Arezzo, Via Fra’ Guittone, il cantiere della paura: “Qui prima o poi ci scappa il ferito grave”

Pubblicato il 18 maggio 2026 alle ore 07:00

di Redazione

Ad Arezzo c’è una domanda che molti cittadini iniziano a porsi con rabbia: possibile che un cantiere urbano possa occupare una strada pubblica in condizioni ritenute da tanti così pericolose senza che nessuno intervenga davvero?

Succede in via Fra’ Guittone (ex Casa di Cura Poggio del Sole), dove da mesi un imponente intervento edilizio sta restringendo carreggiata e passaggi pedonali. Ma il problema, secondo residenti e automobilisti, non sarebbe soltanto il disagio dei lavori: il nodo è la sicurezza.
Le immagini parlano da sole. Assi di ferro da cantiere utilizzate per sostenere la cartellonistica, strutture metalliche posizionate a ridosso delle strisce pedonali, restringimenti che obbligano auto, scooter e pedoni a convivere in pochi metri. E soprattutto quel tondino metallico sporgente verso il senso di marcia che molti cittadini hanno definito un vero e proprio “forcone”.
In una delle situazioni documentate, uno scooter avrebbe perso equilibrio proprio nel tentativo di evitare il ferro sporgente. Il mezzo sarebbe poi finito a ridosso delle strisce pedonali, dove stavano transitando alcuni passanti. Solo per pochi centimetri non si sarebbe verificata una tragedia.
In un altro episodio, invece, una vettura ha centrato in pieno il tondino metallico riportando danni importanti. Eppure, nonostante fotografie, testimoni e l’intervento della polizia municipale, la situazione, denunciano alcuni cittadini, non avrebbe prodotto conseguenze concrete.
In altre immagini pervenute alla nostra redazione si vedono anche gli agenti della municipale intervenuti sul posto dopo le segnalazioni. Secondo quanto riferito dai presenti, sarebbe stata constatata l’inadeguatezza della segnaletica e persino l’assenza di alcuni cartelli di delimitazione.

Ripristino della sicurezza

La spiegazione fornita dagli addetti ai lavori sarebbe che parte della cartellonistica sarebbe stata vandalizzata e rimossa da ignoti. Un episodio che, sempre secondo quanto riferito, non sarebbe nemmeno il primo.

Tuttavia il problema, sostengono i residenti, sarebbe stato il ritardo nel ripristino della sicurezza, lasciando per giorni strutture metalliche esposte verso il traffico.
Il punto più controverso riguarda però proprio il posizionamento della cartellonistica. Il responsabile avrebbe dichiarato di aver presentato regolare richiesta agli uffici competenti e che i cartelli sarebbero stati collocati esattamente come autorizzato: sulle strisce pedonali e a ridosso di un parcheggio pubblico.
Ed è qui che la vicenda diventa ancora più delicata. Perché chi entra o esce dai parcheggi si troverebbe costretto a manovre strettissime, con ostacoli metallici praticamente a pochi centimetri dall’auto e con margini minimi di sicurezza.
Molti cittadini raccontano di aver rischiato l’impatto, soprattutto nelle ore serali o in condizioni di traffico intenso. Oggi la situazione della cartellonistica sembrerebbe essere stata parzialmente messa in sicurezza e non si registrano nuovi incidenti, ma la carreggiata continua a rimanere fortemente limitata e la paura resta.
Nel frattempo, chi ha subito danni sarebbe stato costretto addirittura a rivolgersi al tribunale, mentre, secondo quanto riferito, le assicurazioni starebbero evitando di assumersi responsabilità nonostante verbali, fotografie e segnalazioni ufficiali.
La vera domanda, allora, è un’altra: possibile che si debba aspettare il ferito grave prima che qualcuno si assuma la responsabilità di rivedere completamente sicurezza e viabilità di questo cantiere?

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