Nel cuore del budget famigliare, la pet economy e il diritto alla salute

Pubblicato il 2 febbraio 2026 alle ore 07:00

di Rita Bruno

Nel cuore del budget familiare: la pet economy e il diritto alla salute

L'Italia è uno dei Paesi europei con il maggior numero di animali da compagnia e si conferma leader in Europa per popolazione pet: le statistiche parlano di 65 milioni di amici, e non solo a quattro zampe. Cani e gatti superano i 20 milioni, di cui circa 12 milioni sono felini. Nonostante le norme restrittive, la popolazione più numerosa è rappresentata dai pesci, con 28,1 milioni di esemplari, a cui si aggiungono 12,7 milioni di uccelli e 3 milioni tra piccoli mammiferi e rettili. Una famiglia su quattro possiede almeno un animale, prediligendo cani e gatti.

A livello territoriale, la Sicilia e la Sardegna registrano la presenza più alta: quasi una casa su due (il 46,7%) possiede un animale. Seguono il Centro Italia con il 34,7%, il Sud con il 31,9% e il Nord-Ovest con il 30,6%, mentre nel Nord-Est la percentuale scende al 24,9%.

... Marco Melosi, Presidente dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI), conferma che questi numeri non sono semplicemente un dato statistico, ma riflettono la qualità della medicina veterinaria italiana: una realtà solida e sempre più centrale per la salute e il benessere animale.

Dal Parlamento
Il regime fiscale attuale viene spesso definito "ancien régime" a causa dell'applicazione dell'IVA al 22% su prestazioni veterinarie, farmaci e alimenti, poiché equiparati a beni di lusso. Nonostante le detrazioni (comunque limitate), l'elevata pressione fiscale grava pesantemente sulle famiglie, ostacolando le cure e favorendo, indirettamente, il randagismo. Per questo motivo, dal Parlamento giungono proposte per ridurla.

Il pacchetto di emendamenti alla Legge di Bilancio 2026, proposto dall'Onorevole Michela Vittoria Brambilla — deputata e presidente dell'Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali — punta a ridurre l'IVA sugli alimenti dietetici prescritti dai veterinari e a istituire un fondo pubblico per aiutare le famiglie a basso reddito a sostenere le spese di cura.

La pet economy continua a lievitare 

Il valore nominale del mercato (spesso diverso dal suo valore reale) e il caro prezzi non sono gli unici fattori trainanti della crescita. In realtà, l'inflazione ha un impatto limitato: la pet economy è mossa soprattutto da fattori demografici. Con famiglie sempre più piccole e un maggior numero di senior, aumenta l'attenzione verso il pet care.

Gli italiani scelgono prodotti premium, più curati, salutari e specializzati, come emerge dalle ricerche di Assalco-Zoomark. Nel 2024, il mercato degli alimenti per cani e gatti in Italia ha raggiunto un giro d'affari di 3,1 miliardi di euro. La ricerca della qualità incide sulla spesa, ma è finalizzata al benessere dei nostri beniamini. Oltre al cibo, la spesa viene incrementata da servizi e accessori, che generano un giro d'affari di circa 84 milioni di euro. Un'altra voce in crescita è quella assicurativa: si sta diffondendo sempre più l'adesione a polizze sanitarie (15,5%) o per tutela legale e responsabilità civile (16%).

Le spese veterinarie 

La salute è un argomento di primario interesse per la famiglia e la prevenzione risulta fondamentale. Tuttavia, la condizione lavorativa incide fortemente sulla capacità di far fronte ai costi, che pesano notevolmente sui bilanci domestici. Una ricerca de Il Sole 24 Ore conferma che le spese per le cure di cani e gatti sono raddoppiate in nove anni, passando da 642 milioni a 1,236 miliardi di euro.

Il nodo critico resta il prezzo dei medicinali veterinari, molto più alto rispetto ai corrispondenti farmaci umani identici. In media, una famiglia spende circa 900 € l'anno tra cibo e veterinario in situazioni di normalità, ma le emergenze e le spese inaspettate possono mettere in crisi il budget.

Emblematico è il paragone tra un diuretico per animali, che costa in media 13,00 €, contro gli 1,72 € della versione umana. Perché non permettere alle famiglie di risparmiare? Il problema risiede nel fatto che i medicinali veterinari sono "liberi" e non negoziati dall'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Strumenti per cure veterinarie (anche gratis?)

In Umbria, dove il 52,7% delle famiglie possiede un animale, il Comune di Perugia punta a un pronto soccorso h24 gratuito per aiutare i nuclei in difficoltà e contrastare l'abbandono. Il progetto segue le tracce di città come Napoli e Roma, già dotate di servizi di assistenza continuativa. Questi presidi sono organizzati per sostenere le fasce più deboli: pensionati, persone a basso reddito e nuclei fragili.

Diverse regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte) e molti comuni propongono il modello dell'ambulatorio veterinario sociale con cure gratuite o a tariffa agevolata. È inoltre possibile usufruire delle detrazioni fiscali tramite il "Bonus Animali Domestici". Un altro strumento di supporto è la Banca delle Visite Pet (BDV PET), un circuito solidale operativo dal 2015 nato per sostenere i proprietari in difficoltà.

... Esiste però una realtà di italiani che vive in condizioni di povertà: sono 12 milioni le persone costrette a rinunciare a prestazioni sanitarie persino per se stessi.

In Toscana è stato attivato un contributo regionale per il pagamento delle spese veterinarie (in attuazione del decreto ministeriale 30/04/2025) a fronte delle spese sostenute nel 2024 e 2025. Per accedervi sono necessari requisiti specifici, solitamente legati alla situazione economica (ISEE). Poiché il plafond e i criteri possono variare tra regioni e comuni, è bene informarsi presso il proprio ente locale o sul sito della Regione.

Aspetti legali: il reato penale

L'abbandono degli animali è un reato punito severamente dall'articolo 727 del Codice Penale con l'arresto fino a un anno o ammende da 1.000 a 10.000 €. In Italia vengono abbandonati ogni anno circa 130.000 animali (80.000 cani e 50.000 gatti), che rischiano la vita in strada. Il picco si registra in estate, ma anche in caso di patologie o vecchiaia dell'animale.

Le soluzioni alternative all'abbandono esistono: affidarsi ad associazioni territoriali, consultare il veterinario per alloggi temporanei o cercare persone fidate. Per le assenze temporanee, gli esperti consigliano un inserimento graduale del pet-sitter, simile a quello dei bambini all'asilo. Informarsi è un dovere derivante dalla responsabilità che abbiamo verso esseri viventi.

... Abbandonare un animale perché malato non è etico; rappresenta la totale assenza di rispetto per un essere senziente. Eppure, troppo spesso vengono ritrovate "anime" abbandonate proprio nel momento del bisogno.

Nel cuore della società moderna, gli animali sono parte integrante dei nuclei familiari, considerati al pari di figli. Il loro apporto arricchisce il nostro stato fisico, emotivo e morale, rendendoci più empatici e consapevoli del valore della vita. Da chi ci governa attendiamo interventi concreti per ridurre la pressione fiscale e salvaguardare il budget delle famiglie: facilitare la gestione economica significa combattere direttamente il randagismo.

Essere proprietari di un animale non è un lusso, bensì un privilegio che merita tutela.

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