di Tania Amarugi
L’Italia ha sospeso unilateralmente il trattato di Schengen con la Spagna, ripristinando con effetto immediato i controlli sistematici d'identità su tutti i passeggeri in arrivo da porti e aeroporti iberici.
Il provvedimento straordinario, annunciato via social dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e formalizzato dal Viminale, è entrato in vigore il 1° agosto 2026 e rimarrà attivo per almeno un mese.
Accade dopo l’ondata migratoria eccezionale che ha travolto Ceuta, l’exclave spagnola in territorio nordafricano. Nel giro di pochissime ore, circa 60.000 migranti provenienti dal Marocco sono riusciti a varcare il confine terrestre. Sebbene Madrid abbia già avviato il rimpatrio rapido di oltre 48.000 persone grazie agli accordi bilaterali con Rabat, il Comitato analisi sull'immigrazione e sicurezza delle frontiere di Roma ha ritenuto la situazione una "minaccia grave per l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale". L’accordo di Schengen stabilisce la libera circolazione delle persone tra gli stati membri dell’Unione Europea ed il motivo per cui basta la carta di identità per spostarsi tra uno di questi Stati.
La decisione dell’Italia ha innescato un'immediata fiammata diplomatica tra i due governi. Il Premier spagnolo Pedro Sánchez ha reagito duramente, affidando la replica ai canali social e inviando una lettera formale alle istituzioni europee: "La solidarietà e l'empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no". Il ministro dell'Interno italiano, Matteo Piantedosi, ha difeso la scelta definendola una "misura puramente cautelativa" volta a monitorare possibili infiltrazioni o spostamenti non tracciati verso il territorio nazionale.
Le ripercussioni operative si sono fatte sentire già dalle prime ore del weekend. Negli hub principali, come l'aeroporto di Roma Fiumicino, i passeggeri provenienti da Madrid e Barcellona sono stati indirizzati verso i varchi di frontiera extra-Schengen. In questo momento chiunque voli o navighi dalla Spagna verso l'Italia ha l'obbligo di esibire un documento d'identità valido per l'espatrio o il passaporto, con tutti i disagi e rallentamenti conseguenti. Parallelamente allo stop con Madrid, l'Italia ha concordato con la Francia un sensibile rafforzamento dei controlli di polizia stradale e ferroviaria lungo la frontiera terrestre comune, presidiando i principali valichi di transito per scongiurare movimenti secondari di migranti.
Così l’Italia si unisce alla Germania, che prosegue da mesi con i controlli sistematici ai propri confini di terra, tra cui quelli con Francia, Austria e Polonia. Ma a molti è sembrato più un atto di propaganda politica per destare attenzione e distoglierla da altri ben più importanti problemi del nostro Paese.
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