Hub IA da 4,5 miliardi nell'ex centrale di Trino: l'incognita delle scorie nucleari alimenta i dubbi

Pubblicato il 10 agosto 2026 alle ore 07:00

Servizio di Lorenzo Mancineschi - Riprese a cura di Riccardo Mansi

Trino (Vercelli) - La ex centrale nucleare "Enrico Fermi" verrà trasformata in una mastodontica struttura di elaborazione dati e intelligenza artificiale che occuperà l'intero spazio a disposizione. Lo ha deciso, nel Luglio scorso, il Consiglio dei Ministri che ha anche stabilito un ingente investimento economico pari a 4,5 miliardi di euro. Entro la fine dell'anno è previsto l'avvio della conferenza dei servizi, nel 2027 l'autorizzazione e il primo lotto attivo si vedrà nel 2028. Per la realizzazione dell'opera è prevista l'assunzione di circa 1.200 lavoratori che diventeranno 300-350 in pianta stabile con la struttura a regime.

Nel frattempo proseguono le attività di smantellamento, gestione e bonifica del sito da parte della Sogin. Nell'impianto sono presenti ancora residui e rifiuti radioattivi in attesa di essere trasferiti nel cosiddetto Deposito Nazionale di cui ancora però si sa poco o nulla.

L’Unione Europea (articolo 4 della Direttiva 2011/70) prevede che la sistemazione definitiva dei rifiuti radioattivi avvenga nello Stato membro in cui sono stati generati. Dunque il Deposito Nazionale quando sarà costruito?

A inizio 2026 è stato completato e inaugurato un nuovo deposito temporaneo, sempre all'interno dell'ex centrale, per la gestione in sicurezza dei materiali di scarto all'interno del cantiere. L'intera area è sottoposta a screening ambientali continui da parte delle autorità competenti per escludere dispersioni nocive all'esterno del perimetro protetto. Dunque quando verrà realizzata la nuova struttura tecnica se ancora non si sa dove trasferire i rifiuti radioattivi? Una cosa è certa: a questa domanda, non c'è risposta...

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