di Massimo Gervasi
Il coordinatore provinciale di Futuro Nazionale attacca Lega, Forza Italia e il centrodestra moderato: "La porta è aperta, ma continuano a colpire Vannacci". E ad Arezzo l'esclusione del movimento potrebbe pesare sul risultato finale.
Lo scontro tra Roberto Vannacci e il senatore leghista Gian Marco Centinaio non è soltanto una polemica personale. È il segnale di una tensione sempre più evidente all'interno del centrodestra, dove la crescita di Futuro Nazionale inizia a preoccupare non solo gli avversari politici, ma anche alcuni alleati.
A sostenerlo è Cristiano Romani, coordinatore provinciale di Futuro Nazionale, vicepresidente dell'associazione Mondo al Contrario e responsabile nazionale dei Team Vannacci.
"Il generale Roberto Vannacci ha sempre lasciato la porta aperta a un accordo con il centrodestra. Certamente esistono delle linee rosse che non possono essere superate e che non accetteremo mai, ma la domanda è un'altra: siamo noi a chiudere la porta oppure sono alcuni settori di questo centrodestra troppo moderato che non vogliono un accordo con Vannacci?"
Secondo Romani gli attacchi contro il generale sarebbero ormai quotidiani.
"Dalla Lega a Forza Italia continuano a cannoneggiare contro Vannacci. Succede a livello nazionale e succede anche a livello locale contro Futuro Nazionale. È difficile parlare di unità quando una parte della coalizione vede come un problema chi porta nuovi consensi e nuovi elettori."
Per il dirigente aretino, quanto accaduto a Vigevano rappresenta soltanto il primo campanello d'allarme.
"Non è un episodio isolato. È il sintomo e la prova che Futuro Nazionale è in vertiginosa ascesa in tutta Italia. Le percentuali attribuite dai sondaggi sono spesso sottostimate. Il consenso reale è molto più ampio."
Vannacci e Futuro Nazionale ad Arezzo
E' sul piano locale che Romani lancia la stoccata più pesante. Ad Arezzo, infatti, Futuro Nazionale non ha trovato spazio nella coalizione che ha sostenuto Marcello Comanducci. Una scelta che oggi, alla luce dell'equilibrio politico emerso dalle urne, potrebbe rivelarsi un errore strategico.
"Chi pensava di escluderci dalle elezioni comunali si è sbagliato di grosso. Futuro Nazionale ad Arezzo era già una realtà organizzata e con un consenso significativo. Con l'assemblea costituente di metà giugno diventeremo ufficialmente partito."
Una dichiarazione che assume un peso particolare se si osserva il quadro politico cittadino. Perché se il centrodestra avesse deciso di coinvolgere Futuro Nazionale e il suo coordinatore provinciale Cristiano Romani, oggi forse la partita elettorale avrebbe potuto avere un esito diverso.
Anzi, qualcuno nel centrodestra inizia a domandarsi se quella porta chiusa non abbia finito per indebolire proprio Marcello Comanducci. In una competizione che si annuncia sempre più combattuta, ogni punto percentuale può fare la differenza. E mentre Vincenzo Ceccarelli può contare anche sull'endorsement e sull'area politica riconducibile a Marco Donati, il centrodestra si ritrova a fare i conti con voti che avrebbero potuto rafforzarne la corsa.
Romani, tuttavia, esclude qualsiasi volontà di lavorare contro il centrodestra.
"Noi vogliamo che il centrodestra vinca. Ma non questo centrodestra fluido e moderato che troppo spesso dimentica le promesse fatte agli elettori. Se si vuole costruire un accordo con Vannacci bisogna confrontarsi anche con quelle battaglie identitarie che hanno riportato milioni di persone a interessarsi alla politica."
Il messaggio è chiaro: Futuro Nazionale non intende rinunciare alle proprie idee per ottenere qualche posto al tavolo. E forse è proprio questo il motivo per cui la crescita del movimento inizia a preoccupare.
Per anni il centrodestra ha considerato Vannacci un fenomeno personale destinato a esaurirsi. Oggi, però, i numeri raccontano una storia diversa. In alcune realtà locali le liste e i candidati riconducibili all'area vannacciana hanno raggiunto e superato il 14%, mentre i sondaggi nazionali continuano a registrare una crescita costante del movimento.
A questo punto la domanda non è più se Futuro Nazionale riuscirà a entrare stabilmente nello scenario politico italiano.
La domanda è un'altra: chi sta davvero mettendo a rischio l'unità del centrodestra? Vannacci, che continua a chiedere spazio politico e rappresentanza per una parte dell'elettorato, oppure quei dirigenti che, pur di non condividere il palco con lui, preferiscono rischiare di consegnare intere città e territori agli avversari?
Perché la lezione di Vigevano e, forse, anche quella di Arezzo, potrebbe essere più semplice di quanto qualcuno voglia ammettere: ignorare un consenso crescente non lo fa sparire. Lo trasforma soltanto in un problema politico più grande.
Il rischio per il centrodestra potrebbe non essere Roberto Vannacci. Il rischio potrebbe essere continuare a sottovalutarlo.
Ultimi Articoli pubblicati
Comune di Grosseto, la cultura sottovalutata: intervista all’Architetto Roberto Aureli- Prima parte
Servizio di Lorenzo Mancineschi - Riprese a cura di Riccardo Mansi
Festa della Repubblica, il 2 giugno di 70 anni fa: il voto alle donne
di Tania Amarugi
Vannacci scuote il centrodestra. Romani: "Chi ci ha escluso ad Arezzo potrebbe aver commesso un errore fatale"
di Massimo Gervasi
La 32enne giapponese Kano sposa Lune Klaus ma lui è frutto di ChatGpt
di Letizia Bambagini
Ebola: Italia e Francia puntano alla sorveglianza, gli Usa stringono sugli ingressi
di Rita Bruno
Grosseto, degrado al parco di via Giotto: dove vanno i soldi pubblici?
Servizio di Lorenzo Mancineschi - Riprese a cura di Riccardo Mansi
Aggiungi commento
Commenti