di Redazione
Si è conclusa la tornata elettorale per il Referendum Costituzionale sulla Giustizia. L'affluenza definitiva in Italia si è attestata al 58,9%, con una vittoria del NO, che ha prevalso con il 53,7% delle preferenze, contro il 46,3% dei SÌ.
Un dato inferiore al record del 2016 che raggiunse il 65,5% di affluenza, per il quale anche in questo caso vinse il “no” e l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi rassegnò le dimissioni.
Secondo quanto emerge, il Referendum sulla Giustizia mostra una netta spaccatura geografica tra il Centro-Nord e il Sud con affluenza record registrata in Emilia-Romagna con il 66% di partecipanti, seguita da Lombardia (64%) e Veneto (63,5%). Il Sud registra le affluenze più basse con maglia nera alla Sicilia maglia (34,9%), seguita da Calabria (35,7%) e Campania (37,8%).
Anche per quanto riguarda l’esito la divisione nord-sud è netta. Al Sud e nelle Isole si è registrata una vittoria schiacciante per il No arrivando addirittura ad oltre il 60% mentre il Si è stato più competitivo in alcune aree del Nord e nella circoscrizione Estero, dove ha vinto con il 53,7%.
Il primo commento della premier
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilasciato il suo primo video commento sui social, sottolineando di aver preso atto del risultato e di voler guardare avanti, affermando che è stata persa un'occasione per modernizzare l'Italia.
"La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso: portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L'abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini, e i cittadini hanno deciso. E noi, come sempre, rispettiamo la loro decisione”, ha commentato Meloni, esprimendo il “rammarico per una occasione persa di modernizzare l'Italia ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l'Italia e verso il suo popolo".
“Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano”, ha invece commentato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ribadendo che “il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia”.
Opposizione pronta a una larga intesa
Immediata la replica dell’opposizione che esulta sulla vittoria del No. La segretaria del Pd, Elly Schlein ha commentato “abbiamo vinto, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata. Hanno fatto la differenza i giovani, nonostante non potessero votare i fuorisede”. La Schlein ha poi parlato di messaggio politico degli italiani: "Un messaggio anche per noi. Il Paese chiede un’alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C’è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità”.
L'appello è stato subito raccolto dal leader del M5S Giuseppe Conte pronto a creare un’ampia alleanza: “Non possiamo soffocare la voglia dei cittadini di essere protagonisti, quindi ci apriamo alla prospettiva delle primarie”.
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