia sulle condizioni del compagno accusato dell’omicidio, Lorenzo Innocenti. Si dovrà verificare se i deficit conseguenti al trauma cranico riportato dopo essersi gettato dal balcone gli impediscano ancora di partecipare coscientemente al procedimento. Questo l’accertamento chiesto dalla famiglia, che attraverso la sorella Elisabetta ribadisce: "non vogliamo vendetta ma giustizia".
Il delitto nella casa alla Rufina
È l’8 febbraio 2025 quando Eleonora viene uccisa nella sua abitazione, in provincia di Firenze. Secondo l’accusa, Innocenti la colpisce con ventiquattro coltellate, per poi gettarsi dal balcone. In casa è presente anche il figlio della coppia. Sopravvissuto alla caduta, l’uomo riporta gravi lesioni cerebrali, che rendono necessario un percorso di cura e riabilitazione.
Le prime perizie e lo stop al procedimento
Le valutazioni peritali rilevano amnesie, difficoltà nel linguaggio e deficit del ragionamento conseguenti al trauma cranico. La seconda perizia, riferita dalla stampa nel marzo 2026, indica la possibilità di un miglioramento attraverso un percorso riabilitativo specialistico di almeno dodici mesi, seguito da una rivalutazione neuropsicologica. Il procedimento viene sospeso per l’incapacità dell'uomo di partecipare coscientemente al giudizio.
La sospensione non è una decisione sulla responsabilità per l’omicidio. Riguarda la capacità attuale della persona accusata di comprendere il procedimento e di esercitare il diritto di difesa, condizione distinta dall’imputabilità al momento del fatto - articolo 71 del codice di procedura penale.
I diari clinici e le contestazioni della famiglia
I familiari chiedono una nuova valutazione anche alla luce delle attività descritte durante il ricovero. Nell’istanza, le legali richiamano annotazioni cliniche relative a partite a carte e a scacchi, alla richiesta di libri in inglese e francese e allo svolgimento di esercizi ginnici. Per la famiglia sono elementi che giustificano una verifica aggiornata delle capacità cognitive. Non dimostrano però, da soli, la capacità di affrontare un processo, che richiede uno specifico accertamento.
Il nuovo accertamento e i video depositati
Il giudice ha accolto la richiesta delle avvocate Solange Marchignoli ed Esther Lettieri, che assistono la famiglia di Eleonora, disponendo una nuova perizia. A sostegno dell’istanza, le legali hanno richiamato anche filmati nei quali Innocenti appare mentre cammina, utilizza uno smartphone e corre per ripararsi dalla pioggia. Le avvocate accolgono con grande soddisfazione questo primo segnale di attenzione verso una vicenda che merita ascolto, approfondimento e risposte.
Il difensore Patrizio Fioravanti sostiene invece che quelle immagini non dimostrino il recupero delle funzioni cerebrali né la capacità di affrontare il giudizio. La nuova perizia non equivale a dichiarare Innocenti già capace di partecipare al processo: servirà a fornire al giudice gli elementi per valutare se sussistano le condizioni per riprendere il procedimento. La vita in diretta.
La lettera del sindaco e le preoccupazioni dei residenti
Sulla vicenda interviene anche il sindaco della Rufina, Daniele Venturi. In una lettera del 22 ottobre corrente, il primo cittadino riferisce il clima di preoccupazione, sgomento e disorientamento raccolto tra i residenti dopo le segnalazioni della presenza di Innocenti in paese. Venturi precisa di aver informato i carabinieri e chiede chiarimenti sulle prescrizioni applicate all’uomo, sulle eventuali limitazioni alla sua presenza nel territorio comunale e sugli strumenti di controllo previsti.
L’avvocata Marchignoli ha depositato una nuova istanza affinché la comunicazione sia formalmente acquisita e valutata insieme alla documentazione clinica, peritale e processuale. La legale sollecita una rivalutazione urgente dell’adeguatezza delle misure attualmente applicate a Innocenti, soprattutto per la protezione dei familiari e del figlio della coppia. Le presenze segnalate alla Rufina non costituiscono, di per sé, prova della violazione di prescrizioni giudiziarie.
La tutela del bambino e l’attesa di giustizia
Accanto ai nuovi accertamenti clinici, la famiglia chiede un riesame della misura della libertà vigilata. Secondo quanto riferito da Fanpage, un provvedimento del Tribunale civile vieta già a Innocenti qualsiasi contatto, anche indiretto, con il figlio. I familiari sollecitano una verifica dell’adeguatezza delle tutele, perché la sicurezza del bambino resti al centro delle decisioni.
Per Elisabetta Guidi, l’attesa del processo si accompagna alla preoccupazione per il nipote. La nuova perizia segna un passaggio nel percorso giudiziario, ma non ne anticipa l’esito. Restano le due richieste della famiglia: arrivare all’accertamento delle responsabilità per la morte di Eleonora e garantire al figlio una vita protetta.
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