La percezione della sicurezza a Grosseto: Tra tutele diffuse e fasce sociali vulnerabili

Pubblicato il 28 settembre 2026 alle ore 07:02

di redazione

Il dibattito sulla vivibilità urbana a Grosseto impone una riflessione profonda che distingue la criminalità oggettiva dalla percezione soggettiva della sicurezza. Da un lato vi è una popolazione attiva e strutturata che può far fronte alle criticità ricorrendo a mezzi di difesa passiva e attiva: impianti antintrusione, telecamere, inferriate, cancellate, cani da guardia o istituti di vigilanza privata. Dall'altro, esiste una fetta di cittadinanza – composta da pensionati, anziani, disabili, malati, bambini e tutte le persone che vivono la città come residenti e non come gestori di attività – che non possiede risorse economiche da destinare a budget di sicurezza privata.

Proprio per questo motivo, le categorie più fragili hanno il diritto costituzionale di percepire protezione e vicinanza da parte dello Stato e del Comune, uniche vere autorità deputate a garantire la tranquillità pubblica.
Negli ultimi tempi, l’attenzione si è concentrata sulle istanze avanzate dai gruppi del Controllo del Vicinato e raccolte dalla stampa locale, in particolare per via Roma e per le aree calde del centro storico come piazza Manescalchi e via Mazzini. Queste richieste evidenziano la necessità di un dialogo costante tramite il delegato del sindaco per i rapporti con la polizia locale e le forze dell'ordine.

Tuttavia, nel pieno e doveroso rispetto per le istituzioni e per chi ogni giorno opera sul campo per la nostra tutela, sorge spontanea una domanda: per quale ragione non viene più convocata la cabina di regia? Questo importante strumento di coordinamento, istituito tramite il protocollo d'intesa fra il Comune di Grosseto e la Prefettura, nacque proprio per raccordare le strategie locali. Non utilizzarlo rischia di lasciare isolate le istanze dei quartieri, privando il sindaco – che insieme al prefetto rappresenta la massima autorità in materia di sicurezza – di un canale di monitoraggio permanente. Restituire centralità a questo organismo significa passare dalle segnalazioni alla risposta istituzionale strutturata, tutelando chi non può difendersi da solo.

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