di Massimo Gervasi
La Rottamazione Quinquies è la nuova edizione della “pace fiscale” prevista nella Legge di Bilancio 2026 per consentire ai contribuenti e alle imprese di sanare i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione attraverso un piano di rateizzazione agevolato.
Secondo le norme in fase finale di approvazione:
•Periodo dei debiti ammessi: cartelle affidate dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
•Rateizzazione: fino a 54 rate bimestrali (pari a 9 anni).
•Rata minima: circa 100 euro (forse 50 euro sotto soglie di importo).
•Interessi: se dilazionato, tassi ridotti dal 4% al 3% annuo nelle ultime versioni emendate alle Camere.
•Scadenze: domanda entro 30 aprile 2026, prima rata entro 31 luglio 2026, ultima entro maggio 2035.
•Esclusioni chiave: non possono aderire i debitori che risultavano in regola con la Rottamazione Quater al 30 settembre 2025.
Questa misura è pensata per alleggerire il “magazzino” di cartelle, stimato in centinaia di miliardi ma ha suscitato dibattito su platea di beneficiari, costi e equità.
Le differenze rispetto alle precedenti edizioni
La Quinquies introduce alcune novità rispetto alla Quater e alle altre rottamazioni precedenti, tra cui:
•Interessi più bassi rispetto alla bozza iniziale (taglio dal 4% al 3%).
•Filtro sui beneficiari: esclusione di chi è già in regola con la Quater, penalizzando chi ha rispettato i piani precedenti.
•Maggior chiarezza sui debiti ammessi (solo omessi versamenti e contributi/avvisi “bonari”).
•Piani di pagamento molto lunghi (fino a 9 anni).
Il costo stimato della misura per le casse dello Stato potrebbe aggirarsi attorno ai 4-5 miliardi di euro a regime, secondo le principali ricostruzioni giornalistiche.
Le critiche
Sulla manovra economica delusione e forti critiche arrivano dall’associazione Partite Iva Nazionali (PIN).
“Chi è in regola con la vecchia Rottamazione non potrà usufruire delle maggiori rate”.
(Cav. Antonio Sorrento, Presidente di PIN.)
Secondo PIN, l’approvazione del maxi-emendamento alla legge di bilancio (Atto Senato 1689/2025) non recepisce modifiche sostanziali per tutelare i contribuenti regolari, limitandosi a una lieve riduzione degli interessi ma lasciando “i veri problemi irrisolti” della Quinquies.
PIN sottolinea inoltre che le proposte inviate ai parlamentari per ampliare diritti e tutele non sono state accolte, motivo per cui l’associazione sta cercando di interloquire con deputati in vista del passaggio alla Camera.
Interviene anche l’Avv. Matteo Sances:
“La norma paradossalmente aiuta chi è decaduto dalle precedenti rottamazioni ma non chi ha fatto grandi sforzi per rimanere in regola — non potendo usufruire delle nuove condizioni più favorevoli (fino a 54 rate).”
Questa anomalia segnalata dagli esperti rappresenta una delle critiche più pungenti: un incentivo difficile da conciliare con l’equità fiscale per i contribuenti onesti.
Analisi delle principali critiche al provvedimento
*Esclusione dei contribuenti regolari
Una delle principali critiche è proprio la mancata estensione delle maggiori rate (9 anni) a chi sta regolarmente pagando la Quater: queste persone non potranno trasferirsi alla Quinquies per ottenere condizioni migliori.
*Coperture finanziarie incerte
La misura è costosa per lo Stato e deve confrontarsi con vincoli di bilancio e coperture limitate, spingendo a limiti più stretti per l’accesso.
*Complessità e rigidità
La disciplina di decadenza (bastano due rate non pagate) è vista da molti commercialisti come troppo severa, con rischi concreti di perdere i benefici anche per errori amministrativi.
In definitiva, se la Camera dei Deputati manterrà il testo approvato dal Senato, la Rottamazione Quinquies diventerà operativa nel 2026 come parte della legge di bilancio. Tuttavia, associazioni come Partite Iva Nazionali continuano a chiedere modifiche correttive per compensare l’iniquità verso i contribuenti “in regola”.
Il dibattito politico e tecnico continuerà nelle prossime settimane, con possibili emendamenti migliorativi sul tavolo prima del voto definitivo.
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