di Massimo Gervasi
Arezzo si conferma ancora una volta capitale italiana del Natale.
Nel solo ponte dell’Immacolata sono state superate le 150 mila presenze, con centinaia di pullman e camper arrivati da ogni parte d’Italia. Una vera e propria invasione pacifica di famiglie, turisti, curiosi, appassionati dei mercatini e delle atmosfere nordiche.
Il risultato? Ristoranti strapieni, bar senza sosta, alberghi e strutture ricettive al completo non solo in città ma anche in provincia. In alcuni casi i prezzi per una camera doppia hanno toccato quota 400 euro a notte, segno evidente di una domanda altissima.
Le imprese aretine ringraziano, perché questo evento rappresenta una boccata d’ossigeno dopo mesi difficili, tra costi alle stelle, consumi in calo e tasse spropositate.
Eppure, come spesso accade, Arezzo divide. Tra entusiasmo e polemiche: due città a confronto. Da una parte c’è l’Arezzo che lavora, accoglie, produce e ringrazia. Dall’altra c’è l’Arezzo che protesta, con una certa vena di opposizione politica: traffico congestionato, parcheggi introvabili, pochi vigili, servizi igienici insufficienti.
Critiche legittime, per carità, ma che sembrano ignorare un dato fondamentale: senza eventi, Arezzo si spegne.
Le critiche, spesso urlate sui social, dimenticano i numeri veri: posti di lavoro, incassi, indotto, visibilità nazionale.
Arezzo non è solo “Città del Natale”
Non dimentichiamo che Arezzo non è solo “Città del Natale”.
Ridurre Arezzo solo ai mercatini è ingiusto. La città è conosciuta in tutto il mondo per: La Giostra del Saracino, La Fiera Antiquaria, Il distretto orafo, eccellenza internazionale, Musei, arte, storia, enogastronomia.
Il Natale è solo la punta dell’iceberg di una città che, quando viene messa nelle condizioni di funzionare, sa competere con le grandi destinazioni turistiche italiane.
Il vero problema non sono i turisti
Se ci sono parcheggi insufficienti, pochi bagni pubblici, viabilità in affanno, il problema non sono i visitatori. Il problema è una programmazione che deve migliorare, perché eventi di questo livello non sono più una sorpresa: si sapeva che sarebbero arrivati in massa.
Ed è proprio qui che deve entrare in gioco il Comune, non per ridurre l’evento, ma per renderlo più ordinato, più vivibile, più efficiente.
Ma Arezzo vince, nonostante tutto. Il dato politico ed economico è uno solo: Arezzo ha vinto.
Ha vinto in termini di presenze, di incassi, di notorietà, di attrazione. Ha vinto nonostante le polemiche. Ha vinto nonostante chi la critica per partito preso.
E oggi, piaccia o no, Arezzo è una delle destinazioni natalizie più forti d’Italia.
Ultimi Articoli pubblicati
Dall'allerta europea al ritiro dal mercato la doppia verità dei giocattoli squishy
di Rita Bruno
Istia d’Ombrone: l'ex centro sportivo affonda nel degrado tra promesse sfumate e pericolo
Servizio di Lorenzo Mancineschi - Riprese a cura di Riccardo Mansi
Marina di Grosseto, uomo morto in acqua: come avviene la gestione dell'emergenza in spiaggia?
di Redazione
Montedomini (I): dal 1476 a oggi, quando il welfare diventa affitto turistico
di Rita Bruno
Tra normativa UE e parere a sfavore di ISPRA, la Regione Toscana apre la caccia all'ibis sacro senza limiti
di Rita Bruno
Bordighera, l’ultimo saluto al piccolo feretro
di Rita Bruno
Aggiungi commento
Commenti