Diritti umani: l’Italia è tra i Paesi più sanzionati d’Europa

Pubblicato il 23 marzo 2026 alle ore 07:00

di Tania Amarugi

A febbraio 2026 è stata pubblicata la relazione annuale sulle attività della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) nella quale si evidenzia che l’Italia è tra i Paesi più sanzionati d’Europa, con 914 sentenze depositate nell’ultimo anno che coprono una vasta gamma di violazioni: dall'ambiente al sistema carcerario, fino alla gestione della giustizia civile e tributaria. 

Una delle sentenze più significative degli ultimi tempi è quella emessa il 30 gennaio 2025 (Caso Cannavacciuolo e altri c. Italia). La Corte di Strasburgo ha condannato ufficialmente l'Italia per non aver protetto adeguatamente la vita e la salute dei cittadini residenti tra Napoli e Caserta. Secondo i giudici, le autorità non hanno agito con la necessaria diligenza per contrastare l'inquinamento da rifiuti tossici, violando l'Articolo 2 della Convenzione Europea

Dal monitoraggio di organizzazioni come Amnesty International e l’osservatorio della Camera dei Deputati emergono criticità ormai croniche. Ad esempio, la salute mentale in carcere: resta alta l'attenzione sulla custodia cautelare di detenuti con disturbi psichiatrici, con condanne per violazione del divieto di trattamenti inumani (Art. 3). La violenza domestica: nell'ottobre 2025, la CEDU ha nuovamente condannato l'Italia per l'inerzia delle autorità nel contrasto alla violenza domestica, sottolineando una protezione insufficiente per le vittime. I debiti dei Comuni: una sentenza del marzo 2025 ha evidenziato come l'impossibilità di eseguire pignoramenti contro i Comuni in dissesto violi i diritti dei creditori, lasciando migliaia di cittadini senza giustizia effettiva. 

Altre violazioni nel 2026

Anche l’inizio del 2026 sono già state pronunciate altre sentenze di condanna molto pesanti. Nel gennaio 2026, l'Italia è stata condannata nei casi Rizzetto e Dal Canto per violazioni relative alla durata e alla correttezza dei procedimenti giudiziari. Un’altra sentenza del febbraio 2026 (Ferrieri e Bonassisa) ha sanzionato lo Stato per accertamenti tributari ritenuti "fuori controllo", lesivi del diritto alla vita privata e privi di un ricorso effettivo per i contribuenti. Il 15 gennaio 2026 è arrivata una sentenza definita storica riguardante il diritto alla vita, legata alla vicenda di Riccardo Magherini, che ha accertato responsabilità dello Stato nelle dinamiche del decesso. 

I dati pubblicati dal Ministero della Giustizia confermano che il percorso per un pieno allineamento agli standard europei è ancora lungo, specialmente sul fronte dei rimedi interni che dovrebbero prevenire l'intervento di Strasburgo. 

Dopo le condanne cosa dovrebbe accadere? La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) obbliga lo Stato sanzionato a risarcire le vittime e, soprattutto, a rimuovere le cause della violazione, adeguando norme o prassi giudiziarie. La sentenza è definitiva e vincolante e il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa monitora l'effettiva esecuzione degli interventi correttivi. Non abbiamo riscontri e dati che assicurino che l’effettiva esecuzione di queste importanti pronunce nonostante siano in gioco i diritti umani.

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