di Alessio Colletti
Mondo sempre più instabile e in preda al caos: previsto cambio di regime a Caracas
Trump: "Abbiamo arrestato Maduro"- Erano ormai mesi che se ne parlava con una certa insistenza e, nella notte fra il 2 e il 3 gennaio, gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela e rimosso Nicolas Maduro dal potere. Velivoli a bassa quota e squadre speciali sono entrate in azione nella capitale Caracas; segnalate numerose esplosioni. Secondo quanto si apprende, una nave militare dovrebbe condurre il presidente venezuelano sino a New York dove sarà processato.
Le accuse di Trump a Maduro
Maduro è il successore di Hugo Chavez, morto nel 2013. Chavez, eletto democraticamente nel 1998, è stato un personaggio oggetto di opinioni contrastanti, autore di politiche con un evidente stampo socialista.
Lotta alla povertà, riduzione dell’analfabetismo e libero accesso alle cure mediche sono state fra le sue misure più efficaci. In aggiunta a ciò, l’industria petrolifera, nazionalizzata prima del suo arrivo, è stata sottoposta a un rigido controllo statale. D’altro canto il suo Governo ha assunto un carattere via vai più autoritario con ripetute denunce di corruzione fra le élite al potere e di emarginazione nei confronti delle forze di opposizione.
Ricordiamo che il Venezuela è il primo Paese al mondo per riserve di petrolio. In recenti interviste, sia Trump che il vicepresidente Vance hanno esplicitamente dichiarato che gli Stati Uniti avevano come obiettivo la rimozione di Maduro per fermare il traffico di droga che partirebbe dal Venezuela e recuperare “il petrolio e le terre che Caracas avrebbe loro rubato”, senza riuscire a spiegare a cosa facessero riferimento con questo tipo di accusa.
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