Inferno nel "Bunker" di Crans-Montana: la trappola che ha spezzato i sogni. Ora l’Italia cerca giustizia per le vittime

Pubblicato il 12 gennaio 2026 alle ore 07:00

di Rita Bruno

Costretti a rinunciare ai propri sogni, il bunker sopravvive. Le Constellation, Crans Montana, Svizzera.

Bilancio del primo giorno del nuovo anno 2026. Completata l'identificazione di tutte le persone ferite nell'incendio di Crans-Montana, la polizia ha aggiornato il bilancio a 116 feriti, di cui 83 si trovano ancora in ospedale e purtroppo 40 morti.

Tra i feriti si contano 68 cittadini svizzeri, 21 di sesso femminile e 47 di sesso maschile, 21 francesi, 10 italiani, due polacche, una belga, una portoghese, una ceca, quattro serbi, un australiano, un bosniaco, un congolese, un lussemburghese, oltre a quattro uomini con doppia cittadinanza (Francia/Finlandia, Svizzera/Belgio, Francia/Italia e Italia/Filippine)

La maggioranza delle vittime era giovanissima. Si contano venti minorenni, tra i quali quattordicenni, sei ventenni, mentre la maggior parte delle persone decedute era di cittadinanza svizzera.

Cosa è accaduto a Crans Montana 

La procura del Cantone Vallese, coordinata da Beatrice Pilloud, indaga per omicidio, lesioni e incendio colposi Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric, gestori del disco bar dal 2015 dove l'incendio è stato scatenato dai bengala scintillanti nella notte di Capodanno. I pannelli fonoassorbenti sarebbero dovuti essere ignifughi ma, come ripreso in video amatoriali, si sono incendiati molto velocemente. Erano posizionati sul soffitto e sulle pareti con schiuma di poliuretano.

Il rogo è stato alimentato dal flashover, un rapido e violento propagarsi delle fiamme, quasi simultaneamente, in ambienti chiusi. Tutte le persone che erano all'interno del locale sono rimaste intrappolate nel seminterrato. Il locale presentava una sola via di fuga tramite una scala con porta stretta che si apriva verso l'interno. L'unica uscita di emergenza era chiusa a chiave. Nella serata di Capodanno, l'organizzazione non aveva previsto la presenza dei buttafuori che avrebbero potuto vigilare sulla clientela. Il locale che aveva una capienza di 200 persone, secondo quanto trapelato contava 400 presenze, incluso il personale. Tantissime le vittime, giovani, molti irriconoscibili, perché sfigurate dalle ustioni.

Le Costellation era un bar, trasformato in una discoteca senza permessi. 

Indagini e arresto dei coniugi Moretti

Venerdì 9 gennaio 2026, la Magistratura svizzera ha disposto il fermo di Jacques Moretti e gli arresti domiciliari con l'uso del braccialetto elettronicoper Jessica Maric, co-titolare del Constellation.  Misura più soft nei confronti della donna, in ragione della necessità di accudire i due figli di 6 mesi e 4 anni, che dovrà essere confermata entro 48 dalla notifica dallo stesso tribunale di garanzia. I provvedimenti sono stati motivati da un concreto "pericolo di fuga".

In un articolo del quotidiano svizzero BLICK, pubblicato il 10 gennaio 2026, viene riportato che, a poche ore della fine del 2025, sarebbe stata approvata una nuova legge sull'edilizia Salva Comune con la quale sarebbe esclusa la responsabilità per danni derivanti dalla violazione delle disposizioni della legge da parte dei proprietari di edifici e dei loro rappresentanti. Le richieste di risarcimento che arriveranno dalle famiglie delle vittime quindi al comune di Crans-Montana metterà a rischio l'economia della cittadina.

I fuochi di Bengala

Per quanto riguarda i fuochi di Bengala che avrebbero provocato l'incendio, il titolare del locale, Jacques Moretti ha riferito che si trattava di una pratica abituale, finora senza incidenti. La breve durata dello scintillio, tra 30 e 40 secondi, era sufficiente per portare le bevande dal bancone al tavolo senza che nessuno si facesse male. La moglie Jessica ha assicurato che i Bengala non venivano utilizzati dai clienti e che al termine del loro utilizzo, venivano immersi immediatamente in un bicchiere d'acqua.

Commentando la fotografia che circola in rete, in cui appare una donna sulle spalle di un uomo - entrambi mascherati- con in mano una bottiglia con il bengala che potrebbe aver provocato l'incendio, la titolare del locale ha spiegato che il fatto di far salire le cameriere sulle spalle dei colleghi, non era una pratica sistematica ma che capitava. Un comportamento che non era mai stato impedito né ordinato dai titolari. 

Misure di sicurezza e norme antincendio

Al vaglio degli inquirenti elvetici, il rispetto delle misure di sicurezza e in particolare delle norme antincendio. Il comune di Crans-Montana, nelle vesti del Sindaco Nicolas Féraud, ha ammesso l'assenza di controlli nel periodo dal 2020 al 2025 nonostante siano previsti annualmente secondo la normativa del Canton Vallese. La vicesindaca Nicole Bonvin Clivaz ha voluto invece esprimere un messaggio di vicinanza alle famiglie chiedendo perdono.

Si sono unite con l'apertura di un fascicolo la procura di Parigi, la procura belga e la procura italiana. Questa iniziativa punta a facilitare l'assistenza alle vittime e a garantire coordinamento tra le famiglie delle vittime e le autorità svizzere.

La procura di Roma ha disposto un'autopsia per le vittime italiane. Emergono troppi dubbi sulla salma di Emanuele Galeppini che sarebbe integra e senza ustioni. Nelle tasche del giovane, ritrovati in perfette condizioni portafogli con documenti e cellulare. La richiesta era stata precedentemente inviata alla Procura Svizzera, che avrebbe ignorato la richiesta.

L'Ambasciatore Italiano a Berna Gian Lorenzo Corrado, ai microfoni del TG1, ha dichiarato di volere seguire da vicino la vicenda senza tralasciare nulla, a cominciare dalle verifiche sull'iter autorizzativo per la sicurezza del locale, riguardante i permessi dei lavori eseguiti nella ristrutturazione del locale. L'Ambasciatore si è poi impegnato nel sensibilizzare le autorità svizzere inclusa l'autorità giudiziaria competente affinché venga fatta chiarezza nello  sviluppo di questa indagine.

Nella tradizionale conferenza di fine anno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha assicurato l'assistenza da parte dell'Avvocatura Generale dello Stato sotto mandato della Presidenza del Consiglio. "Siamo pronti a fornire alle famiglie tutta l'assistenza necessaria per fare sì che possano avere giustizia, le famiglie hanno la mia parola, non saranno lasciate sole", ha dichiarato Meloni.

In questo scenario, arriva l'allarme della Gendarmerie svizzera che raccomanda prudenza sulle varie raccolte fondi, che già sono partite con usurpazione di nomi e foto delle vittime senza alcun consenso da parte delle famiglie. Sarebbero già state individuate decine di raccolte, con denunce presentate dai familiari.

Chi sono i coniugi Moretti?

Prima del rogo, i Moretti sembravano ben integrati nella comunità locale. Al 50% per uno delle quote associative per la gestione della loro attività imprenditoriale, gestiscono Le Constellation - discobar ( 2015), il locale Senso (2020) oltre al ristorante Le Vieux Chalet (2023).  

Le Constellation era diventato uno dei luoghi di tendenza di Crans-Montana, tante serate ed eventi esclusivi come il Bar Clandestin, nel seminterrato con luci blu e giochi d'acqua. Proprio il luogo incriminato, soprannominato il bunker.   

L'immobile sarà acquistato dai Moretti nel 2022 per un valore di 1,5 milioni di franchi svizzeri, con spese mensili di gestione di circa 40.000 FS.  

I coniugi Moretti hanno una rapida e continua ascesa economica investendo nel settore immobiliare di pregio, allargando il loro giro d'affari in abitazioni e terreni edificabili anche in Costa Azzurra.

Lui, originario della Corsica, ha come prima attività un bar a Bonifacio.  Il suo nome viene associato all'uomo d'affari Jean-Pierre Valentini, sotto processo a Marsiglia per riciclaggio e associazione per delinquere. L'indagine porta ad ambienti della criminalità organizzata corsa. Nessuna accusa diretta per Moretti ma il contesto porta ad innumerevoli dubbi. Condanna per giro di prostituzione e sequestro di persone sono altri capi d'accusa che riguarderebbero invece Jacques Moretti.

Lei cresciuta e vissuta proprio in Costa Azzurra. Da qui sicuramente la conoscenza del territorio e lo sviluppo degli affari.  

Non pensavamo che ci potesse essere una carenza così pesante di sicurezza, in una località di fama internazionale, ci aspettavamo standard di alto livello. (Avvocato Valentino Giola padre di Giuseppe Giola 16 anni - prima vittima trasportata dalla Svizzera al Niguarda di Milano)

Cosa è andato storto?

Tra gli italiani deceduti nell'inferno di fuoco del disco bare rimpatriati in Italia, il 16enne bolognese Giovanni Tamburi, il 16enne milanese Achille Barosi, il 17enne di Genova Emanuele Galeppini, la 16enne di Milano Chiara Costanzo, il romano 16enne Riccardo Minghetti arrivati in Italia per raggiungere le proprie famiglie. L'italo svizzera di 15 anni Sofia Prosperi, invece resterà in Svizzera.

La consapevolezza dei minori nel locale e la poca presenza di adulti, la somministrazione di alcolici, il sovrannumero di presenze nel locale, l'uscita di sicurezza che sembra più una porta di servizio comunque chiusa dall'interno, i bengala sulle bottiglie, i materiali utilizzati e la regolarità dei lavori di ristrutturazione, l'allarme e le bocchette antincendio, la sicurezza e altre criticità in generale fra le mura di quel bunker.

Tutto sembra portare in una unica direzione: quella economica, il puntare freneticamente a fare soldi -costi quel che costi- ad un prezzo altissimo di vite umane.

Giunge notizia del boom nelle vendite di prodotti antincendio, due colossi dell'e-commerce confermano di aver venduto nei primi giorni del 2026, più del doppio di rivelatori di fumo rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Vendite di coperte antincendio quadruplicate e quelle di estintori addirittura quintuplicati.

La giustizia per questa strage avvenuta in Svizzera, morti e feriti in quel incendio, inutile dirlo, è assolutamente dovuta. Le famiglie devono avere delle risposte. 

La Procura italiana sta indagando. Il Governo italiano è al fianco delle vittime e delle loro famiglie. I feriti dovranno affrontare un lungo percorso riabilitativo, con interventi delicati, cure costanti. Secondo le indiscrezioni, alcuni feriti sono intubati, altri sottoposti ad un coma indotto da farmaci per la grande sofferenza e il dolore  provocato dalle ferite e dalle ustioni.

Oggi l'esperienza di questo disastro porta ad interrogarsi sull'educazione al pericolo e alla sicurezza. Il divertimento si, ma in sicurezza senza perdere vite preziose, neppure la propria.

Che nessuno debba rinunciare ai propri sogni.

 

La Redazione di ilgiornalistascomodo.it  esprime profondo cordoglio per la morte delle vittime di questo dramma. Altrettanto pensieri per i feriti che affrontano questo lungo percorso e vicinanza a parenti e famigliari. 

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