Non è un gioco: ecco come si supera il rigido Esame di Maturità dei cani bagnino

Pubblicato il 17 agosto 2026 alle ore 07:00

di Rita Bruno

Vederli correre sulla sabbia con le loro imbracature rosse o arancioni e tuffarsi tra le onde evoca un'immediata sensazione di sicurezza e ammirazione. 

Ma la presenza dei cani da salvataggio sulle nostre spiagge non è frutto del caso o di una semplice dote naturale. Dietro ogni "angelo del mare" c'è un percorso formativo lungo, rigoroso e un esame di sbarramento paragonabile a una vera e propria maturità tecnica e psicologica.

A coordinare questo livello di eccellenza è la SICS - Scuola Italiana Cani Salvataggio, la più grande organizzazione europea del settore. Fondata nel 1989 da Ferruccio Pilenga, la SICS è oggi una Onlus legalmente riconosciuta che conta circa 300-400 unità cinofile operative in Italia. Il suo brevetto è l'unico riconosciuto dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione, permettendo ai cani e ai loro conduttori di operare come vera Protezione Civile al fianco della Guardia Costiera.

Il lavoro a monte: come si costruisce l'intesa perfetta

Un cane non nasce bagnino ma lo diventa dopo un percorso che dura in media dai 18 mesi ai due anni. L'elemento centrale di questo addestramento è il concetto di Unità Cinofila.  Il cane e il suo conduttore umano si addestrano insieme, formando un binomio indissolubile. Se il suo umano non impara a nuotare come un professionista e a gestire le emergenze, il cane non potrà mai operare.

Il programma della SICS si sviluppa attraverso tre pilastri fondamentali che partono dalla terraferma. Prima ancora di toccare l'acqua, il cane deve dimostrare un controllo perfetto e un'assoluta obbedienza di base.  Deve soprattutto mostrare la sua capacità di self control e restare calmo e indifferente in mezzo al caos della spiaggia, tra folla, bambini e palloni.

Dopodiché, si passa all'acquaticità e alla tecnica. In acqua si sviluppa la vera potenza di razze d'elezione come Terranova, Labrador e Golden Retriever, che imparano a gestire le correnti, a superare la risacca e a tuffarsi in sicurezza da imbarcazioni in movimento o persino dagli elicotteri.

Il tutto avviene escludendo qualsiasi tipo di costrizione.  Per il cane il salvataggio deve essere il gioco più bello del mondo, dove la gratificazione di riportare a riva qualcuno attiva il suo naturale istinto di cooperazione.

Le prove sulla sabbia e il primo impatto con l'acqua

Terminato il percorso di formazione, il binomio deve affrontare l'esame per il rilascio del Brevetto. I criteri di valutazione sono rigidissimi e la minima esitazione del cane, o qualsiasi segno di stress o aggressività, comporta la bocciatura immediata. Le simulazioni d'esame si svolgono in condizioni meteo-marine reali e iniziano proprio sulla terraferma con lo Sprint a Terra. In questa fase, binomio e cane effettuano una corsa sulla sabbia tra i 200 e i 400 metri durante la quale i giudici ordinano stop improvvisi proprio per testare il cane e se sappia bloccarsi all'istante, simulando la partenza di emergenza dalla torretta.

Subito dopo si passa al Recupero Singolo a Distanza oltre i 100 metri da riva. Il binomio nuota verso un figurante, il conduttore mette in sicurezza il pericolante e il cane fa da motore per il traino. A metà percorso, il conduttore deve lasciare la presa per qualche secondo e il cane deve dimostrare piena autonomia sapendosi voltare e recuperare l'umano su semplice comando prima di riprendere la rotta.

La gestione delle emergenze complesse e il traino di forza

Le prove successive alzano notevolmente il livello di difficoltà e valutano la gestione del panico e della fatica. Nel Salvataggio Multiplo, il cane deve soccorrere due persone diverse e distanti tra loro. Il conduttore assicura il primo figurante alla speciale imbracatura del cane e nuota a bloccare il secondo.  

L'animale, agendo come un vero e proprio rimorchiatore, deve avere la forza fisica e mentale di trainare a riva tutte e tre le persone contemporaneamente.

A questa si aggiunge la prova di Intervento con Imbarcazione a 200 metri dalla costa. Il binomio si porta sul posto a bordo di un gommone o di un pattino e si tuffa in velocità per effettuare il recupero in acqua profonda.

La forza pura dell'animale viene poi messa a dura prova nel Rimorchio del Battello in Avaria, il cane deve tuffarsi, afferrare con la bocca la cima di traino fornita dal conduttore e trascinare l'intera barca fino a farle toccare terra sul bagnasciuga.

L'esame si chiude infine con la durissima prova del Fondo, che consiste in 20 minuti di nuoto continuo in mare aperto senza alcuna sosta. Durante il tragitto, la commissione impone continui cambi di stile per dimostrare che il binomio mantiene un controllo reciproco assoluto e una perfetta acquaticità anche in uno stato di estremo affaticamento.

Un impegno che si rinnova ogni anno

A dimostrazione della serietà del sistema, il brevetto SICS non è vitalizio ma scade ogni anno solare. Ogni primavera, prima dell'inizio della stagione balneare, le Unità Cinofile devono ripresentarsi davanti alla commissione per superare nuovamente i test e ottenere l'idoneità operativa.

Un patto di fedeltà oltre il dovere

L'efficacia di questo addestramento risiede proprio nel lunghissimo lavoro a monte. Dovrà trasformare la straordinaria acquaticità del cane in un protocollo di sicurezza preciso, dove l'animale non è un semplice aiutante, ma un vero e proprio moltiplicatore di forze capace di fare la differenza tra la vita e la morte. Quando in estate incrociamo queste unità cinofile a presidio delle nostre coste, ricordiamoci che dietro quel cane che scodinzola felice sul bagnasciuga non c'è solo un istinto straordinario, ma un patto di fedeltà e sacrificio siglato con il proprio conduttore. 

Centinaia di ore passate ad addestrarsi al freddo, in inverno, nelle piscine o nei laghi ghiacciati, con un unico grande obiettivo quello di farsi trovare pronti quando una vita umana rischia di perdersi tra le onde. La vera bellezza della SICS ci mostra la perfetta simbiosi tra due specie diverse, unite dal comune e nobile intento di proteggere e salvare il prossimo.

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