di Tania Amarugi
A Grosseto davanti all’Ospedale i pedoni preferiscono attraversare la strada, una delle più trafficate della città, piuttosto che utilizzare il sottopasso esistente o le strisce pedonali poste un po’ più avanti: perché? Forse temono brutti incontri o non si sentono sicuri oppure sono pigri?
Un problema attenzionato dal Direttore del GiornalistaScomodo Lorenzo Mancineschi in un servizio nel quale si vedeva che molte persone, scendevano dal pullman oppure parcheggiavano l’auto e poi, incuranti del traffico e del rischio, attraversavano la carreggiata in un punto sprovvisto di strisce pedonali.
La libertà del pedone finisce dove inizia la sicurezza infrastrutturale: se un sottopasso è disponibile entro un raggio di 100 metri, l’attraversamento "a raso" della carreggiata diventa un illecito. Chi decide di sfidare il traffico in superficie, ignorando la struttura sotterranea, rischia sanzioni che possono superare i 100 euro. La norma (art. 190 del Codice della Strada) è chiara: la vita umana va tutelata azzerando il conflitto tra veicoli e pedoni.
Tuttavia, la teoria normativa si scontra spesso con la realtà del cemento. In molte città italiane, i sottopassi sono percepiti dai cittadini come "zone franche" o luoghi di insicurezza. Illuminazione scarsa, scarsa manutenzione e barriere architettoniche rendono queste infrastrutture inaccessibili a disabili, anziani e genitori con passeggini.
"Molti preferiscono rischiare la multa o l'incidente in superficie piuttosto che addentrarsi in tunnel bui", spiegano alcuni residenti delle periferie urbane.
Questo fenomeno crea un paradosso: l'opera nata per proteggere il cittadino finisce per essere evitata proprio per paura.
Nella città di Grosseto è presente un altro sottopasso, sotto la ferrovia, nelle vicinanze della stazione, luogo dove veramente le persone non passano volentieri, a causa di vari episodi di aggressioni e dove regna il degrado: lì non vi sono strisce pedonali alternative e l’unico modo per andare dall’altra parte della città è passare sotto il cosiddetto ponte dei macelli, lontano da molte abitazioni e che d’inverno spesso si allaga e non è praticabile.
A Grosseto come in molte altre città questi problemi potrebbero trovare soluzione, rendendo sicuri i sottopassi, sia pedonali che carrabili, con l'installazione di sistemi di illuminazione a LED, inclusi corrimano illuminati lungo le scale e luci a soffitto, che aumenta la visibilità e riduce la percezione di insicurezza. Anche la manutenzione costante e la rimozione dei rifiuti e degli escrementi, l’eliminazione di sporcizia e graffiti con l’installazione di sistemi di allarme e di videosorveglianza sono tutti interventi che forse aiuterebbero tutti a vivere meglio la propria città. Non si può più aspettare.
Guarda il servizio del Giornalista Scomodo, clicca: Grosseto, ospedale della Misericordia, tutto sta è come arrivarci
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