di Massimo Gervasi
Un’inchiesta svela l’assurda sproporzione di ore lavorate: la dipendente timbrava ma non si presentava quasi mai.
È successo a Sulmona, in Abruzzo, un nuovo caso di assenteismo sta facendo discutere, mettendo in luce una situazione quasi paradossale. Una dipendente della ASL locale è stata sorpresa ad aver lavorato solo 20 ore su un totale di 114 ore timbrate in tre mesi. In pratica, per circa il 90% del tempo, la donna risultava formalmente in servizio ma non era mai realmente presente.
Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno rivelato che la dipendente non solo timbrava e poi si allontanava, ma era stata monitorata con un geolocalizzatore che dimostrava le sue continue assenze.
Il caso, segnalato alla Corte dei Conti, ha portato a un procedimento disciplinare, penale e contabile. Non è la prima volta che Sulmona finisce al centro di scandali simili: in passato altri dipendenti comunali e persino agenti della polizia locale erano stati scoperti a non presentarsi al lavoro, preferendo dormire o svolgere altre attività durante l’orario di servizio.
In questo nuovo episodio, che ha dell’incredibile, la domanda resta sempre la stessa: come si può pensare di farla franca così a lungo? Le autorità ora procedono con le dovute conseguente, sperando che questi casi diventino un monito per tutti.
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