di Tania Amarugi
Il delitto di Garlasco, l'omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007, continua a essere al centro delle cronache giudiziarie italiane a 18 anni dai fatti.
Mentre Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione nel 2015, beneficia dal 2025 del regime di semilibertà per buona condotta, la Procura di Pavia ha riaperto le indagini, concentrandosi su una nuova, clamorosa pista: Andrea Sempio, amico del fratello della vittima.
Alberto Stasi sta scontando la sua pena, ma il suo caso è sempre stato accompagnato da dubbi e controversie, incluse due assoluzioni nei primi gradi di giudizio. La condanna definitiva si basò principalmente su indizi e sulla mancata prova della sua presenza sulla scena del crimine con le scarpe giuste, più che su prove schiaccianti come il DNA.
Dall'aprile 2025, i giudici milanesi gli hanno concesso la semilibertà, permettendogli di lavorare di giorno fuori dal carcere, una decisione che la Procura generale aveva inizialmente contestato ma che è stata confermata.
Garlasco, le nuove prove
La svolta arriva nel 2024, quando la difesa di Stasi presenta nuove prove: tracce di DNA maschile (siglate MDX1) repertate nel 2007 sulle unghie di Chiara Poggi, all'epoca ritenute non interpretabili con le tecnologie del tempo. Le nuove analisi, effettuate dalla genetista Denise Albani, indicherebbero una compatibilità con il profilo genetico di Andrea Sempio.
A marzo 2025, Sempio viene iscritto nel registro degli indagati, formalmente per omicidio in concorso. La Procura ha disposto perquisizioni e sequestri di materiale informatico a casa sua e dei suoi familiari per approfondire ogni aspetto della sua posizione.
Il nodo giuridico: conflitto costituzionale
La situazione è complessa a livello legale. Esiste una sentenza definitiva che ha stabilito la colpevolezza di Stasi. L'apertura di un'indagine parallela su Sempio, per lo stesso omicidio, crea un potenziale "conflitto di costituzionalità".
La difesa di Sempio sostiene che non si può procedere contro il proprio assistito senza una revisione del processo che ha condannato Stasi, poiché non possono esistere due colpevoli per lo stesso fatto di sangue, se non in concorso.
La decisione del tribunale di Pavia sull'ammissibilità delle nuove prove e sulle implicazioni legali è attesa a breve, con un'udienza chiave prevista entro la fine di dicembre.
La famiglia di Chiara Poggi, da parte sua, non ha mai avuto dubbi sulla colpevolezza di Stasi e guarda con scetticismo a questa nuova pista, ritenendo superflua l'inchiesta su Sempio.
Il caso continua a dividere l'opinione pubblica e gli esperti, con molti che evidenziano i "buchi neri" e gli errori nelle indagini iniziali. La perizia sul DNA, sebbene indicata come un elemento nuovo dal GIP di Pavia, è oggetto di battaglia tra le parti, con la difesa di Sempio che la definisce una "pistola ad acqua" e non una "pistola fumante".
Il caso Garlasco, a quasi due decenni di distanza, è tutt'altro che chiuso e promette ulteriori colpi di scena nelle aule di tribunale e sui media.
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