di C.D.
Torino si è risvegliata domenica scorsa portando ancora i segni della guerriglia urbana che ha sconvolto il quartiere Vanchiglia nella giornata di sabato 31 gennaio 2026. Quello che doveva essere un corteo di protesta contro lo sgombero dello storico centro sociale Askatasuna si è trasformato in un pomeriggio di violenze pesantissime tra le forze dell'ordine e le frange più estreme degli antagonisti.
L'immagine del brutale pestaggio dell'agente di 29 anni, Alessandro Calista, in servizio presso il reparto mobile di Padova ha sconvolto la rete e l'opinione pubblica. L'agente rimasto isolato durante una carica nei pressi del Campus Einaudi, è stato circondato da una decina di incappucciati che lo hanno colpito ripetutamente con calci e pugni. Il dettaglio più scioccante nel filmato è vedere che il poliziotto è stato preso a martellate alla schiena e alle gambe. Un collega ha evitato conseguenze peggiori. L'immagine del poliziotto soccorso e protetto dal collega con lo scudo, ha donato uno straordinario scorcio di umanità e solidarietà. Un abbraccio e un sostegno che a dire il vero, non necessita di molte parole.
Fortunatamente, l'agente ferito è stato dimesso con una prognosi di 20 giorni mentre il collega che lo ha soccorso ne ha avuti 30. La premier Giorgia Meloni si è recata personalmente in ospedale a Torino per fare visita agli agenti feriti, definendo l'accaduto un "tentato omicidio" e chiedendo fermezza alla magistratura.
Le indagini della Digos, grazie ai video dell'aggressione, hanno portato all'individuazione e all'arresto di alcuni aggressori, tra i quali un giovane di 22 anni originario dell'Amiata, in provincia di Grosseto.
Il giovane A.S. incensurato, che viene descritto dai conoscenti come "un tipo tranquillo", è stato fermato con la procedura della flagranza differita. È accusato di concorso in lesioni aggravate e rapina, poiché avrebbe partecipato alla sottrazione dello scudo, della maschera antigas e di altre attrezzature al poliziotto mentre era a terra.
Oltre al giovane grossetano, la Polizia ha fermato altri due manifestanti, entrambi già noti agli uffici della Digos per la loro vicinanza all'area antagonista: un trentenne torinese e un attivista milanese, entrambi accusati di resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale per aver guidato le cariche contro il cordone di sicurezza in via Vanchiglia.
La manifestazione, a cui hanno partecipato circa 5.000 persone, ha lasciato dietro di sé un bollettino di guerra con oltre 100 feriti tra le forze dell'ordine (poliziotti, carabinieri e finanzieri), 3 arresti totali e 24 denunce. Tra i 24 denunciati a piede libero figurano inoltre due cittadini francesi e un cittadino russo, individuati come parte della "trasferta" internazionale giunta a Torino per dare manforte al centro sociale. Gli inquirenti stanno ora analizzando i filmati delle telecamere di sicurezza e i droni per identificare gli altri componenti del commando che ha colpito l'agente con il martello.
Si contano anche danni ingenti all'arredo urbano, con cassonetti incendiati e un blindato della polizia dato alle fiamme.
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