Piano Casa Grosseto: tra i fondi del Governo e l’emergenza in via  dei Barberi 

Pubblicato il 11 maggio 2026 alle ore 07:00

di Tania Amarugi

Con l’annuncio del nuovo "Piano Casa" nazionale da 10 miliardi di euro, contenuto nel DL 66/2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, l’amministrazione comunale di Grosseto e l’Epg (Edilizia Pubblica Grosseto) si preparano a gestire una sfida che non è solo economica, ma sociale.

Il progetto strutturale difeso dal Governo punta a realizzare 100mila alloggi in dieci anni e di riqualificare immobili esistenti. L'obiettivo dichiarato è fornire risposte concrete non solo alle fasce più deboli, ma anche a quella "fascia grigia" che non ha i requisiti per le case popolari ma non riesce ad accedere al libero mercato. 

Ma dal Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari) arrivano critiche sulla gestione degli immobili ERP, con particolare riferimento alla situazione di via dei Barberi. In particolare, Terribile ha dichiarato "Un piano irrealizzabile (100.000 nuovi appartamenti in 10 anni e di reimmettere entro un anno nel circuito delle assegnazioni almeno 60.000 appartamenti pubblici oggi non fruibili perché ammalorati) e il rischio che fra 15 anni siano le società immobiliari a trarne benefici". Ed aggiunge “Solo a Grosseto le case di proprietà pubblica da ristrutturare sono almeno 300. Sulle circa 3.500 esistenti; 2.000 delle quali risalgono agli anni ‘70 e ’80, e richiedono interventi di manutenzione straordinaria, come dotarle di ascensori o rifarne il tetto". 

Sul fronte opposto l’assessore Fabrizio Rossi, anche deputato di Fratelli d’Italia, parla di critiche pretestuose e ideologiche da parte del Sunia che sarebbero smentite dai documenti 

Mentre la politica discute, la situazione ancora non cambia per coloro che non hanno una casa e che attendono da mesi a volte da anni, l’assegnazione di un alloggio popolare. Dopo aver presentato la domanda, non è facile sapere e capire quale sia la propria posizione nella graduatoria e dove questa sia reperibile. Anche coloro che sono a rischio sfratto o in grave precarietà spesso ricevono risposte poco chiare o che non lasciano speranze per il futuro. Auguriamoci che alle parole seguano i fatti, quanti dei fondi nazionali arriveranno effettivamente sul territorio grossetano e se i nuovi cantieri riusciranno a partire entro l'anno. 

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