di Tania Amarugi
Le indagini annuali condotte da "Il Sole 24 Ore" e "ItaliaOggi", in collaborazione con l'Università La Sapienza di Roma e Ital Communications, confermano ancora una volta un'Italia a due velocità, con le province settentrionali che dominano la classifica del benessere e quelle meridionali che occupano le posizioni inferiori.
Secondo Il Sole 24 Ore, la provincia di Trento conquista il primo posto assoluto, scalzando la vincitrice del 2023, Udine. Trento eccelle in diversi indicatori, in particolare per il benessere percepito e i servizi offerti. Il podio è completato da Bolzano (2°) e Udine (3°), confermando il primato del Nord-Est.
Ai primi posti si trovano molte province della Lombardia e Veneto, con Milano che si attesta all'ottavo posto, risalendo diverse posizioni rispetto all'anno precedente.
Le grandi città metropolitane mostrano segni di miglioramento, ma rimangono penalizzate da criticità come la sicurezza, un fattore che incide negativamente sul posizionamento di Roma (46° posto).
L'indagine di ItaliaOggi presenta una classifica con alcune differenze metodologiche, che vedono Milano confermarsi al primo posto per la qualità della vita complessiva. Seguono Bolzano e Bologna, che sale sul podio. Netta la differenza tra le province del Nord e del Centro che godono di maggiore resilienza economica e sociale, mentre il Sud, con province come Caltanissetta o Reggio Calabria, chiude la graduatoria, segnalando divari persistenti in termini di sviluppo e servizi.
Entrambe le classifiche si basano su decine di parametri raggruppati in macro-aree tematiche (ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e salute, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero).
Emerge che le aree con un'economia solida e un'alta qualità dei servizi (sanità, istruzione) garantiscono un miglior tenore di vita, anche se spesso a costi più elevati.
I dati completi e la possibilità di consultare le tabelle interattive sono disponibili sui portali dedicati delle testate giornalistiche, come il Lab24 de Il Sole 24 Ore.
Sul fronte opposto, le grandi aree metropolitane del Centro-Nord Italia si attestano ai vertici delle classifiche per indice di criminalità, secondo i dati consolidati del 2024 e le proiezioni per il 2025. I rapporti annuali, basati sulle denunce presentate alle forze dell'ordine, delineano un quadro in cui la microcriminalità e i reati predatori continuano a destare preoccupazione tra i cittadini.
Indice della criminalità
L'analisi più accreditata, l'Indice della Criminalità de Il Sole 24 Ore, che misura il numero di denunce in rapporto alla popolazione residente, posiziona stabilmente Milano al primo posto. La metropoli lombarda registra il tasso più alto, superando le 7.000 denunce ogni 100.000 abitanti, con una prevalenza di furti, rapine e reati legati allo spaccio di stupefacenti.
A seguire sul podio si trovano Firenze e Roma. La capitale toscana mostra un incremento annuo, primeggiando in alcune categorie specifiche come i furti in abitazione e negli esercizi commerciali. Roma, pur avendo numeri assoluti elevati data la popolazione, mantiene un alto indice pro capite, con particolare attenzione mediatica sulla sicurezza percepita.
I dati Censis e Istat confermano che i delitti denunciati sono complessivamente in aumento nel 2024, in particolare per quanto riguarda la microcriminalità di strada. La percezione di insicurezza è un fattore rilevante: secondo recenti sondaggi, circa quattro italiani su dieci hanno paura a uscire di casa la sera, un sentimento che spesso supera i dati oggettivi.
Le province del Nord-Est, come Rimini, Bologna e Torino, compaiono frequentemente nelle prime dieci posizioni della classifica generale. La Liguria è particolarmente colpita, con ben tre città (Genova, Imperia, Savona) nella top 15 nazionale per incidenza di denunce.
Il quadro si ribalta nelle province più piccole e nelle isole. Oristano, in Sardegna, si conferma anno dopo anno come la provincia più sicura d'Italia, con un indice di criminalità cinque volte inferiore rispetto ai grandi centri urbani. Seguono Potenza, Benevento e altre città del Sud e del Nord-Est meno densamente popolate.
La provincia di Grosseto mostra performance altalenanti, posizionandosi in una fascia medio-alta o intermedia a seconda dell'indagine e dei parametri considerati.
Nell'ultima classifica generale del Sole 24 Ore, Grosseto ha perso tre posizioni rispetto all'anno precedente, pur mantenendosi in una fascia considerata medio-alta. È risultata eccellente per la sua vivibilità per i giovani, posizionandosi nella top 10 nazionale in una classifica dedicata per fasce d'età. Ottiene un buon posizionamento anche nell'indicatore "Cultura e tempo libero" (24° posto). Ha registrato posizioni inferiori in aree come "Ricchezza e consumi" (55° posto) e "Sicurezza" (con un indice di criminalità che include molte denunce per truffe informatiche).
L'indagine di Italia Oggi ha mostrato una forte risalita per la provincia di Grosseto nell'ultima pubblicazione, risalendo di ben 15 posizioni. Grosseto è salita al 49° posto a livello nazionale. Nonostante il miglioramento generale, nel 2024 è stata indicata come l'ultima provincia della Toscana per qualità della vita in questa specifica indagine. In sintesi, la qualità della vita a Grosseto è generalmente considerata discreta o buona, con eccellenze in specifici ambiti come la demografia giovanile e l'offerta culturale, ma con criticità in altri settori come la sicurezza e alcuni indicatori economici.
Statistiche sulla criminalità
Le statistiche sulla criminalità in Italia che provengono principalmente da fonti ufficiali aggregate che raccolgono i delitti denunciati alle Forze di Polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) evidenziano la crescita ai livelli pre-pandemia (2018-2019), superando quelli del 2020.
L'aumento riguarda soprattutto la micro-criminalità di strada e i reati predatori. Tra i più diffusi, i furti (circa 1.731 ogni 100mila abitanti nel 2023), in particolare furti con destrezza e in esercizi commerciali, che sono prevalenti nelle grandi città. L'Italia ha uno dei tassi di omicidi più bassi nell'Unione Europea (0,58 per 100mila abitanti nel 2023). Gli omicidi volontari risulterebbero in lieve diminuzione nel 2024 rispetto al 2023.
Nel 2024, circa il 26,6% delle famiglie italiane dichiara di percepire un rischio di criminalità nella propria zona di residenza, un dato relativo alla sensazione soggettiva di sicurezza che non sempre rispecchia perfettamente le statistiche.
Difatti, il tema della sicurezza è da sempre un cavallo di battaglia per la politica. L'uso di una retorica che dipinge le "città sotto assedio" risponde a un allarme sociale che non è solo razionale, ma emotivo, e che spinge verso richieste di leggi sempre più "securizzanti".
Tuttavia, gli esperti e le forze dell'ordine sottolineano che le politiche di sicurezza efficaci non possono limitarsi alla repressione o al controllo del territorio. La vera sicurezza richiede prevenzione, inclusione e un'azione sulle cause profonde del disagio sociale.
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