di Carlotta Degl'Innocenti
“Se questo è un uomo”. Forse vale la pena ricordare la testimonianza dell’orrore vissuto da Primo Levi nel campo di concentramento di Auschwitz dove l’umanità si è trovata di fronte alla mostruosità dell’uomo. Lo stesso vale per quello che è il caso Jeffrey Epstein e l’élite che lo ha appoggiato e si è avvalsa dei suoi servizi, per appagare fantasie e perversioni che vanno ben oltre l'inimmaginabile.
Il giornalista Marcello Foa parla apertamente di casi di stupro e uccisione di bambini e come lui sono in molti a chiedersi cosa stiano aspettando le autorità ad indagare e ad arrestare chi era coinvolto nell’affaire Epstein e dove sono o cosa stanno facendo adesso?
I documenti desecretati dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sul caso Epstein stanno creando uno scompiglio internazionale. Tanto che la Cina, all’indomani dello scandalo, ha rafforzato la sua politica di "tolleranza zero" contro i reati sui minori, applicando la pena di morte per i casi più gravi come pedofilia e gli abusi sessuali gravi sui minori. In tutto il mondo, molti personaggi con ruoli di rilievo si sono dimessi dai loro incarichi, con scuse pubbliche come la principessa norvegese Mette-Marit che ha intrattenuto un’amicizia durata diversi anni con scambi di messaggi che indicavano un certo grado di complicità con Epstein.
Pedofilia, torture e uccisioni di minori
Quello che stanno nascondendo i media occidentali è l’orrore di tutta questa vicenda, distogliendo l’opinione pubblica con numeri del tipo “Trump appare 1000 volte nei file” o “Putin appare 700 volte”, per insinuare chissà quali rapporti intrattenessero alcuni politici e leader mondiali con quello che si può definire, ed è un eufemismo, un pedofilo, un abusatore seriale che alimentava la tratta di minori offrendoli a personaggi di alto rango.
Lo stesso Foa ha ricordato le parole del procuratore generale aggiunto statunitense Todd Blanche che ha ammesso che "il ministero ha escluso dagli Epstein Files le immagini che mostravano 'morte, abusi fisici o ferite'. Tutto questo mentre, dalle email pubblicate, emergono crescenti riscontri su pratiche inimmaginabili, ben oltre i già orribili abusi sessuali. Si parla di bambine e bambini torturati e addirittura uccisi durante le feste ma forse dovremmo chiamarli riti, praticati da Epstein e dai suoi ospiti - prosegue Foa- Il che è semplicemente agghiacciante, ma non sorprendente per chi abbia visto il documentario francese 'Les survivantes' (Le sopravvissute). Nonostante la ritrosia della stampa mainstream a trattare questo aspetto della vicenda, sta cadendo la maschera di un’élite che non era solo depravata, né solo criminale: era verosimilmente satanica".
I file Epstein
Tre milioni di file, suddivisi in mail, messaggi, una parte riservata alle fotografie e infine una terza sezione con le denunce, le testimonianze delle vittime e le condanne di Epstein.
Jeffrey Epstein è un personaggio oscuro che ha fatto la sua fortuna con la finanza. Per alcuni analisti, Epstein era un informatore del Mossad, ma avrebbe venduto le sue informazioni anche ad altri servizi segreti come la CIA o i servizi segreti russi. La sua fama negli Stati Uniti la deve alla Famiglia Rothschild che lo ha introdotto nel mondo degli affari. La scalata di Epstein è veloce e presto diventa uno dei miliardari più noti e influenti negli ambienti delle élite finanziarie intrattenendo rapporti anche con leader dei governi. Acquista diverse proprietà tra i quali un’isola ai Caraibi nota come l’isola di Epstein o l’isola degli abusi, un ranch ultra lusso e proprietà a New York che affittava.
Nelle mail desecretate risultano numerosi messaggi scambiati con clienti ai quali venivano offerti diversi servizi come prenotazioni, massaggi, spostamenti, spettacoli in programma e tra questi alcuni messaggi con parole in codice nei quali, probabilmente, venivano offerti minori o giovani donne.
Una regista olandese deceduta misteriosamente per suicidio dopo aver realizzato un documentario sul “pizzagate” (traffico dei minori) aveva denunciato come il circuito della pedofilia internazionale usava parole in codice per indicare i minori, tra le quali la parola “pizza", "cheese” (formaggio) o "sauce" (salsa). Tra le mail di Epstein la parola pizza appare migliaia di volte in scambi di conversazione e in alcuni casi appare scritta in un discorso in maniera totalmente fuori contesto.
In diverse corrispondenze con i clienti/ospiti delle case vacanza di lusso, troviamo ad esempio messaggi di una collaboratrice di Epstein che scrive ad un cliente “Epstein vuole sapere se vuoi mangiare una pizza?”. In altre mail, è lo stesso Epstein che chiede ai suoi clienti se desideravano una pizza e come la volevano se con il formaggio o con la salsa. Davvero strano immaginare che il proprietario di attività milionarie, si presti a corrispondere con i clienti, preoccupandosi se volessero mangiare una pizza. E’ come se il direttore di un albergo 5Stelle chiedesse direttamente ai turisti cosa vogliono mangiare per cena. Paradossale e poco credibile. Appare chiaro che quelle parole stessero ad indicare ben altro. In alcuni file troviamo messaggi di Epstein rivolti alle sue segretarie nelle quali parla di sex toys con tanto di link a portali di vendita online.
A questo si aggiungono fotografie angoscianti delle abitazioni, con decine di camere da letto con letti matrimoniali, quadri con fotografie di bambini e donne nude sulle pareti in ambienti dal gusto kitsch. Immagini di minori che fanno sesso tra di loro per i voyeuristi, giovani adolescenti ancora quattordicenni, intente a fare sesso con adulti.
I file Epstein riservano numerose piste ma l’orrore che rivelano non è eticamente né moralmente accettabile. La realtà scoperchiata ci mostra una verità su questi personaggi dell’alta società, politici, attori, CEO che si presentano in pubblico, nell’ambito di summit, conferenze internazionali, premiazioni o davanti a telecamere, rivestendo i panni dell’autorevolezza, magari dopo aver passato la notte a stuprare o addirittura ad uccidere un bambino o una minorenne. Questo non può passare in secondo piano.
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