di Rita Bruno
Due secoli di storia, tra i monti del Mugello, dove il tempo sembra scorrere più lento, c'è un appuntamento che da due secoli unisce contadini, artigiani e famiglie, la Fiera Calda di Vicchio.
Le prime tracce documentate della Fiera Calda risalgono al 1820, quando Vicchio era un vivace centro agricolo del Mugello fiorentino. All'epoca, la fiera non era altro che un mercato dove contadini, allevatori e commercianti si davano appuntamento alla fine dell'estate, in un momento cruciale del ciclo agricolo, per scambiare bestiame, sementi e prodotti della terra. La fiera rappresenta l'occasione per fare scorte, stringere affari e soprattutto ritrovarsi alle porte con l'inverno.
Il Novecento, una fiera che cresce con il paese
Già nel 1914, la Fiera Calda era diventata un appuntamento consolidato per tutta la comunità mugellana. Le cronache dell'epoca descrivono strade affollate, bancarelle colorate e il caratteristico profumo di castagne e vino novello. La fiera era molto più di un mercato. Era il palcoscenico della vita sociale del paese, il luogo dove si facevano e si disfacevano alleanze, dove i giovani si incontravano e le famiglie si ritrovavano dopo mesi di lavoro nei campi.
Attraversando le due guerre mondiali e il boom economico, la Fiera Calda ha saputo resistere al declino delle fiere tradizionali, trasformandosi ma senza mai tradire le proprie radici. Dove altre manifestazioni simili sono scomparse, quella di Vicchio ha trovato nuova linfa vitale dell'orgoglio identitario della comunità.
La Fiera oggi: tradizione e contemporaneità
Oggi la Fiera Calda si svolge ogni anno a fine agosto, con un programma ricco e variegato che attrae visitatori da tutta la Toscana e non solo. L'evento si articola in due momenti principali, La Fiera del Bestiame, il giorno precedente l'apertura ufficiale, un omaggio alla tradizione agricola con esposizioni di allevatori, mercato dei produttori e dimostrazioni di antichi mestieri.
La seconda parte della - La Fiera Calda - si colloca nel centro storico attraversando il mondo dell'artigianato artistico, musica dal vivo, street food, laboratori per bambini, spettacoli serali e immancabile all'appuntamento, la gastronomia tipica mugellana.
Il benessere animale, un impegno concreto
Sulla base della legge nazionale D.Lgs 134/2022 e DPR 320/1954 e legge regionale LR 59/2009 art.14, l'organizzatore deve presentare alla ASL un piano di autocontrollo con planimetria e procedure, il servizio veterinario verifica l'identificazione microchip e benessere e quindi rilascia il nulla osta o il parere favorevole. Il silenzio nel cielo di Vicchio non è stato l'unico segnale di attenzione. Durante la fiera del bestiame, un veterinario della ASL ha presidiato la manifestazione con controlli a doppio binario dapprima sulla carta, verificando che ogni animale fosse in regola con documentazione e microchip. Successivamente i controlli sul campo. Il veterinario si occupa anche del controllo della turnazione degli animali dopo ogni spettacolo o dimostrazione, se condotti in area ombreggiata con acqua fresca e tutto il necessario per riposare e rifocillarsi.
Un protocollo di benessere concreto che ha accompagnato la fiera dall'alba al tramonto.
Il senso di una tradizione che resiste
In un'epoca di globalizzazione e velocità, la Fiera Calda di Vicchio rappresenta qualcosa di raro e prezioso. La capacità di una comunità di tenere viva la propria memoria. Organizzata dal Comune di Vicchio e dalla Pro Loco, con il patrocinio di Regione Toscana e Città Metropolitana di Firenze, la manifestazione è un ponte tra passato e presente. Partecipare a un rito collettivo che ha più di duecento anni, forse è proprio questo il segreto della sua longevità.
la Fiera Calda è un evento dei vicchiesi, uniti per regalare anche qualche momento di antica tradizione ai turisti in vista nel Mugello.
La chiusura della tradizione proiettata nel futuro
Come ogni anno, i fuochi d'artificio chiuderanno la Fiera Calda. Ma questa volta il cielo di Vicchio si è illuminato diversamente. Uno spettacolo pirotecnico a basso impatto acustico, accompagnato da musica, pensato per tutelare gli animali selvatici, le colonie feline del territorio e gli animali di proprietà, oltre agli umani.
Un passo verso un futuro più sostenibile, ancora consapevole dei limiti. Le polveri dei fuochi d'artificio avranno ancora un impatto ambientale. Uno spettacolo pirotecnico rilascia nell'aria fumo e minuscole particelle metalliche abbastanza piccole da poter essere inalate. Vicchio ha deciso che non è più tempo di rimandare. Una scelta che rompe gli schemi, voluta dall'amministrazione del giovane sindaco Francesco Tagliaferri. Se il primo passo è il più difficile, è anche quello che conta di più.
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