di Rita Bruno
Lo scorso 26 febbraio è stato organizzato un convegno dal Propeller Club Port of Leghorn,a sostegno della crescita delle attività marittime, nel quale è stato esplorato il potenziale dell'idrogeno come catalizzatore per la trasformazione industriale e logistica della costa toscana.
Riunendo esperti della ricerca, dell'industria e della politica regionale, l'evento ha cercato di delineare i contorni della futura Hydrogen Valley Toscana, una piattaforma che potrebbe rivoluzionare il destino economico della regione nel settore dell'energia rinnovabile.
Sono stati pubblicati due rapporti sull'idrogeno nei porti e nelle aree industriali costiere europee. Il primo rapporto analizza il ruolo degli ecosistemi portuali nell'espansione del mercato europeo dell'idrogeno fino al 2050, mentre il secondo fornisce direttive per superare gli ostacoli tecnologici, di sicurezza e normativi per lo sviluppo di attività e infrastrutture legate all'idrogeno nelle aree portuali UE.
L'obiettivo è di aiutare le autorità portuali e i soggetti interessati a orientarsi nelle considerazioni rilevanti per le aree portuali.
Il Professore dell'Università di Pisa Cristiano Nicolella, Direttore del Consorzio Polo tecnologico magona (CPTM) afferma che la Toscana ha una competenza tecnologica e accademica straordinaria ma non rispondendo ancora ad un mercato maturo. Le cause sono i costi elevati e la disponibilità limitata di energia rinnovabile per la produzione di idrogeno verde. Nicolella conferma che la provincia di Livorno sia il setting ideale per una filiera industriale che vada dal polo chimico di Rosignano alla bioraffineria di Livorno. L'idrogeno è fondamentale per produrre biocarburanti. In una prospettiva di lungo termine orientata allo shipping, Livorno potrebbe evolvere in un hub logistico portuale per la distribuzione di carburanti sintetici come metanolo e ammoniaca, integrando l'idrogeno con la CO2 del comparto geotermico Toscano, arrivando persino a servire la siderurgia per la produzione di acciaio verde.
Monica Bellandi, Presidente dell'Interporto Vespucci, candida e propone di trasformare l'area retroportuale di Livorno in un hub di produzione di idrogeno verde, creando una fabbrica di energia di prossimità. La proposta include uno stoccaggio operativo di superficie per il rifornimento immediato del trasporto pesante e delle attività di movimentazione merci, riducendo così i costi logistici legati al trasporto dell'idrogeno da aree remote e aumentando l'autonomia e la competitività del territorio livornese.
L'impianto di Rosignano (all'interno del gruppo Solvay) produce attualmente 5000 tonnellate di idrogeno l'anno, la quota più alta in Italia via elettrolizzatore. Ricalcando il modello avviato con successo nel porto di Anversa e diventando così un polo di riferimento per l'idrogeno.
Fonte di energia pulita tra verità e aspettative
Oltre il 90% dell'idrogeno mondiale viene attualmente utilizzato per tre applicazioni industriali: la raffinazione del petrolio, la produzione di metanolo utilizzato da miscelatore di carburante e la produzione di ammoniaca per fertilizzanti e prodotti chimici.
In linea di principio, l'idrogeno potrebbe essere utilizzato per i trasporti, le industrie pesanti, il riscaldamento e la produzione di elettricità. Tuttavia, false credenze e idee sbagliate spesso influenzano le discussioni sul ruolo di questo gas nella transizione energetica, generando aspettative troppo elevate e creando le premesse per delusioni e frustrazione.
È quindi necessario adottare un approccio concreto, partendo da una conoscenza approfondita di come viene prodotto, trasportato e utilizzato questo carburante.
Ottenere energia pulita dall'idrogeno è uno degli obiettivi più sfidanti di questo decennio (Madama - periodico di informazione sull'attività parlamentare).
Le origini
Sebbene sia l'elemento più diffuso nell'universo, l'idrogeno esiste in molecole legate ad altri elementi, richiedendo un'estrazione con un costo energetico significativo non essendo liberamente disponibile. Circa il 99% dell'idrogeno prodotto a livello mondiale trattandosi dell' idrogeno grigio, prodotto dal gas naturale è responsabile di grandi quantità di CO2 come sottoprodotto. L'idrogeno può essere estratto anche dal carbone (idrogeno nero) o dalla lignite (idrogeno marrone) ma questi processi sono maggiormente inquinanti.
Nel 2022, la produzione di idrogeno da gas naturale è stata responsabile di oltre 900 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, più del totale dell'Industria aeronautica mondiale (Fonte: EUISS - European Union Institute for Security Studies)
Verso una produzione sostenibile
Ci possono essere due soluzioni, una prima soluzione è quella di ottenere l'idrogeno sempre dal gas naturale.
Il reforming, processo chimico per la trasformazione del gas naturale in idrogeno, catturando e sequestrando la CO2 emessa durante il processo chiamato idrogeno blu.
La seconda soluzione è generare l'idrogeno attraverso la scissione della molecola d'acqua H2O e tramite il processo di elettrolisi con l'utilizzo di energia elettrica rinnovabile chiamato idrogeno verde o rinnovabile.
Purtroppo si conferma che circa il 20 o 30% delle energie utilizzate nel processo di elettrolisi si disperde.
La percentuale di idrogeno verde considerato il più sostenibile, prodotto a livello mondiale, è in costante evoluzione. Attualmente, l'idrogeno verde rappresenta circa lo 0,1-0,3% della produzione globale, ma le proiezioni indicano che potrebbe raggiungere l'88,6% entro il 2030, grazie agli investimenti e alle politiche di sostegno alla transizione energetica.
L'Unione Europea, gli Stati Uniti e la Cina sono tra i principali attori che stanno investendo nell'idrogeno verde per ridurre le emissioni di gas serra e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.
Nel 2023, l'UE ha lanciato la banca dell'idrogeno, che offre sostegno finanziario ai progetti di idrogeno verde.
Con la collaborazione tra aziende, istituzioni e centri di ricerca, la Toscana può diventare un modello per altre regioni italiane ed europee, contribuendo a un futuro più sostenibile e pulito. Ciò rafforzerebbe ulteriormente il porto di Livorno e la regione Toscana, aumentando la propria competitività e attrattività economica.
Ultimi Articoli pubblicati
Famiglia nel bosco, bambini aggrediscono le assistenti sociali: puniti per la loro paura
di Carlotta Degl'Innocenti
Pasticcio nuova legge sul turismo: la Regione Toscana scarica il caos su professionisti e contribuenti
di Massimo Gervasi
Strutture ricettive sotto attacco: portali stranieri compromessi, CIN, sanzioni mirate
di Massimo Gervasi
Benzina verso i 2 euro, lo Stato incassa e i cittadini pagano: perché non è stata attivata l’accisa mobile?
di Massimo Gervasi
Guerra in Medio Oriente e diritto internazionale
di Alessio Colletti
Caso Garlasco: la "soap opera" giudiziaria e le nuove verità del 2026
di Tania Amarugi
Aggiungi commento
Commenti