di Tania Amarugi
L'inchiesta sulla tragica scomparsa di Francesca Ercolini, la magistrata molisana di 51 anni trovata priva di vita il 26 dicembre 2022 a Pesaro, ha subito una radicale inversione di rotta.
Per quasi quattro anni era stato catalogato come un drammatico suicidio per impiccagione, adesso si è trasformato ufficialmente in un fascicolo per omicidio volontario gestito dalla Procura dell'Aquila. Nel registro degli indagati figurano ora sei persone, tra cui il marito della donna, l'avvocato Lorenzo Ruggeri e un ex ispettore di polizia, amico di famiglia, accusato di omicidio volontario, mentre gli altri 4 indagati rispondono, invece, a vario titolo, di depistaggio, falsa perizia, violazione del segreto istruttorio e omissione di atti d’ufficio.
La salma di Francesca Ercolini, che all'epoca dei fatti ricopriva la carica di presidente della seconda sezione civile del Tribunale di Ancona, era stata riesumata nel giugno del 2025 per essere sottoposta a una seconda e approfondita autopsia. Dalla relazione depositata dall'anatomopatologo Vittorio Fineschi emergono anomalie insuperabili sui resti della vittima: le lesioni riscontrate sul collo non corrispondono alla pressione che avrebbe esercitato il tessuto di seta del “famoso” foulard di Gucci, repertato sulla scena. Al contrario, secondo gli investigatori, si potrebbe essere trattato di strangolamento con due cavi elettrici di alcune lampade sequestrate nell'abitazione, ipotizzando che lo strangolamento possa essere avvenuto con materiali diversi e che la scena del suicidio sia stata successivamente "messa in scena" per depistare i primi soccorritori.
La pm titolare del caso, Roberta D'Avolio, coordina le indagini per competenza territoriale (spettante all'Aquila per i procedimenti riguardanti i magistrati marchigiani). Adesso sotto la lente degli inquirenti ci sono infatti le primissime fasi investigative del dicembre 2022 e le condotte di chi intervenne nell'immediatezza dei fatti, incluso il medico che effettuò la primissima ispezione cadaverica. Strane similitudini con il caso Garlasco
Il marito della vittima però si difende sulla stampa locale con fermezza: "Non ci sono vere prove contro di me. Gli esami tecnici escludono categoricamente che i fili elettrici delle lampade sequestrate siano stati utilizzati per un atto di strangolamento". Ed aggiunge in una lunga lettera inviata al Resto del Carlino: “Le indagini della Procura dell’Aquila, dall’inizio del 2023, sul suicidio di mia moglie, avevano condotto a una richiesta di archiviazione per l’ipotesi di una mia istigazione al suicidio”. Anche il professor Mariano Cingolani, medico legale e consulente della difesa di Ruggeri, gli ultimi accertamenti non consentono di affermare che una ricostruzione abbia definitivamente prevalso sull’altra. L'attenzione degli investigatori si sposta ora sull'analisi tecnica approfondita di tutti i dispositivi informatici e dei telefoni cellulari sequestrati alla vittima. L'obiettivo è ricostruire con esattezza il clima familiare e le ore immediatamente precedenti al decesso della giudice, per cercare il movente del delitto. Nei prossimi mesi gli specialisti torneranno nell’abitazione di Pesaro per nuovi rilievi. Poi le parti si ritroveranno davanti al gip Marco Billi. Udienza fissata per il 22 settembre e ci sarà quasi sicuramente scontro tra esperti e legali.
Ultimi Articoli pubblicati
Istat: il 2225 sarà l’anno in cui nascerà l’ultimo italiano
di Letizia Bambagini
Arezzo, la Giunta che verrà: discontinuità o semplice cambio di regia?
di Massimo Gervasi
Svolta nel caso Ercolini: la Procura ipotizza l'omicidio
di Tania Amarugi
Egitto, minacce al Console Italiano: l'incubo di Nessy Guerra
di Rita Bruno
La rotta dei tonni violata
di Rita Bruno
Sotto i nostri piedi corre la spazzatura del futuro
di Rita Bruno
Aggiungi commento
Commenti