di Redazione
Cantieri PNRR, la grande abbuffata delle spese tecniche. Oltre un milione tra parcelle e bonus interni, ma la città resta al palo.
C’è una Grosseto che impreca nel traffico di via dei Barberi che si chiede che fine abbiano fatto i lampioni al Diversivo o che guarda con sospetto le transenne infinite di via Saffi. Poi c’è una Grosseto parallela, quella che abita le stanze dei bottoni del Comune, dove i cantieri del PNRR non sono sinonimo di disagi, ma di cifre da capogiro.
Una pioggia di milioni – oltre quindici, per la precisione – che sta ridisegnando la città. O almeno, sta ridisegnando i conti correnti di chi quei progetti li firma, li dirige e li liquida. Perché se sui tempi di consegna e sulla qualità dei lavori i cittadini hanno più di un dubbio, su una cosa non si scherza: le spese tecniche.
Tra architetti esterni, collaudatori e i famigerati "incentivi delle funzioni tecniche" per il personale interno, la torta supera abbondantemente il milione di euro. Soldi veri, blindati nei quadri economici ben prima che il primo operaio posasse un mattone. Prendiamo il colosso di via Saffi, il piano PINQuA da quasi nove milioni di euro che dovrebbe rivoluzionare il comparto immobiliare della zona. Lì dentro, alla voce "somme a disposizione", c’è da farsi girare la testa. Solo per la progettazione definitiva ed esecutiva (affidata allo studio Musa) ballano più di 223mila euro, a cui vanno sommati altri 50mila euro di tasse professionali e ben 128mila euro già accantonati per i collaudi.
Ma la vera miniera d’oro per la tecnostruttura comunale sono i tre cantieri messi insieme. La legge (il vecchio e il nuovo Codice degli appalti) parla chiaro: fino al 2% del valore dell'opera va distribuito ai dipendenti pubblici e ai dirigenti che seguono le pratiche. Il cosiddetto "premio di produzione" della burocrazia. Tradotto in soldoni sulle tre grandi opere grossetane? Significa che sul tavolo di via Saffi ci sono tra i 100 e i 150mila euro di incentivi; sulla Greenway di via dei Barberi se ne contano circa 70mila, e altri 40mila arrivano dal discusso Parco del Diversivo. Ed è qui che casca l'asino e qui che l'inchiesta si fa scomoda.
Questi bonus, per come sono concepiti, premiano la regolarità delle carte, il rispetto delle scadenze burocratiche imposte dall'Europa. Non misurano il gradimento della città. Al dirigente del settore e ai vari R.U.P. (i responsabili unici del progetto), la legge garantisce quote importanti basate sul flusso di carta, non sulla tenuta dell'asfalto o sulla sopravvivenza degli alberi piantati e già secchi, come denunciato più volte dai residenti del Diversivo.
Chi ha preso cosa, esattamente? Quanto ha incassato il Dirigente dei Lavori Pubblici per queste specifiche tre opere? Nelle delibere di giunta, quelle accessibili a tutti, si leggono i macro-totali, ma la spartizione interna resta protetta dalle mura del palazzo. Una nebbia che abbiamo deciso di diradare, depositando una formale richiesta di Accesso Civico Generalizzato (FOIA) per avere i decreti di liquidazione nominativi.
Ai grossetani che subiscono i cantieri importa la qualità della vita e delle opere. A chi incassa, a quanto pare, basta che i faldoni siano in ordine. Ora la palla passa al Comune: trenta giorni per darci i nomi e le cifre al centesimo. Vi terremo aggiornati
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