di Rita Bruno
Il giardinaggio cambia pelle e diventa inclusivo.
All’Orto Botanico dell’Università di Torino prende il via il primo corso in Italia di giardinaggio sensoriale e sostenibile rivolto a persone ipovedenti e con disabilità visive: un percorso pratico che affida a tatto, olfatto e gusto il compito di riconoscere le piante, valutare lo stato di salute e imparare a coltivarle senza dipendere dalla vista.
L’iniziativa, gratuita, punta a rendere accessibile la cura del verde attraverso un metodo concreto e diretto. Durante gli incontri, i partecipanti lavoreranno su terricci, vasi, specie ornamentali e piante da orto, sperimentando tecniche di coltivazione sostenibile e metodi empirici per capire come sta una pianta attraverso il contatto e l’esperienza sensoriale.
Tra gli obiettivi c’è anche quello di risparmiare sull’irrigazione e ridurre il consumo di risorse naturali, con una gestione più responsabile dell’acqua.
Il corso è promosso dall’Associazione Amici dell’Orto Botanico di Torino in collaborazione con l’Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti e si articola in tre appuntamenti gratuiti tra aprile e giugno.
Il programma rientra nel progetto "Natura urbana: pratiche sostenibili per la biodiversità", sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo che mira a rafforzare il ruolo dell’Orto Botanico come spazio di ricerca, divulgazione e inclusione.
In un luogo che custodisce migliaia di specie vegetali e una lunga tradizione scientifica, la natura diventa così anche strumento di accessibilità e autonomia. Non solo visita o contemplazione ma formazione vera: a Torino il verde si tocca, si annusa, si assaggia e soprattutto, si impara.
Non solo Torino : i precedenti in Italia
Sul territorio nazionale non mancano esperienze affini, soprattutto sul fronte dell’accessibilità botanica e dell’ortoterapia.
Nelle Marche, l’Orto Botanico dell’Università Politecnica delle Marche ha realizzato un percorso sensoriale per ipovedenti con aiuole rialzate e cartellini in braille, progettato per favorire l’esplorazione tattile, olfattiva e gustativa delle piante. Si tratta di un’infrastruttura permanente di visita e conoscenza, più che di un corso formativo.
Nel Lazio, l’Orto Botanico dell’Università di Roma Tor Vergata è da anni impegnato in progetti di orto-terapia, riabilitazione e inclusione sociale. In particolare, il progetto del Parco delle Rupicole comprende un giardino sensoriale e prevede anche corsi di formazione di giardinaggio per persone con diverse forme di disabilità, oltre a laboratori, attività terapeutiche e percorsi di inserimento lavorativo.
In questo quadro, Torino si distingue perché trasforma l’accessibilità sensoriale in un vero percorso pratico di formazione al giardinaggio specificamente rivolto a ipovedenti e non vedenti, mentre i precedenti italiani documentati si concentrano soprattutto su percorsi accessibili permanenti o su progetti più ampi di ortoterapia e inclusione.
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