di Redazione
Una vasta area del Polo Artigianale di Roccastrada è stata trasformata in una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto. Cumuli di fresato d’asfalto (codice CER 17 03 02) giacciono depositati direttamente sul suolo nudo, senza alcuna delimitazione, impermeabilizzazione o misura di messa in sicurezza. Sebbene il materiale derivante dalla fresatura stradale sia classificato come rifiuto speciale non pericoloso, il suo abbandono incontrollato sul suolo configura un grave illecito ambientale.
Spargere e compattare fresato sul terreno senza autorizzazione costituisce il reato di smaltimento illecito di rifiuti, come sancito dall'art. 256 del D.Lgs. 152/2006. La stessa Corte di Cassazione, con le sentenze n. 24865/2018 e n. 11452/2019, ha ribadito che tale pratica non può essere considerata "stoccaggio per riutilizzo". Il fresato può essere considerato un sottoprodotto solo se inserito immediatamente in un ciclo produttivo certificato e separato da altri materiali; al contrario, il deposito a tempo indefinito su terreno non protetto ne conferma la natura di rifiuto.
Colline di fresato che si estendono su una vasta area. La modalità di accumulo non solo è illegale ma è priva di controlli sulle infiltrazioni nel sottosuolo.
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