Criminalità: la classifica delle città italiane

Pubblicato il 8 dicembre 2025 alle ore 15:43

di Tania Amarugi

Le indagini annuali condotte da "Il Sole 24 Ore" e "ItaliaOggi", in collaborazione con l'Università  La Sapienza di Roma e Ital Communications, confermano ancora una volta un'Italia a due velocità,  con le province settentrionali che dominano la classifica del benessere e quelle meridionali che  occupano le posizioni inferiori. 

Secondo Il Sole 24 Ore, la provincia di Trento conquista il primo posto assoluto, scalzando la  vincitrice del 2023, Udine. Trento eccelle in diversi indicatori, in particolare per il benessere percepito e i servizi offerti. Il podio è completato da Bolzano (2°) e Udine (3°), confermando il primato del Nord-Est.

Ai primi  posti si trovano molte province della Lombardia e Veneto, con Milano che si attesta all'ottavo posto,  risalendo diverse posizioni rispetto all'anno precedente.

Le grandi città metropolitane mostrano segni di miglioramento, ma rimangono penalizzate da criticità come la sicurezza, un fattore che incide  negativamente sul posizionamento di Roma (46° posto). 

L'indagine di ItaliaOggi presenta una classifica con alcune differenze metodologiche, che  vedono Milano confermarsi al primo posto per la qualità della vita complessiva. Seguono Bolzano e  Bologna, che sale sul podio. Netta la differenza tra le province del Nord e del Centro che godono di  maggiore resilienza economica e sociale, mentre il Sud, con province come Caltanissetta o Reggio  Calabria, chiude la graduatoria, segnalando divari persistenti in termini di sviluppo e servizi. 

Entrambe le classifiche si basano su decine di parametri raggruppati in macro-aree tematiche  (ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e salute, giustizia e sicurezza,  cultura e tempo libero).

Emerge che le aree con un'economia solida e un'alta qualità dei servizi (sanità,  istruzione) garantiscono un miglior tenore di vita, anche se spesso a costi più elevati. 

I dati completi e la possibilità di consultare le tabelle interattive sono disponibili sui portali dedicati  delle testate giornalistiche, come il Lab24 de Il Sole 24 Ore

Sul fronte opposto, le grandi aree metropolitane del Centro-Nord Italia si attestano ai vertici delle  classifiche per indice di criminalità, secondo i dati consolidati del 2024 e le proiezioni per il 2025. I  rapporti annuali, basati sulle denunce presentate alle forze dell'ordine, delineano un quadro in cui la  microcriminalità e i reati predatori continuano a destare preoccupazione tra i cittadini. 

Indice della criminalità

L'analisi più accreditata, l'Indice della Criminalità de Il Sole 24 Ore, che misura il numero di denunce  in rapporto alla popolazione residente, posiziona stabilmente Milano al primo posto. La metropoli  lombarda registra il tasso più alto, superando le 7.000 denunce ogni 100.000 abitanti, con una  prevalenza di furti, rapine e reati legati allo spaccio di stupefacenti. 

A seguire sul podio si trovano Firenze e Roma. La capitale toscana mostra un incremento annuo,  primeggiando in alcune categorie specifiche come i furti in abitazione e negli esercizi commerciali.  Roma, pur avendo numeri assoluti elevati data la popolazione, mantiene un alto indice pro capite, con  particolare attenzione mediatica sulla sicurezza percepita.

I dati Censis e Istat confermano che i delitti denunciati sono complessivamente in aumento nel 2024,  in particolare per quanto riguarda la microcriminalità di strada. La percezione di insicurezza è un  fattore rilevante: secondo recenti sondaggi, circa quattro italiani su dieci hanno paura a uscire di casa  la sera, un sentimento che spesso supera i dati oggettivi. 

Le province del Nord-Est, come Rimini, Bologna e Torino, compaiono frequentemente nelle prime  dieci posizioni della classifica generale. La Liguria è particolarmente colpita, con ben tre città  (Genova, Imperia, Savona) nella top 15 nazionale per incidenza di denunce. 

Il quadro si ribalta nelle province più piccole e nelle isole. Oristano, in Sardegna, si conferma anno  dopo anno come la provincia più sicura d'Italia, con un indice di criminalità cinque volte inferiore  rispetto ai grandi centri urbani. Seguono Potenza, Benevento e altre città del Sud e del Nord-Est meno  densamente popolate. 

La provincia di Grosseto mostra performance altalenanti, posizionandosi in una fascia medio-alta o intermedia a seconda dell'indagine e dei parametri considerati.

Nell'ultima classifica generale del Sole  24 Ore, Grosseto ha perso tre posizioni rispetto all'anno precedente, pur mantenendosi in una fascia  considerata medio-alta. È risultata eccellente per la sua vivibilità per i giovani, posizionandosi nella  top 10 nazionale in una classifica dedicata per fasce d'età. Ottiene un buon posizionamento anche  nell'indicatore "Cultura e tempo libero" (24° posto). Ha registrato posizioni inferiori in aree come  "Ricchezza e consumi" (55° posto) e "Sicurezza" (con un indice di criminalità che include molte  denunce per truffe informatiche). 

L'indagine di Italia Oggi ha mostrato una forte risalita per la provincia di Grosseto nell'ultima  pubblicazione, risalendo di ben 15 posizioni. Grosseto è salita al 49° posto a livello nazionale. Nonostante il miglioramento generale, nel 2024 è stata indicata come l'ultima provincia della Toscana  per qualità della vita in questa specifica indagine. In sintesi, la qualità della vita a Grosseto è  generalmente considerata discreta o buona, con eccellenze in specifici ambiti come la demografia  giovanile e l'offerta culturale, ma con criticità in altri settori come la sicurezza e alcuni indicatori  economici.  

Statistiche sulla criminalità

Le statistiche sulla criminalità in Italia che provengono principalmente da fonti ufficiali aggregate  che raccolgono i delitti denunciati alle Forze di Polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di  Finanza) evidenziano la crescita ai livelli pre-pandemia (2018-2019), superando quelli del 2020. 

L'aumento riguarda soprattutto la micro-criminalità di strada e i reati predatori. Tra i più diffusi, i furti (circa 1.731 ogni 100mila abitanti nel 2023), in particolare furti con destrezza e in esercizi  commerciali, che sono prevalenti nelle grandi città. L'Italia ha uno dei tassi di omicidi più bassi nell'Unione Europea (0,58 per 100mila abitanti nel 2023). Gli omicidi volontari risulterebbero in lieve diminuzione nel 2024 rispetto al 2023.

Nel 2024, circa il 26,6% delle famiglie italiane dichiara di percepire un rischio di criminalità nella propria zona di residenza, un dato relativo alla sensazione  soggettiva di sicurezza che non sempre rispecchia perfettamente le statistiche.

Difatti, il tema della  sicurezza è da sempre un cavallo di battaglia per la politica. L'uso di una retorica che dipinge le "città sotto assedio" risponde a un allarme sociale che non è solo razionale, ma emotivo, e che spinge verso  richieste di leggi sempre più "securizzanti". 

Tuttavia, gli esperti e le forze dell'ordine sottolineano che le politiche di sicurezza efficaci non  possono limitarsi alla repressione o al controllo del territorio. La vera sicurezza richiede prevenzione, inclusione e un'azione sulle cause profonde del disagio sociale.

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