Epstein ci sta dando una bella grattatina alla coscienza

Pubblicato il 2 marzo 2026 alle ore 07:00

di Giandomenico Torella

Dalla pubblicazione degli Epstein files, in giro per il mondo,  stanno cadendo più teste, che durante la rivoluzione francese.

Teste note, teste meno note, teste coronate o coronabili (in ottava battuta). Mano mano che si sbobinano le email, si soddisfano le più recondite fantasie pruriginose con uno tsunami di gigabite, in una catastrofe mondiale che travolge e spazza via carriere politiche, diplomatiche, accademiche. Ma basta grattare via la crosta bruciaticcia di superficie che sotto emerge un aspetto del tutto inaspettato. Un aspetto che solo chi era già maturo all'inizio degli anni '60 ha già provato.

Chi si ricorda o sa chi fosse un tale John Profumo? Era il Segretario di Stato per la Guerra del governo conservatore di sua Maestà e, per aver negato alla Camera dei Lord una fugace "treschetta" con una modella, che però era anche amante di una spia russa ha passato parecchi guai. Una volta sbugiardato, ha trascinato nelle sue dimissioni, il primo ministro e tutti i conservatori, che hanno poi perso ovviamente le elezioni.

Roba dell'altro mondo, erano altro tempi, ancestrale il retaggio di una perversione puritana e perbenista? Non tanto. Sono passati oltre sessant'anni ma le teste continuano a cadere per lo stesso motivo. Non per il perbenismo. Non per la frequentazione, anche ipotetica, anche del tutto marginale, dei soggetti con un pedofilo e sfruttatore delle debolezze sessuali dei suoi compagni di party.

Il motivo è tutt'altro. Tutti hanno in comune una cosa: hanno tradito la fiducia dei cittadini o delle istituzioni, figuriamoci chi, per casta e natali deve fedeltà e rigore ad una dinastia regale in carica!
Il tradimento della fiducia relega tutti indistintamente al di sotto del peggiore criminale da strada.

Un saggio diceva: si può perdonare il tradimento di una donna ma non si perdona quello dell'amico. Per questo i traditori veniva fucilati alla schiena. E' una verità che vale da sempre a tutte le latitudini. E quale amico più intimo deve avere e non può non avere il politico se non coloro che lo hanno scelto per rappresentarli? Poco importa se i fatti cui ci si riferisce siano datati di almeno un lustro e molti anche due. L'offesa è bruciante e attuale, imperdonabile ora per allora. Chiede sangue.
Gli Epstein files, posto che apparentemente non coinvolgono politici italiani vivi o propriamente politici, parlano per l'eco che hanno.

Due esempi tra i tanti e ogni giorno sempre più.
Miroslav Lajčák, consigliere per la sicurezza nazionale del Primo ministro slovacco Robert Fico e diplomatico di peso dell' unione europea ha ammesso una “scarsa capacità di giudizio” nei confronti del finanziere. Dimissioni proposte e subito accettate. Anche le ingenuità o le sottovalutazioni non sono perdonabili e non gli sono state perdonate.  
Addirittura è stata spolverata una vecchia usanza dell'epoca romana: la “damnatio memoriæ” ovverosia la cancellazione dai monumenti del nome e dell'immagine dell'imperatore sgradito ai successori, affinché non ne rimanesse neppure memoria.

E' notizia attuale che la Queen’s University di Belfast ha rimosso George Mitchell che non è di certo uno qualunque, essendo stato tra i fautori della pace tra IRA e Governo britannico, dalla carica di presidente onorario del Mitchell Institute (Centro studi universitario per la pace), insieme a un busto commemorativo.
Posizioni estremiste e esageratamente vessatorie? Affatto. Evidentemente, in tanta parte del mondo, la serietà dei politici, degli accademici e dei funzionari pubblici vale talmente tanto che il solo dubbio che possa essere offuscata l'integrità morale giustifica appieno l'esclusione da ogni posizione.
In Italia, l’ossimoro “promessa elettorale” è colta non con orrore ma con il sorriso di chi non si aspetta il mantenimento della parola data. Nel resto del mondo no. Così come i cambi di casacca a metà mandato, così come la banalizzazione della comunicazione politica, la polarizzazione sterile tra i favorevoli e i contrari, a qualunque cosa a prescindere dal cosa. Il famoso mercato delle vacche dove chi ha voce più potente porta a casa il bovino. La politica è una cosa seria. E seriamente si prende in considerazione la responsabilità politica. Per la morale non c’è nemmeno da discutere.

Anche il peccatuccio veniale non si risolve con tre avemaria e due paternoster. Si espia con la poltrona.

Abbiamo da imparare molto dagli Epstein files. Non per il loro contenuto ma per cosa significano onore, fedeltà e decoro e serietà. Una lezione di responsabilità politica seria.

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