L'amore che non si estingue con la cenere: l'Italia riscrive le regole del lutto

Pubblicato il 10 agosto 2026 alle ore 07:00

di Rita Bruno

Come il mondo dice addio ai propri animali e perché l'Italia sta riscrivendo le regole del lutto.

Al tempio Wat Khlong Toei Nai, sulla riva del canale Khlong Toei a Bangkok, qualcosa che in Europa avremmo chiamato strano è diventato la norma.  I monaci buddisti o bonzi celebrano funerali per cani e gatti. Non è folklore da cartolina per turisti, è un mercato reale, cresciuto negli ultimi quindici anni al ritmo di oltre cento cremazioni al mese in una sola struttura.  I bonzi sono disponibili H24 e la cerimonia singola costa circa 1.800 baht, poco meno di 50.00 €, compresa la barca che porta le ceneri lungo il fiume Chao Phraya per la dispersione, come racconta l'- Agenzia di Stampa Reuters - in un reportage confermato dal South China Morning PostUna fotografia diventata virale mostra il monaco che cammina silenzioso lungo la riva, seguito da un'intera squadra di cani del tempio.

Da Bangkok a Parigi, un dibattito che è diventato europeo

Nello scorso mese di luglio, la pagina francese Chats-Beauté ha pubblicato un breve documento video che è arrivato fino a noi. La voce fuori campo accompagna immagini di bare in miniatura, fiori, monaci che intonano il sutra, pratica spirituale e meditativa antichissima,  altri animali della famiglia che si avvicinano al corpo del compagno scomparso. La didascalia recita "Tu as été aimé ici. Que ton prochain voyage soit rempli de lumière", che significa " Qui tu sei stato amato, che il tuo prossimo viaggio sia pieno di luce".

Il documento prosegue con un paragone che in Europa colpisce, in Francia cremazione, raccoglimento, urna in casa. E chiude con una domanda, vorreste che anche qui ci fossero più cerimonie, e più luoghi, dove rendere un vero omaggio ai vostri animali scomparsi?

L'Italia dei dieci milioni di famiglie con animali

Lo dicono i numeri ISTAT del 2024, il  37,7 % delle famiglie italiane vive con almeno un animale domestico. Sono oltre dieci milioni di nuclei familiari. Secondo il rapporto Assalco-Zoomark si arriva a circa 65 milioni di animali da compagnia nelle case. Ma il numero che nessuna statistica può catturare è quello delle lacrime versate ogni anno accanto a un corpo peloso che se ne va. E il Paese, lentamente, ha cominciato a prendersene cura.

I luoghi italiani del lutto

A Milano, dal 2015 vi è un luogo che si chiama Fido Custode che presenta circa 50.000 metri quadrati di verde nel Parco Sud, oggi il cimitero per animali più grande d'Europa, capace di contenere fino a 2.500 sepolture, come raccontava La Stampa all'inaugurazione. Nel sud di Milano, nel 2022, le fotografie de Il Giorno hanno documentato l'apertura di Per sempre amici a San Giuliano Milanese, primo cimitero pubblico degli animali d'affezione del territorio. 

Dietro ogni lapide c'è un nome, una data, una frase scritta a mano. E dietro ogni lapide c'è stato un cane o un gatto che è stato qualcuno, non qualcosa.

La cornice normativa nazionale

Prima di raccontare la Toscana, vale la pena fissare la cornice in cui si muove tutto il Paese. Le spoglie degli animali d'affezione sono classificate come sottoprodotti di origine animale di Categoria 1 dal Regolamento (CE) n. 1069/2009 e successive modifiche, attuato dal Regolamento (UE) n. 142/2011: non possono essere trattate come rifiuto indifferenziato e il proprietario è tenuto a rivolgersi a impianti autorizzati per la raccolta, il trasporto e la cremazione. La Legge 14 agosto 1991, n. 281 - Legge quadro in materia di animali d'affezione e prevenzione del randagismo - è invece la base nazionale che ha aperto la strada a cimiteri e servizi dedicati, mentre la Legge 20 luglio 2004, n. 189 introduce i reati di maltrattamento e uccisione di animali. 

In parallelo, ogni Regione ha costruito il proprio tassello.  La Lombardia, prima in Italia, ha disciplinato i propri cimiteri per animali già nei primi anni 2000, altre Regioni sono arrivate dopo, e con regole differenti.

La Toscana, una delle cornici regionali più complete

La Toscana è tra le Regioni che hanno costruito una delle architetture normative più complete sul tema, e merita di essere raccontata con precisione.

Il primo tassello, trasversale a tutti gli animali e non solo domestici, è la Legge regionale 20 ottobre 2009, n. 59 - Norme per la tutela degli animali. Abrogazione della legge regionale 8 aprile 1995, n. 43  che ha ridisegnato la disciplina toscana della tutela, del benessere e della prevenzione del randagismo.  È stata più volte aggiornata da ultimo dalla L.R. 31 luglio 2024, n. 34 sulle manifestazioni che prevedono l'impiego di animali.  

Sul punto specifico delle sepolture arriva poi un pacchetto specifico la Legge regionale 20 gennaio 2015, n. 9 Disciplina dei cimiteri per animali d'affezione e il suo regolamento attuativo, il D.P.G.R. 19 ottobre 2016, n. 73/R, che è la norma di dettaglio oggi vigente in Toscana che fissa regole molto precise. 

I cimiteri per animali d'affezione devono essere localizzati in aree considerate idonee dagli strumenti della pianificazione urbanistica comunale. La distanza minima dagli insediamenti è di cento metri se in territorio urbanizzato, di cinquanta metri se fuori. 
I campi destinati all'interramento delle spoglie devono mantenere una distanza minima di duecento metri dai pozzi di acqua potabile. Per i privati che vogliono realizzare o ampliare un cimitero per animali, il regolamento prevede il rilascio del permesso di costruire da parte del comune, con documentazione che comprende una relazione idrogeologica e una relazione tecnico-sanitaria dell'area. 
Il gestore è tenuto a istituire un registro delle sepolture e a garantirne la tracciabilità, e devono essere rispettati i requisiti strutturali e impiantistici dei forni crematori adibiti esclusivamente o anche a spoglie animali.

In concreto, la legge regionale del 2015 nascerà proprio per offrire ai proprietari toscani un'alternativa legale e dignitosa al - tumulo in giardino - che, fino a quel momento, era una prassi affettiva ma tecnicamente fuori regola.

La svolta del duemilaventicinque

Nei mesi scorsi, sul fronte del fine vita degli animali d'affezione, è arrivata anche in Toscana un'iniziativa normativa che cerca di rispondere a una domanda diventata sempre più frequente. Cosa fare delle ceneri? Se l'animale viene cremato, le ceneri possono oggi, in alcuni contesti locali toscani, essere affidate al proprietario per la custodia domestica e dispersione in aree private. La novità che più colpisce riguarda  la tumulazione nei loculi dei proprietari presso i cimiteri comunali, secondo le regole stabilite dai singoli Comuni. Una piccola grande rivoluzione, che in Thailandia è tradizione da secoli sotto forma di dispersione sul fiume e che in Toscana arriva per gradi.

Il 2026 racconta la storia di un settore che vent'anni fa non esisteva. Oggi nel Paese esistono centri capaci di offrire servizi impensabili, dalla cremazione filmata in diretta alla diamantificazione delle ceneri, fino all'urna con la foto dell'animale. 

Una filiera è completa, in Italia, secondo le stime di settore, ci sono ottantadue impianti crematori, quarantatré cimiteri e circa duecento agenzie funebri dedicate.

Un abbraccio silenzioso con il mare

Il racconto di un video diventato virale in queste ore, il surfista e allenatore costaricano Diego Jiménez ha voluto dare l'ultimo saluto al suo cane Thai, un golden retriever scomparso dopo anni trascorsi fianco a fianco tra la spiaggia e le onde. Nel filmato, girato al largo di Santa Teresa, sulla costa pacifica della Costa Rica, a poca distanza dalla riserva naturale di Cabo Blanco, si vede l'uomo spingersi al largo con la tavola da surf, circondato da fiori, in un abbraccio silenzioso con il mareUn luogo che era stato per entrambi la casa di ogni giorno, dove molteplici furono i momenti di felicità. Il video è stato ripreso e diffuso in poche ore da diverse testate, tra cui Yahoo News all'estero e la pagina italiana ZAIA, che lo hanno definito "un gesto simbolico per onorare una vita vissuta fianco a fianco".

In una versione essenziale, e forse più antica del rito.  Non occorre un monaco,  serve solo il luogo che ha tenuto uniti 2 esseri viventi nell'amore. È ciò che prima o poi, ognuno di noi, convivendo con un animale, affronterà: la separazione l'uno dall'altro. 

Le tre domande aperte

La prima è la più scomoda: perché ci fa sorridere quando qualcuno spende troppo per il funerale del suo cane, e ci indigna se una madre spende troppo per quello del figlio? In Thailandia è la norma. La seconda è religiosa: perché la Chiesa cattolica non ha mai prodotto un rito specifico per gli animali, mentre le preghiere buddhiste tailandesi hanno più di duemilacinquecento anni di tradizione? La terza è culturale: cosa ci impedisce di accettare che l'amore non scompare mai con loro, in un paese dove fino al 2025 abbiamo cominciato a seppellire i cani nei cimiteri?

Un diritto, non una carezza

Dieci milioni di famiglie prima o poi scriveranno la parola addio. Sapere che esiste un tempio in Thailandia dove un monaco può pronunciare il tuo nome insieme a quello del tuo cane, o un Comune in Toscana che può ospitare le sue ceneri accanto al tuo loculo, non è più una carezza.  È un diritto che l'Italia, con anni di ritardo e una legislazione ancora disomogenea tra le Regioni, sta finalmente imparando a riconoscere.

 

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