di Massimo Gervasi
Oltre mille miliardi di euro di crediti affidati alla riscossione.
Una montagna di cartelle esattoriali che negli anni ha travolto famiglie, professionisti e imprese. Numeri impressionanti che spiegano perché ogni nuova rottamazione venga accolta come una boccata d'ossigeno. Ma c'è una domanda che continua a rimanere senza risposta: quanti italiani stanno pagando senza sapere se quel debito era davvero incontestabile?
La nuova Rottamazione Quinquies riguarda i carichi affidati all'Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Consente di eliminare sanzioni, interessi di mora e aggio, lasciando da pagare il capitale e le spese, con la possibilità di rateizzare il debito fino a 54 rate distribuite nell'arco di nove anni. Un'opportunità importante, soprattutto per chi rischia pignoramenti, ipoteche o fermi amministrativi.
Ma proprio qui nasce il vero interrogativo.
La corsa ad aderire rischia di trasformarsi in una firma dettata dalla paura più che dalla consapevolezza. Perché una cartella esattoriale non significa automaticamente che tutto sia corretto. Dietro quel debito potrebbero esserci notifiche mai ricevute, prescrizioni maturate, errori procedurali o vizi che soltanto un'attenta verifica può far emergere.
Eppure migliaia di contribuenti scelgono di pagare senza aver mai fatto controllare la propria posizione.
È comprensibile. Quando si teme il blocco del conto corrente, dell'auto o perfino della casa, la priorità diventa fermare l'emergenza. Ma questo non dovrebbe impedire di conoscere i propri diritti.
Il vero rischio non è aderire alla Rottamazione Quinquies. Il rischio è farlo senza sapere cosa si sta realmente pagando.
Anche perché la definizione agevolata impone regole molto rigide: basta il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, oppure dell'ultima rata, per perdere tutti i benefici ottenuti e tornare nella procedura ordinaria di riscossione.
La domanda, quindi, non è se la Rottamazione Quinquies sia utile. In molti casi lo è.
La domanda è un'altra, molto più scomoda: quanti italiani stanno pagando per convinzione e quanti, invece, stanno pagando semplicemente per paura?
Perché tra un debito realmente dovuto e un debito che avrebbe meritato di essere verificato passa una differenza enorme. Ed è proprio in quella differenza che spesso si gioca il futuro economico di una famiglia o di un'impresa.
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