di Carlotta Degl'Innocenti
Lo scorso 18 marzo 2026, la Camera dei Lord nel Regno Unito ha respinto due emendamenti cruciali sull’aborto, confermando la Clausola 208 che depenalizza l'interruzione di gravidanza.
La Camera dei Lord nel Regno Unito ha approvato una norma con la quale sarà consentito l’aborto fino al nono mese. La baronessa Monckton aveva chiesto l’abrogazione di questa clausola, chiedendo di ripristinare anche le visite in presenza.
Invece, da oggi, in Inghilterra, le donne non solo potranno abortire fino al momento del parto ma lo potranno fare anche con pillole abortive a casa senza controlli medici. Fino a questo momento, il limite per l’aborto era di 24 settimane. Con la nuova legge, le donne non saranno più perseguibili.
Si tratta di un tema estremamente delicato che ha acceso un aspro dibattito nel Regno Unito con la maggioranza dell’opinione pubblica contraria. Secondo i sondaggi, addirittura solo l’1% delle donne sarebbe favorevole a questa norma che apre le porte anche al cosiddetto aborto selettivo ovvero in base al sesso del bambino.
I vescovi anglicani della Camera dei Lord hanno sostenuto i limiti. L’arcivescovo John Sherrington, responsabile per le questioni etiche presso la Conferenza episcopale, in vista del voto, aveva evidenziato che la legge minaccerebbe ulteriormente la dignità del nascituro, sottolineando che “questa modifica renderebbe le donne più vulnerabili alla coercizione e agli abusi”.
Le organizzazioni pro-life denunciano che si tratta di un infanticidio legalizzato mentre da un punto di vista medico si temono gravi rischi anche per la salute delle madri.
Disumanizzazione del concetto di vita
Da una parte si parla di “diritto riproduttivo della donna” astraendolo dalla stessa consustanzialità del concetto di vita, portando al parossismo e ad un controsenso con il quale si supera qualsiasi limite etico. Dall'altro si parla di vita e di umanità. Una società che abbandona le madri, favorendo l'aborto, premia i suicidi assistiti depenalizzandoli anche per i minori in casi anche di problemi psicologici, porta ad interrogarsi sul cosa può spingere una persona anche giovane a voler morire o abortire.
Quando la solitudine pervade l’esistenza del singolo individuo allora questo diventa più vulnerabile lasciando spazio alla sua manipolazione. La perdita del senso della vita va di pari passo con la perdita del senso della comunità, lasciando progressivamente spazio al ridurre l'essere umano ad un oggetto, snaturandolo e disumanizzando la stessa gravidanza. In questo scenario rientra anche la produzione di incubatori utero artificiali esterni per favorire la maternità bipartisan. Ovvero, sono stati creati dei macchinari nei quali far crescere i neonati al di fuori del ventre materno per potere permettere anche all'uomo di vivere la gravidanza e alle donne di continuare a lavorare durante la "non gravidanza". E' quanto scritto nelle motivazioni di finanziamenti dei progetti di questi uteri artificiali promossi dalla stessa Commissione Europea. Uno scenario sempre più fantascientifico che prospetta un futuro inquietante.
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