di Redazione
Una vicenda di intimidazioni e violenze a sfondo estorsivo è emersa a Grosseto, dove un giovane cittadino originario del Bangladesh, titolare di un negozio di riparazione di telefoni cellulari in via Matteotti, ha subito tre aggressioni nel giro di pochi giorni.
Tutto è cominciato quando il negoziante, dopo aver chiuso la sua attività, è stato avvicinato da tre individui che gli hanno chiesto di sbloccare uno smartphone presumibilmente rubato. Dopo essersi rifiutato, è stato minacciato dai uno dei tre individui che aveva una lametta nascosta in bocca. L’uomo si è visto costretto a fuggire, rifugiandosi in un ristorante. Dopo quella prima occasione, sono seguiti altri episodi durante i quali il negoziante, sempre dagli stessi che lo hanno riconosciuto per strada, ha subito anche un'aggressione fisica con tanto di minacce "ti ammazzo".
Esasperato dalle persecuzioni, il commerciante non ha potuto fare altro che rivolgersi alle autorità, fornendo le indicazioni dei luoghi delle aggressioni, in modo che le autorità possano individuare la presenza di eventuali telecamere di sorveglianza comunali in grado di immortalare i passaggi e dare un volto ai responsabili di questa spirale di intimidazioni.
L’ondata di violenza nel capoluogo della Maremma con aggressioni a commercianti sta alimentando preoccupazioni. Sul tema è intervenuta la stessa Confcommercio chiedendo delle azioni alle autorità competenti per far fronte a questo fenomeno. Il presidente di Confcommercio denuncia che “non si tratta di fatti casuali” mentre la direttrice di Confcommercio Gabriella Orlando come riporta LaNazione ricorda che "La sicurezza è la precondizione fondamentale per consentire alle imprese di lavorare con serenità e generare valore. Non possiamo tollerare che un clima di timore condizioni le scelte di chi fa impresa o dei cittadini".
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