di Tania Amarugi
Il magistrato era finito sotto indagine per l'ipotesi di reato di corruzione in atti giudiziari.
Il ritrovamento di un biglietto nel 2025 aveva fatto scattare le indagini della Procura nei confronti dell'ex Pm Mario Venditti ipotizzando che avesse intascato una somma di denaro per favorire, nel 2017, l'archiviazione della posizione di Andrea Sempio, all'epoca indagato nell'ambito delle nuove piste sul delitto di Garlasco (l'omicidio di Chiara Poggi). Alla fine dell’inchiesta non è stato trovato alcun riscontro finanziario o contatto sospetto, non è emerso alcun movimento bancario anomalo riconducibile a Venditti. Non sono stati trovati legami o contatti extraistituzionali tra l'ex pm e la famiglia Sempio o i loro avvocati: da qui la decisione del GIP che ha accolto la richiesta della Procura di Brescia di archiviare il procedimento perché i controlli della Guardia di Finanza e dei Carabinieri non avrebbero riscontrato movimenti patrimoniali anomali o legami con gli indagati.
Tuttavia, emerge che i fari della Procura restano parzialmente accesi per comprendere la reale destinazione dei prelievi in contanti effettuati all'epoca da Giuseppe Sempio (padre di Andrea), sebbene sia stato sancito che quel denaro si è fermato agli avvocati e non ha mai sfiorato il magistrato, ma per il Gip tali elementi non collegano in alcun modo quel denaro a Venditti
La reazione di Venditti si è fatta sentire: intervenuto a trasmissioni televisive come Quarto Grado su Mediaset Infinity e rilasciando interviste ai quotidiani, l'ex magistrato ha definito "inenarrabile" la sofferenza mediatica e personale subita nei mesi di indagine, criticando la "leggerezza e approssimazione" con cui sono stati avviati gli accertamenti nei suoi confronti. Ha definito il foglio manoscritto alla base dell'accusa come un "semplice scarabocchio" e ha attaccato duramente l'avvio del procedimento, sostenendo che le indagini nei suoi confronti sono partite con "leggerezza e grande approssimazione fin dall'inizio". Venditti ha comunque ringraziato i colleghi magistrati di Brescia per aver letto attentamente le carte e aver ristabilito la verità sul suo conto. Interpellato poi sulla figura di Andrea Sempio, ha preferito trincerarsi dietro un secco: "Non mi faccia rispondere".
Gli avvocati di Andrea Sempio, tra cui Liborio Cataliotti, hanno accolto con favore la decisione, definendo l'archiviazione delle accuse a Venditti come una conferma indiretta della totale trasparenza e correttezza operata allora a favore del proprio assistito. La difesa di Sempio ha sempre rimarcato che l'operato del pm nel 2017 fu guidato solo da ragioni strettamente procedurali e di merito giuridico. Il proscioglimento totale di Venditti viene letto dai legali come il tassello definitivo che restituisce piena trasparenza e legittimità all'archiviazione di Andrea Sempio dalle accuse sul delitto di Chiara Poggi, spegnendo i sospetti di favoritismi o coperture illecite.
Rimangono ancora molte ombre e dubbi ancora da chiarire.
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