di Massimo Gervasi
Negli ultimi giorni si stanno moltiplicando le segnalazioni di truffe su WhatsApp sempre più sofisticate, capaci di colpire chiunque e di trasformare in pochi minuti un semplice messaggio in un vero incubo digitale.
Si tratta di una forma di cybercrime basata sull’inganno, che sfrutta la fiducia tra contatti e la disattenzione di un attimo. Il meccanismo è ormai rodato: si riceve un messaggio che invita a cliccare su un link o a intervenire con urgenza. Una richiesta generica, una frase rassicurante, talvolta scritta da un contatto presente in rubrica. Dopo il clic, il truffatore tenta di prendere il controllo dell’account WhatsApp della vittima o di inserirsi nelle sessioni attive.
Una volta avviata la trappola, l’obiettivo non è più solo la persona colpita, ma l’intera rubrica dei contatti. I messaggi inviati dal truffatore sono studiati per sembrare credibili e molto specifici. Spesso si tratta di richieste di denaro, con messaggi che nominano direttamente il nome della persona, estratto dalla rubrica, per aumentare la credibilità: “Ciao Francesca, sono in difficoltà, ho bisogno di un aiuto urgente”.
Queste richieste sono spesso accompagnate da scuse come “sono dal dentista” o “non posso parlare”, e la cifra richiesta è spesso attorno ai mille euro. Il nome del destinatario viene utilizzato proprio per far sembrare il tutto più autentico e spingere la vittima a fidarsi.
È in quel momento che la vittima si rende conto di ciò che sta accadendo: il telefono inizia a squillare senza sosta, amici e colleghi chiamano per chiedere conferma, e subentra una sensazione di violazione profonda.
Come prevenire le truffe
La prevenzione resta la chiave. Attivare la verifica in due passaggi su WhatsApp, impostare un PIN di sicurezza e utilizzare il riconoscimento biometrico può fare la differenza. Chi ha queste protezioni attive riesce spesso a limitare i danni.
Inoltre, è fondamentale denunciare immediatamente l’accaduto alla polizia postale, anche se purtroppo, vista la quantità di denunce, il risultato non cambia facilmente. Forse ciò che serve davvero è una normativa più concreta e incisiva contro queste truffe digitali.
Cosa fare subito? Non cliccare su link sospetti, non inviare denaro senza verificare e chiamare immediatamente la persona che sembra chiedere aiuto. Una telefonata di pochi secondi può smascherare una truffa e proteggere non solo se stessi, ma anche la propria rete di contatti.
Queste truffe funzionano perché sfruttano la fiducia. Oggi proteggere la propria identità online significa proteggere anche chi ci sta intorno.
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