Nuvole nere su Vannacci

Pubblicato il 13 luglio 2026 alle ore 07:00

di Tania Amarugi

Nuovo terremoto politico intorno alla figura di Roberto Vannacci.

Il Parlamento europeo ha  formalmente approvato l'avvio di una procedura di verifica sul partito di estrema destra "Europa  delle Nazioni Sovrane" (ESN), il gruppo europarlamentare di cui il generale italiano è uno dei  volti di punta. L'indagine mira ad accertare se lo statuto e le attività del movimento rispettino i  valori fondanti dell'Unione Europea, come il rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto. 

La richiesta di accertamento, nata su iniziativa della sinistra (The Left), ha incassato un sostegno  trasversale che ha visto convergere anche il Partito Popolare Europeo (compresa Forza Italia), i  Socialisti e i liberali di Renew Europe. La reazione dell'eurodeputato indipendente non si è fatta  attendere. Vannacci ha respinto fermamente ogni accusa, parlando esplicitamente di una  "persecuzione politica" orchestrata dalle forze di maggioranza a Bruxelles e definendo l'iniziativa  come il segnale di un'Europa che si starebbe trasformando in una "dittatura autoreferenziale". 

In Italia ci sono altre questioni aperte sul generale Vannacci. Alla Procura di Catania è stata depositata una denuncia-esposto nei suoi confronti, nella quale si contestano i reati di istigazione all’odio razziale e ricostituzione del disciolto partito fascista. Lo ha  annunciato l’avvocato Antonio Fiumefreddo, autore materiale della deposizione  dell’esposto, facendo anche sapere che a sostegno dell’azione legale “sono arrivate  numerose adesioni da tutt’Italia”. “Per meglio organizzare tutti coloro che hanno offerto  la loro disponibilità per questa battaglia in difesa della democrazia e della Costituzione  repubblicana, si è costituito il ‘Comitato per la incriminazione del generale Vannacci’”, ha detto il legale all’agenzia Ansa specificando che “il Comitato sarà replicabile in tutte le città o altro luogo (università, scuola, fabbriche) sul territorio del nostro Paese”. 

Secondo Fiumefreddo, “non possiamo far finta di niente di fronte a questa istigazione  all’odio, con il rischio concreto che il nostro popolo ricada nella tragedia già conosciuta della violenza e della soppressione delle libertà conquistate grazie al coraggio di chi seppe opporsi al fascismo e a quella diabolica fascinazione e del male”. 

Un altro esposto contro il generale Vannacci è stato presentato in procura a Napoli dall'Arcigay. Lo  rende noto l'associazione che svolge attività nell'ambito della lotta alle discriminazioni. Massimo Arcangeli e Antonello Sannino annunciano di averlo sottoscritto per l’associazione perché la  magistratura valuti se sussistono i presupposti per ritenere che il volume "Il mondo al contrario di  Roberto Vannacci, autopubblicato dal generale nell'agosto del 2023, sia un pericoloso veicolo di propaganda di idee, azioni, attività e comportamenti omofobi, sessisti e razzisti".

"Nel riporre piena fiducia nell'operato della magistratura, -scrivono Arcangeli e Sannino - e nei valori  di uno Stato costituzionale, che non può consentire in particolare a nessun cittadino italiano, tantomeno a un generale delle Forze Armate, il diritto di rivendicare sentimenti di odio e di disprezzo nei confronti di minoranze giudicate 'non normali'. Anche la magistratura militare si occupa della pubblicazione del generale ed Il Giudice per le indagini preliminari (Gip) militare ha decretato il suo rinvio a giudizio per il reato di diffamazione militare pluriaggravata. L'accusa si riferisce a specifici  passaggi del testo in cui Vannacci avrebbe leso la reputazione e il decoro di un collega di reparto. Il processo dovrà stabilire se le opinioni espresse nel volume abbiano superato i limiti della critica consentita all'interno dei regolamenti disciplinari delle Forze Armate. Resta infatti congelata la sua posizione nell'Esercito Italiano a causa della sospensione disciplinare scaturita dall'inchiesta  interna sul libro "Il mondo al contrario".

Il capitolo più delicato sotto il profilo amministrativo e militare ha riguardato le accuse di peculato  e truffa militare. La Procura Militare e la Corte dei Conti avevano avviato accertamenti su presunte  anomalie nei rimborsi spese e nelle indennità di servizio percepite da Vannacci durante il suo  mandato come addetto militare a Mosca. L'inchiesta, scaturita da un'ispezione ministeriale, si è  conclusa con il proscioglimento del generale, archiviando di fatto le contestazioni sulla gestione  dei fondi della sede diplomatica. 

Insomma il clima attorno al generale resta incandescente. Durante i suoi recenti comizi, come  l'ultimo svoltosi a Genova, le forze dell'ordine hanno dovuto predisporre imponenti misure di  sicurezza per contenere le dure contestazioni dei movimenti antifascisti e delle opposizioni, decise  a bloccare la parola all'alto ufficiale. Vannacci, comunque, si lamenta e attacca la sinistra cui dà la  colpa della piazza blindata. "Mi vergogno di vivere in un Paese dove per fare un comizio dobbiamo  svuotare le caserme di mezza Regione, non ci raccontino che è colpa di Vannacci, è colpa delle minacce  arrivate dalla sinistra.  

C’è chi spera che dopo il grande caldo arrivino potenti temporali a rinfrescare l’aria e calmare gli  animi. 

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