Maremma al palo: rivolta dei commercianti contro il turismo gestito come un bancomat

Pubblicato il 31 agosto 2026 alle ore 07:00

di Lorenzo Mancineschi

Maremma al palo, l'Assessorato al Turismo sul banco degli imputati: "Strategia flop e fondi usati come un bancomat", denunciano i commercianti. 

GROSSETO — I numeri della stagione turistica nel grossetano continuano a non tornare e, a guardare bene oltre le scialbe statistiche di facciata, i grandi risultati che qualcuno sbandierava semplicemente non ci sono.

A dirlo, con i registri di cassa alla mano, sono gli stessi addetti ai lavori: commercianti, gestori di stabilimenti e le sigle di categoria, ormai stanchi di quello che definiscono un immobilismo cronico da parte della macchina pubblica e, in primis, di chi siede alla guida della regia turistica del Comune.

Il dito è puntato soprattutto contro le occasioni mancate dell'assessorato. La nota dolente che rimbalza da una sigla all'altra è il totale fallimento sul fronte dei servizi e dei collegamenti.

La Maremma ha beneficiato della pioggia di fondi europei del PNRR per le opere comunali, eppure la percezione di chi vive il territorio è che si sia persa la priorità sulle cose essenziali: le strade restano rattoppate, i parcheggi scarseggiano e muoversi verso la costa o i borghi interni senza un'auto propria è ancora un’odissea logistica che scoraggia sul nascere il turismo internazionale.

A far saltare definitivamente i nervi a residenti e negozianti è però la gestione dell'imposta sul pernottamento, considerata il vero tallone d'Achille della programmazione politica locale. Quello che per legge dovrebbe essere un fondo vincolato al rilancio del comparto e al potenziamento dei servizi per i villeggianti, viene percepito ormai come un vero e proprio bancomat a uso e consumo del bilancio comunale.

Sulla questione si è mossa duramente la stessa Federalberghi della Maremma e del Tirreno, che contesta la tendenza a usare gli hotel come esattori per sanare conti estranei allo sviluppo turistico. L'ultimo cortocircuito riguarda la scelta politica di attingere a quel tesoretto per finanziare le luminarie natalizie in città, una mossa giudicata inaccettabile da chi produce Pil sul territorio. "I soldi pagati dai turisti in estate devono servire a migliorare l'accoglienza estiva, non a pagare le luci di Natale", è lo sfogo che si raccoglie tra i banchi del commercio locale.

A Grosseto l'imposta di soggiorno oscilla fino a 1,50 euro a notte per persona a seconda della tipologia ricettiva e, dopo le nuove tariffe semplificate approvate dalla Giunta, tocca i 3 euro per le categorie lusso, mentre i Bed & Breakfast rimangono sulla quota base.

Un tesoretto che fa gola, ma che non sembra produrre frutti sul posizionamento del brand. Manca una vera cabina di regia che sappia dove andare a prendere i turisti fuori dai confini nazionali. A certificare il blackout della promozione ci ha pensato una dura indagine interna promossa da Confesercenti Grosseto: i sondaggi hanno fotografato un coro di bocciature per i servizi digitali di informazione e per i canali web del Comune, liquidati dagli operatori come inadeguati, lenti e decisamente obsoleti. In pratica, una vetrina vecchia per un mondo che viaggia su Instagram e TikTok, specchio di una delega al turismo che non ha saputo stare al passo con i tempi.Il cortocircuito si chiude poi sul bagnasciuga, dove il malumore dei commercianti incrocia le proteste di chi qui ci viene in vacanza.

Il verdetto dei turisti è severo e tocca due tasti dolenti: i prezzi e la noia. Il salasso sui listini di alberghi e ombrelloni, gonfiato dall'inflazione, non viaggia di pari passo con la qualità dell'offerta. Chi spende cifre importanti si aspetta qualcosa in più di una gestione ferma a vent'anni fa.

Se poi ci si aggiunge l'effetto coprifuoco dopo il tramonto, con una vita notturna ridotta al lumicino e zero intrattenimento per i più giovani, il quadro è completo.Il confronto con le realtà vicine è impietoso.

Mentre il capoluogo annaspa tra le proteste delle sigle locali, la vicina Castiglione della Pescaia continua a confermarsi la vera corazzata del turismo balneare in Maremma. Castiglione non solo intercetta una quota nettamente superiore di stranieri, ma vanta una capacità di brandizzazione e una cura del borgo che Grosseto non riesce ancora a replicare. La Maremma resta bellissima, ma la cartolina, da sola, non basta più a campare.

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