di Rita Bruno
Parliamo spesso di questioni che ruotano intorno agli allevamenti sulla terra ferma e nelle nostre campagne, nel mare sembrano esserci altrettanti quesiti. Eppure la richiesta dal consumatore è sempre più in crescita.
La produzione di pesce in Italia e l'acquacoltura ricoprono un giro d'affari superiore a 300 milioni di euro: settore in crescita con oltre 54.400 tonnellate. Nel 2023, l'Italia ha fornito il mercato con una produzione di oltre 30.000 tonnellate di trote, l'orata e la spigola con 17.000 tonnellate e leader, secondo produttore mondiale dopo la Cina, nella fornitura del caviale di storione con 65.000 tonnellate.
L'acquacoltura in Italia contribuisce per circa il 40% alla produzione ittica, infatti la produzione di molluschi come cozze e vongole costituisce un ulteriore segmento importante e spesso è analizzato separatamente nei rapporti ufficiali.
I siti produttivi sono circa 800 concentrati nel nord per il 60 %, al centro 15 % e al sud 25 %. Occupando più di 7.000 addetti ai lavori, comparto economico e lavorativo in fase di rapida crescita.
Acquacoltura nel mondo
L'acquacoltura, settore in espansione in tutto il mondo, contribuisce in modo significativo al miglioramento della nutrizione umana, alla riduzione della povertà e allo sviluppo sostenibile delle risorse ittiche.
Il progetto Acquae Strenght
Il progetto Acquae Strenght per il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica degli animali acquatici e lo sviluppo di una acquacoltura sostenibile, è finanziato dal Ministero della Salute, nel 2022, con il supporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità Animale guidato dall' Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IzsVe) facente parte del consorzio con altri partners. Progetto con consulenti esterni qualificati che supportano le aziende con competenza trasversale e con imparzialità, ossia il Norvegian Veterinary Institute, la Tecnical University of Denmark e il Centre for Environment, Fisheries And Aquaculture Science del Regno Unito.
Una rete di collaborazione fra enti e centri di ricerca internazionali per un approccio condiviso alla gestione delle malattie dei pesci a beneficio di un'acquacoltura sostenibile.
Gli obbiettivi del progetto
Con questo progetto si intende rafforzare le competenze attraverso la condivisione di conoscenza professionale, di protocolli per la produzione ittica, la sorveglianza e il controllo delle malattie. Studiare e migliorare la sorveglianza epidemiologica e la risposta alle malattie, limitare l'uso di antimicrobici e di medicinali veterinari nella produzione ittica. Questo progetto intende sviluppare metodi diagnostici a supporto dell'individuazione e del controllo delle malattie dei pesci.
Implementare l'uso avanzato delle tecniche GIS - Geographic Information System - attraverso l'uso di software che permettono di analizzare mappare dati geospaziali, integrando informazioni descrittive con la posizione geografica.
Gli enti beneficiari fanno capo a quattro diversi paesi del mondo: Cambogia, Israele Marocco e Tunisia rafforzando le collaborazioni internazionali del settore.
Antonia Ricci, dirigente generale dell'IzsVe, a conclusione del progetto nel 2025, dichiara che i paesi beneficiari hanno dato un contributo importantissimo sia tecnico-scientifico, di trasparenza e di messa a disposizione delle proprie competenze ai partner del progetto.
La cooperazione è nel DNA della rete degli istituti perché fare cooperazione internazionale significa garantire la salute degli animali e la sicurezza alimentare nel mondo.
Acquacoltura in Toscana
Per un progetto internazionale che si chiude con successo, nascerà un progetto interessante in Toscana. Uno studio triennale con termine nel 2029 che porterà avanti l'Università di Pisa. Finanziato dal Fondo Italiano per la Scienza - FIS2* ERC-like** - con oltre 1,3 milioni di euro puntando a fornire risultati concreti scientifici con strumenti operativi per una gestione sanitaria più sostenibile.
Il progetto olistico One Health porta a considerare importante la salute globale del pianeta con quella dei singoli individui, a tutela dell'ambiente marino e della salute umana.
Obbiettivi e approccio sperimentale
L'obiettivo scientifico di SOURCE- Sustainable and innOvative blUe food pRoduCtion under one hEalth approch - è la valutazione dell'efficacia di fitobiotici di origine naturale, in particolare oli essenziali di limone, timo e rosmarino. Utilizzando queste essenze come alternativa o strumenti comunque di riduzione dell'uso di antibiotici in acquacoltura visto la crescente richiesta di prodotti ittici.
Il progetto si concentrerà su specie chiave dell'acquacoltura mediterranea, come orata o vongola, combinando studi in vitro e in vivo con approcci nutrizionali, immunologici e decottosicologici.
Non è soltanto a dimostrazione di effetto antimicrobico diretto ma serve a valutare l'impatto dei fitobiotici sullo stato immunitario e il benessere animale. Rispondendo allo stress e alla pressione patogena che se cronico provoca infiammazione, ipertensione, problemi gastrointestinali con indebolimento del sistema immunitario. Cambierà la qualità dell'ambiente di allevamento e darà sicurezza anche sulla qualità del prodotto finale.
Altro obiettivo molto interessante è sviluppare e validare mangimi alternativi arricchiti con fitobiotici applicabili lungo tutta la filiera con il fine di riduzione dell'uso di antibiotici.
La professoressa Lucia de Marchi unita alla professoressa Valentina Meucci del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università di Pisa punteranno a tradurre i risultati della ricerca in linee guida concrete per l'acquacoltura. La professoressa De Marchi ha tenuto a sottolineare che SOURCE non è solo un progetto scientifico ma un percorso di grande responsabilità sociale.
In parallelo alla ricerca, focues sulla divulgazione sul dialogo con le comunità costiere e con gli operatori del settore perché l'acquacoltura sostenibile riguarda tutti. Costituisce una leva fondamentale per garantire cibo sano tutelando l'ambiente marino e costruire un modello di alimentazione davvero orientato al futuro. La speranza della Professoressa De Marchi è portare in tavola un prodotto più sano coinvolgendo l'intera filiera ittica dal produttore al consumatore.
L'Italia, insieme alla Spagna, la Francia e la Grecia, e fra i paesi europei con il numero maggiore di allevamento di specie ittiche. La richiesta di questi alimenti e aumentato del 122%.
Il parere degli ambientalisti e l'acquacoltura rigenerative
Le pratiche intensive note a tutti per il loro impatto significativo come in agricoltura, allevamenti a terra come pure in mare le associazioni ambientaliste vedono le nuove tecniche di acquacoltura rigenerative con occhio positivo.
La più grande organizzazione mondiale per la conservazione della natura, The Nature Conservancy - TNC ha deciso di impiegare l'acquacoltura come sistema per ripristinare gli ecosistemi marini danneggiati partendo dalle barriere coralline dal valore ecologico inestimabile dove vivono molte specie marine migliorando la qualità dell'acqua.
L'acquacoltura rigenerativa è un metodo di produzione alimentare sostenibile mirando a riparare attivamente gli ecosistemi marini. Sarà così possibile ripristinare le popolazioni ittiche vulnerabili o in via d'estinzione ripopolando i loro habitat. Risponderà ad un elevato numero di prove di valutazione degli effetti complessivi prima di etichettare un sistema di acquacoltura, ecologicamente benefico.
Le soluzioni tecnologiche come l'allevamento di frutti di mare offshore o sulla terraferma o la coltivazione di pesce in laboratorio potrebbero contribuire fino a 5 milioni di tonnellate aggiuntive di frutti di mare entro il 2050.
L'acquacoltura rigenerativa, a ricircolo potrebbe produrre ulteriore 45 milioni di tonnellate di frutti di mare e soddisfare l'incremento della domanda.
Greenpeace sostiene che gli allevamenti di pesce intensivi sono veri e propri impianti industriali sottomarini che rilasciano quantità elevate di deiezioni, mangimi, antibiotici e pesticidi nei mari.
L'assenza di regolamentazione efficace rende questi impianti un pericolo ecologico soprattutto in aree con scarso ricambio idrico.
Questi progetti pongono un forte accento sulla sostenibilità, la responsabilità sociale e tracciabilità digitale. Progetti che guardano ad un futuro proiettato sulla sicurezza alimentare. Nel caso del progetto Acquae Strenght tiene sotto controllo le epidemie e nel caso di SOURCE si propone fitobiotici in sostituzione agli antibiotici.
*FIS2 È il nuovo avviso per sostenere lo sviluppo delle attività di ricerca fondamentale. Con decreto direttoriale numero 1236 del primo agosto 2023 finanzia con oltre 330 milioni di euro, progetti di ricerca di elevato contenuto scientifico, condotti da ricercatori emergenti, da ricercatori in carriera e da ricercatori affermati nell'ambito dei settori ERC - European Research Council.
**ERC-like: progetti con iniziative di finanziamento nazionale per supportare ricercatori eccellenti che hanno ottenuto valutazioni elevate in competizione Europee, promuovendo la ricerca di frontiere e l'indipendenza scientifica.
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