di Massimo Gervasi
È una frase che in Italia sentiamo ripetere da decenni. Ogni scandalo, ogni crisi istituzionale, ogni fallimento collettivo sembra avere sempre lo stesso colpevole: un’entità opaca, segreta, invisibile, La Massoneria.
Ma cosa c’è di vero? E soprattutto: cosa c’è di costruito ad arte? Per capirlo abbiamo fatto quello che in pochi fanno davvero: siamo entrati in una loggia. Non per aderire, non per giustificare, ma per osservare. Ascoltare. Capire.
Il primo impatto: niente cappucci, niente trame, dimenticate l’immaginario cinematografico. Nessun potere oscuro che tira i fili, nessun “governo ombra”, nessuna stanza dove si decidono le sorti del mondo.
L’ambiente che abbiamo trovato è sobrio, quasi austero, ricco di esoterismo e di storia antica. Più simile a una sala di studio che a un covo di cospiratori.
La prima sorpresa è proprio questa: la normalità.
Uomini comuni: professionisti, pensionati, insegnanti, giovani. Persone che parlano poco di politica e quasi per nulla di affari. Il tempo è scandito da regole precise, spesso rigide, che hanno più a che fare con la disciplina interiore che con il potere esterno; metodi di indottrinamento che puntano sulla crescita dell’individuo, una crescita ritenuta necessaria per comprendere il mondo esterno, quello del profano.
I rituali: simbolo, non comando
Sì, i rituali esistono. Ma non sono incantesimi né giuramenti di fedeltà a poteri occulti. Sono riti simbolici, eredità di una tradizione antica, che usano il linguaggio dell’allegoria: la squadra, il compasso, la luce, il silenzio. Il tutto guidato dalle luci di Loggia: la Bellezza, la Forza e la Saggezza, rappresentate da Maestri di lunga esperienza.
Il loro scopo dichiarato è uno solo: lavorare sull’uomo, non governare gli altri. Perfezionamento morale, autocontrollo, rispetto della parola data. Un linguaggio che oggi suona quasi fuori moda in un mondo dominato dall’apparenza e dalla velocità.
Credenze: il Grande Architetto, non un dio segreto. Uno dei punti più strumentalizzati è quello religioso.
La Massoneria non impone una fede, né sostituisce le religioni. Il cosiddetto Grande Architetto dell’Universo non è un’entità misteriosa o alternativa, ma un concetto simbolico, volutamente neutro, che permette a credenti diversi di condividere uno spazio comune senza conflitti.
Non ateismo militante. Non culto esoterico.
Piuttosto, un tentativo, riuscito o meno, di tenere insieme differenze profonde senza annullarle.
I “tesoretti”: il mito che non regge
Altro grande classico: i soldi. I famosi “tesoretti massonici”, le casse occulte, i fondi neri. La realtà è molto meno affascinante per chi ama il complotto: quote associative, spese di gestione e tanta beneficenza locale, fino ad esaurimento di cassa. Nulla che non esista in qualunque associazione strutturata. I flussi di denaro non passano dalle logge, ma da circuiti perfettamente legali, visibili, istituzionali: associazioni culturali, fondazioni. Ma di questo si parla molto meno.
Naturalmente non tutto è così perfetto, come ci dicono gli stessi padroni di Loggia. Esistono realtà massoniche deviate che ancora oggi speculano e stonano sulle spalle di chi si avvicina alla Loggia con buone intenzioni. Individui che non smetteranno mai di esistere nella società comune ma che, solitamente, in Massoneria hanno vita breve.
Le regole sono severe: codice etico e fedina penale sono costantemente messi in discussione. In Massoneria è difficile entrare, ma è un attimo essere espulsi e radiati. Pertanto, diffidate da chi procede all’inverso.
L’ombra lunga della P2: l’alibi perfetto.
Licio Gelli e la P2 hanno rappresentato una deviazione gravissima. Un abuso. Un tradimento di qualunque principio dichiarato. Ma da allora, nell’immaginario collettivo, la P2 è diventata una scorciatoia mentale: tutto è Massoneria, quindi tutto è sospetto, quindi non serve più capire. È qui che il gioco si fa pericoloso.
Perché mentre si punta il dito contro una categoria indistinta, la collusione vera cambia forma e indirizzo: si sposta nei palazzi, nelle norme scritte male, nelle zone grigie della democrazia, dove nessun simbolo massonico è necessario per esercitare potere.
Il vero potere oggi non è segreto, è mimetizzato.
L’inchiesta ci ha portato a una conclusione scomoda: la Massoneria è spesso usata come capro espiatorio. Un bersaglio comodo. Un nome evocativo. Un diversivo.
Il potere che oggi manipola l’uomo non ama più il segreto rituale. Ama la confusione, la polarizzazione, le accuse urlate, l’etichetta facile: fascista, comunista, massone. Basta una parola per evitare il pensiero.
La manipolazione moderna non nasconde: satura.
Concludiamo la nostra esperienza con una forte riflessione: entrare in una loggia non ci ha rivelato un mondo perfetto, ma ci ha mostrato una verità più difficile da accettare: non tutto ciò che è riservato è oscuro, e non tutto ciò che è visibile è onesto.
Fare di tutta l’erba un fascio serve solo a chi non vuole che si guardi dove il potere opera davvero. E oggi, più che mai, la vera disobbedienza è capire.
Nel prossimo articolo parleremo di “Iniziazione di un profano”: le prove da superare per far parte di un Ordine Massonico.
(Fine prima parte)
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