di Massimo Gervasi
C'è un'immagine che dovrebbe far riflettere tutti: il carrello della spesa che, invece di riempire la dispensa di casa, viene riempito per chi quella dispensa non riesce più a riempirla.
Succede in questi giorni a Grosseto, dove la Caritas ha rilanciato la dodicesima edizione della Raccolta di San Lorenzo, coinvolgendo Coop e Conad con un obiettivo semplice quanto drammatico: garantire cibo alle famiglie che anche d'estate continuano a vivere nell'emergenza. Perché, come ricorda lo slogan dell'iniziativa, "la fame non va in vacanza".
Il punto, però, è un altro: se ogni anno servono decine di volontari, migliaia di cittadini e raccolte alimentari sempre più grandi, significa che qualcosa nel sistema si è rotto.
La Caritas di Grosseto oggi sostiene oltre 800 nuclei familiari con beni di prima necessità, aiuti per le bollette, servizi di ascolto e sostegno, mentre la Bottega della Solidarietà continua a rifornire centinaia di famiglie che non riescono più ad arrivare alla fine del mese.
Dietro quei numeri non ci sono soltanto persone senza lavoro. Ci sono pensionati che devono scegliere tra medicine e spesa. Ci sono lavoratori con uno stipendio che fino a pochi anni fa bastava e oggi non basta più. Ci sono famiglie con figli che vedono aumentare ogni mese il costo di alimenti, bollette, carburanti e affitti, mentre il potere d'acquisto continua a diminuire.
Ed è qui che nasce la domanda più scomoda: è normale che siano sempre il volontariato e la solidarietà a tamponare ciò che lo Stato e la politica non riescono o non vogliono risolvere?
I volontari non chiedono nulla in cambio. Offrono tempo, fatica e umanità. Ma una società civile non dovrebbe vivere grazie all'eroismo quotidiano di chi distribuisce un pacco di pasta.
La solidarietà è una ricchezza. Ma non può diventare un alibi.
Per questo l'iniziativa della Caritas merita il massimo sostegno. Sabato, entrando in un supermercato aderente, aggiungere alla propria spesa un litro d'olio, un pacco di pasta, del latte a lunga conservazione, dei legumi o qualche prodotto per l'infanzia può fare una differenza enorme per una famiglia che oggi vive nell'ombra della povertà.
Perché la fame non va in vacanza e neppure la dignità di chi, con enorme pudore, è costretto a chiedere aiuto dopo una vita di lavoro.
La vera sconfitta non è vedere un volontario davanti a un supermercato; la vera sconfitta è accorgersi che, ogni anno, quei volontari devono essere sempre di più.
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