L'albero di Natale, artificiale o abete: quale scegliere?

Pubblicato il 15 dicembre 2025 alle ore 07:00

di Rita Bruno

Essendo un sempreverde, l'abete simboleggia la forza perenne della vita e la promessa di un nuovo ciclo, la speranza e la fortuna. 

 

Ai tempi antichi, si appendevano rami di abete alle pareti delle case per proteggere gli abitanti e gli animali da forze negative e incantesimi, ponte di comunicazione con gli dei, diventa simbolo di Cristo, della salvezza e dell'Albero della Vita. L'albero di Natale unisce tradizioni cristiane e pagane, tra meditazione, respiro e armonia offre un significato spirituale ed esoterico.

 

Protagonista del Natale, pronto a decorare le nostre case e giardini, possente guardiano innevato ed elegante a vegliare sul sonno dei dormienti

La scelta dell'albero di Natale

Ogni anno, dicembre ci mette dinanzi  al bivio della scelta. Essenza vera oppure orientare la scelta verso l'albero in Pvc?

Il fatto è che Coldiretti conferma che in Italia saranno 3,4 milioni gli alberi veri che verranno addobbati per il Natale. Secondo questa indagine la scelta di quello vero è solo del 15% degli italiani, ma nella fascia tra  i 18 e i 34 anni la percentuale raddoppia al 30%.

Per gli agricoltori questa è la miglior soluzione e ricordano che un abete finto impiega più di 200 anni prima di degradarsi nell'ambiente, per la  produzione saranno rilasciati nell'atmosfera tra i 40 e i 60 kg di CO2.  Il Wwf - World Wide Fund for Nature sostiene gli ambientalisti, gli alberi artificiali realizzati in PVC hanno sicuramente un'impronta ambientale elevata come confermano gli agricoltori ma d'altro canto la scelta diventa sostenibile se saranno utilizzati per almeno 10 anni ma spesso vengono sostituiti dopo soli 6 anni in questo modo aumentano i rifiuti plastici non riciclabili.

 La coltivazione di un albero naturale sottrae 47 grammi di CO2 dall'atmosfera

(Confederazione degli agricoltori) 

Le sue origini

In natura sono presenti diverse varietà di abete, eccone le più  conosciute come il famoso abete bianco delle montagne europee, vive tra 900 e 1800 m di altitudine in zone fresche e umide. L'abete rosso originario dell'Europa centro settentrionale e orientale, dalle Alpi ai Pirenei fino alla Russia, in Italia è comune e abbondante sulle Alpi, presente anche sull'Appennino tosco-emiliano, cresce tra i 1200 e 1800 metri.

L'abete balsamico presente in Canada e Stati Uniti d'America cresce ai 1700 metri di altitudine, sopporta  Stati Uniti e inverni lunghi con temperature fredde e rigide e può resistere fino a -40°c.

La sua coltivazione

Trattasi di abete rosso e Nordmanniana più raro l'abete bianco, originarie della Toscana, tra le province di Arezzo e Pistoia, del Veneto, e specie nel Bellunese. Un dato di Coldiretti, il 90% arriva dai vivai mentre il restante 10 per cento sono cimali o punte di abete ottenute grazie alle alla normale pratica forestale da interventi di potatura necessari per lo sviluppo e la sopravvivenza del Bosco.

Sono piante ornamentali coltivate e commercializzate intorno al quarto o quinto anno di vita, solitamente alti tra un metro e venti e un metro e ottanta. 

Ogni abete porta il suo cartellino identificativo con i dati dell'impresa produttrice e il relativo codice di autorizzazione previsto dalla legge.

La produzione di alberi di Natale è in leggero aumento malgrado l'instabilità del tempo dovuto a piogge torrenziali o temperature alte. Da lì, optare per le coltivazioni spostandosi verso i monti.

L'albero vero si ricicla?

Se sopravviverà al riscaldamento delle nostre case, le soluzioni possono essere diverse.  L'abete può essere trasferito in terrazza oppure sistemato in giardino, sempre in zone più fresche e ombreggiate. Alcune associazioni si rendono disponibili al trapianto in  zone idonee.

Altra soluzione, l'iniziativa IKEA si distingue per un approccio circolare: l’albero acquistato può diventare compost o fonte di energia pulita; il cliente riceve un buono; le comunità locali beneficiano di energia rinnovabile. L'azienda offre anche la possibilità di donare 1 euro in cassa a FSC (Forest Stewardship Council). L’associazione promuove in tutto il mondo la gestione responsabile delle foreste e sostiene progetti di riforestazione, educazione ambientale e tracciabilità del legname certificato. Una filiera natalizia che chiude il cerchio in modo trasparente.

 

Mai ripiantare un abete autonomamente in natura perché il rischio è di compromettere il patrimonio genetico dei boschi alterando gli ecosistemi locali (Wwf)

 

    Riutilizzare l'albero che si possiede già dall'anno precedente. Se invece occorre acquistarne uno scegliere la soluzione più sostenibile un albero artificiale di seconda mano oppure un albero vero di specie nostrane come avete rosso ginepro o alloro  (Ambientalisti) 

Come viene trasformato? 

L'abete è utilizzato sia nell'industria cartiera per la pasta di cellulosa, sia in ambito immobiliare/edilizio per strutture, mobili, infissi, case prefabbricate, grazie alla sua leggerezza, lavorabilità essendo facile da tagliare, piallare e levigare oltre alla sua capacità isolante. È utilizzato in omeopatia per contrastare i disturbi delle vie respiratorie, disturbi  legati alla crescita nei bambini, migliora la salute ossea oltre ad essere indicato esternamente anche per contusioni, strappi e stiramenti.

Curiosità sulla tradizione dell'albero di Natale

Il 24 dicembre, in Germania, alle origini dell'usanza si trovava il gioco religioso medioevale di Adamo ed Eva che consisteva nel riempire le piazze e le chiese di alberi da frutta come simbolo dell'Abbondanza per ricreare l'immagine del Paradiso che vennero poi sostituiti da abeti visto la loro qualità di essere sempreverdi.

In Italia il primo addobbo natalizio arrivò nella seconda metà dell'Ottocento al Quirinale dalla stessa Regina Margherita che diffuse rapidamente la moda in tutto il paese. Nel Novecento venendo a rappresentare il simbolo di Natale più comune, fu diffuso anche a livello planetario.

Dal dopoguerra diventò il fenomeno commerciale e consumistico senza precedenti, l'albero di Natale sarà così lo status symbol e darà la nascita di una vera e propria industria dell'addobbo natalizio.

I primi alberi artificiali vengono realizzati in Germania durante il diciannovesimo secolo proprio per la problematica della deforestazione, erano rivestiti di piume d'oca colorate di verde e continuarono ad essere prodotti durante i primi anni del secolo seguente diffondendosi anche in America che a sua volta crea i primi alberi di Natale artificiali in alluminio ottenendo un successo commerciale.

In conclusione, dinanzi al dilemma, ci troviamo a dover prendere decisioni un po' discutibili. Ognuna delle due opzioni ha i suoi punti di forza e di debolezza, e può essere difficile stabilire quale sia la scelta giusta. È normale sentirsi combattuti e indecisi, poiché entrambe le opzioni possono sembrare valide a seconda delle prospettive.

L'importante è essere consapevoli delle conseguenze e scegliere su base  dei nostri valori e priorità. Potrebbe anche non essere la giusta scelta agli occhi degli altri, ma il profumo, la bellezza, il calore della vera essenza è inconfondibile e spesso si opta per la soluzione più comoda e pratica. 

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