I giganti dell’e-commerce nel mirino della Commissione Europa: Shein e Temu creano dipendenza

Pubblicato il 23 marzo 2026 alle ore 07:00

di C.D.

Non solo concorrenza sleale ma anche app che creano dipendenza e acquisto compulsivo. 

L'Unione Europea ha avviato un'indagine formale contro i colossi dell'e-commerce cinese Shein e Temu, accusati di violare il Digital Services Act (DSA). Al centro dell'inchiesta vi è la commercializzazione di prodotti illegali e pericolosi, tra i quali su Shein vi sarebbero materiali legati all'abuso sessuale su minori, come bambole sessuali dalle sembianze infantili  ma anche droghe e armi come emerso dallo scandalo scoppiato in Francia nel mese di novembre 2025.  

Inoltre, secondo la Commissione Europea, le piattaforme sfrutterebbero un design delle app studiato appositamente per provocare dipendenza, con sistemi di premi, giochi e punti per l’interazione che porterebbero soprattutto i più giovani a un uso compulsivo del servizio.

La piattaforma che conta ben 45 milioni di utenti è sotto osservazione anche per la mancanza di trasparenza negli algoritmi di profilazione. Già nel maggio del 2025, Shein era finita sotto la lente dell'UE per una serie di presunte irregolarità in vari aspetti della sua esperienza di acquisto online.  L’indagine della Commissione europea colpisce anche Temu e AliExpress mentre TikTok è stata avvertita sui rischi di alienazione degli utenti. 

Immediata la risposta di un portavoce di Shein che ha confermato che la società è pronta a collaborare con le autorità. Nel prendere seriamente gli obblighi previsti dal Dsa, la portavoce ha dichiarato in una nota che la società, “negli ultimi mesi ha investito in modo significativo per rafforzare la conformità alle disposizioni del Dsa”.

Tariffe su pacchi di poco valore e dazi doganali per il commercio sleale

Parallelamente a questo fenomeno, il Consiglio dell’Unione Europea, a febbraio scorso, ha approvato nuove regole doganali sugli articoli contenuti in pacchi di valore inferiore a 150 euro, introducendo a partire da luglio del 2026 una tassa di 3 euro su ogni spedizione extracomunitaria. Secondo dati ufficiali, nel 2024 sono entrati nell’Unione circa 4,6 miliardi di piccoli pacchi, il 91% dei quali provenienti dalla Cina.

Le industrie del settore tessile e calzaturiero europee stanno premendo affinché l’Ue anticipi il deemed importer per Shein e Temu, introdotto nella riforma doganale e che entrerà in vigore nel 2028. Le piattaforme e-commerce (marketplaces) dovranno rispondere degli obblighi doganali, della sicurezza, della qualità e della proprietà intellettuale dei beni importati. Attualmente, il consumatore finale è considerato importatore legale. In un comunicato congiunto, le associazioni imprenditoriali hanno sostenuto che la sola tassa amministrativa di tre euro sui piccoli pacchi non è sufficiente.

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