di Massimo Gervasi
In Senato Matteo Renzi sfida la Presidente del Consiglio sul dato che fa più male: le Tasse
A Palazzo Madama è andato in scena uno scontro che difficilmente resterà confinato alle cronache parlamentari. Matteo Renzi ha scelto una parola che in politica vale più di una mozione: “Lady Tax”.
Il bersaglio è Giorgia Meloni e il motivo è semplice: secondo i dati citati in Aula, la pressione fiscale italiana sarebbe arrivata al 43,1%, un livello che l’opposizione definisce incompatibile con le promesse storiche del centrodestra di abbassare il peso dello Stato su famiglie e imprese.
Renzi è andato oltre il numero.
Ha ricordato vecchi video in cui si parlava di portare il tetto della pressione fiscale al 40% e ha provocato la premier con una domanda politica più che economica: se il risultato oggi è un carico fiscale record, quelle promesse erano irrealistiche o sono state abbandonate?
La risposta di Meloni è stata netta: il governo respinge l’accusa di aver aumentato le tasse per scelta politica e sostiene che il dato della pressione fiscale non equivalga automaticamente a nuove imposte ma rifletta anche un maggior numero di occupati e quindi maggior gettito. La premier ha rivendicato taglio del cuneo, interventi sul lavoro e riduzioni selettive.
Ed è qui che nasce la domanda scomoda. Per il cittadino cambia davvero qualcosa sapere se il peso fiscale cresce perché aumentano le imposte o perché aumenta il gettito?
Per molti italiani no.
Perché la sensazione resta la stessa: stipendi che corrono meno dei prezzi, imprese che denunciano costi crescenti, famiglie che continuano a percepire un sistema che prende tanto e restituisce poco.
Poi c’è il secondo livello dello scontro: il ruolo internazionale dell’Italia.
Renzi ha accusato il governo di raccontare un’Italia più influente nei tavoli europei mentre, secondo la sua lettura, il Paese sarebbe meno centrale rispetto ad altre stagioni politiche. Anche qui Meloni ha respinto tutto, accusando l’opposizione di costruire una narrazione artificiale e ricordando che non esiste alcun diritto acquisito a certi formati diplomatici ristretti.
Ma il dato politico che forse pesa più delle battute è un altro.
Per la prima volta gli attacchi alla premier non arrivano solo da sinistra o dal centro: una parte del dibattito si sta aprendo anche dentro e attorno all’area di destra, soprattutto su immigrazione, sicurezza e risultati concreti.
La vera domanda non è se Giorgia Meloni sia diventata davvero “Lady Tax”.
La domanda è un’altra.
Dopo anni di slogan contro le tasse, gli italiani oggi stanno pagando meno oppure no?
Perché alla fine il consenso non si misura nei video, ma nello scontrino, nella busta paga e nel saldo del conto corrente.
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