di Tania Amarugi
A Spasso nel Medioevo, tra critiche e polemiche, l'evento di Grosseto, promosso come riscoperta dei sentimenti di appartenenza, tra falsi storici e sperpero di denaro pubblico.
La Giunta comunale di Grosseto, fin dall’aprile scorso, aveva deliberato la quarta edizione della rievocazione storica “a spasso nel Medioevo: sulle orme del Grifone” che si è tenuta il 13 e 14 settembre con uno stanziamento di circa 85mila euro, esclusa IVA, utilizzando risorse economiche del capitolo di bilancio50360/0, destinate alla “Promozione tradizioni popolari”.
Una manifestazione, si legge nella delibera 94 dell’08.04.2025, finalizzata a riscoprire l’assedio della città da parte dell’imperatore Ludovico Il Bavaro nel 1328 con il coinvolgimento di gruppi storici e attori, per suscitare un sentimento di appartenenza nelle nuove generazioni, perché questo episodio darebbe alla città “una nuova connotazione storica”.
A dire il vero anche a Montepescali e a Roccatederighi da tempo vengono organizzati eventi e manifestazioni medioevali, ancor prima che in città.
Tornando all’assedio di Ludovico Il Bavaro, è interessante sapere che i Grossetani, guidati da Vanni di Bino, detto Malia, nobile e politico italiano vissuto nel XIII secolo e Batino degli Abati, anch’ egli politico italiano dell’epoca, risposero con una eroica difesa e resistenza, costringendo, dopo quattro giorni, al ritiro le truppe imperiali, e da quel giorno lo stemma della città assunse l'aspetto che porta ancora oggi: un grifone argentato su sfondo rosso, che impugna una spada.
Quale indotto per il territorio?
Viene spontaneo domandarsi se questa “duegiorni nel passato” abbia avuto una ricaduta positiva anche per le attività ancora presenti nel centro storico cittadino e quanta affluenza di persone ci sia stata e se sono stati spesi tutti i soldi stanziati. C’è chi dice di aver visto nel corteo anche alcuni centurioni romani che sicuramente si erano “imbucati” ma con il Medioevo non c’entrano nulla!
L’Amministrazione Comunale ha impiegato molte risorse anche per la chiusura e le limitazioni del traffico in un’ampia area cittadina, con cartelli e personale della Polizia Municipale, allestimenti di vario tipo, corrente elettrica, riserva di parcheggi per i mezzi di trasporto dei partecipanti e alcuni cittadini dubitano che ne valesse davvero la pena, addirittura sussurrano che se avessero regalato 1000 euro ai commercianti ed organizzato qualche spettacolo con ingresso gratuito per la cittadinanza al Teatro Moderno la spesa sarebbe stata inferiore?
Per avere risposte a queste domande gli strumenti ci sono e sono quelli previsti dalla legge, in una parola, l’obbligo di rendicontazione previsto per gli Enti Locali dall’art. 227 TUEL. Ai posteri l’ardua sentenza!
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