Arezzo, paga il parcheggio ma prende la multa: aveva pagato al gestore “sbagliato”

Pubblicato il 28 settembre 2026 alle ore 07:00

di Massimo Gervasi

Pagare il parcheggio non basta più. Bisogna anche sapere a chi appartengono quei pochi metri di strisce blu sui quali abbiamo lasciato l'auto. È quanto accaduto a una cittadina aretina che, dopo avere regolarmente attivato e pagato la propria sosta tramite applicazione, al ritorno alla macchina si è trovata una sanzione. Il motivo? Aveva pagato, ma al gestore sbagliato.


La vicenda si svolge tra via Porta Buia e via Garibaldi, due strade praticamente adiacenti. La cittadina utilizza il sistema digitale, paga 1,75 euro e ritiene, comprensibilmente, di avere fatto il proprio dovere. Niente monetine, niente ricerca disperata del parcometro: esattamente quella digitalizzazione che amministrazioni e aziende pubbliche ci invitano da anni a utilizzare.
Peccato che l'auto si trovasse nel tratto di via Garibaldi gestito da Arezzo Parcheggi, mentre il pagamento effettuato tramite App risultava riferito ad ATAM e localizzato in via Porta Buia.
Il Comune, interpellato dalla cittadina, ha risposto in maniera molto chiara: "Le due società sono concessionari diversi ed ognuno gestisce i parcheggi assegnati. La sanzione è pertanto regolare".
Formalmente, dunque, la spiegazione c'è. Ma è proprio qui che cominciano le domande.
Perché una cittadina che non ha cercato di eludere il pagamento, che non ha lasciato l'auto gratuitamente e che anzi ha utilizzato uno strumento digitale per pagare la sosta deve essere trattata esattamente come chi non paga affatto? Possibile che non esista alcuno spazio per distinguere un evidente errore di localizzazione dalla volontà di non corrispondere la tariffa?
Abbiamo verificato che la distinzione fra le gestioni esiste realmente. ATAM gestisce numerose aree di sosta cittadine e mette a disposizione la propria applicazione per pagare le strisce blu, mentre via Garibaldi rientra nella gestione di Arezzo Parcheggi. Addirittura, nella documentazione ATAM relativa agli abbonamenti della Città Murata, via Garibaldi viene espressamente esclususa.
Tutto regolare sulla carta. Ma il cittadino, prima di parcheggiare, dovrebbe forse consultare concessioni, mappe, gestori e delimitazioni? Se due strade si incontrano e a pochi metri cambia la società che incassa la sosta, il sistema digitale non dovrebbe essere proprio quello strumento capace di impedire l'errore? GPS, localizzazione e applicazioni servono a semplificare la vita oppure a trasferire interamente sul cittadino il rischio di sbagliare?
ATAM stessa presenta la propria App come uno strumento che consente di acquistare la sosta dei parcheggi regolati da parcometro, gestire le targhe, controllare le soste effettuate e prolungarle direttamente dal telefono. Se però bastano pochi metri per passare sotto un'altra gestione, sarebbe quantomeno auspicabile che questo confine fosse reso impossibile da fraintendere, sia attraverso la segnaletica sia attraverso gli strumenti digitali.
Qui nessuno sta chiedendo un premio per avere pagato il parcheggio. Si chiede qualcosa di molto più semplice: proporzionalità e buon senso.
Le sanzioni servono a far rispettare le regole. Ma una pubblica amministrazione dovrebbe anche saper distinguere chi tenta di sottrarsi a una regola da chi quella regola ha cercato concretamente di rispettarla commettendo un errore materiale. In questo caso esiste perfino la prova digitale del pagamento effettuato.
C'è poi un'altra osservazione sollevata dalla cittadina: sul parabrezza avrebbe trovato soltanto il foglio relativo alla contestazione, senza bollettino o QR code immediatamente utilizzabile per effettuare il pagamento. Un altro dettaglio sul quale sarebbe utile fornire ai cittadini indicazioni semplici e immediate, anziché costringerli a una nuova caccia alle informazioni.
Il Codice della strada disciplina e sanziona il mancato pagamento della sosta tariffata. Nessuno lo mette in discussione. Ma amministrare una città non significa soltanto applicare una norma: significa anche costruire servizi nei quali sia difficile sbagliare e semplice comportarsi correttamente.
Perché se una cittadina parcheggia, apre l'applicazione, registra la sosta, paga e alla fine viene comunque multata perché qualche metro più in là cambia il concessionario, forse prima di chiedere al cittadino di stare più attento dovremmo chiederci se non possa essere il sistema a diventare un po' più intelligente.
La tecnologia dovrebbe eliminare le trappole della burocrazia, non digitalizzarle.

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