L'emergenza invisibile dei suicidi nelle forze dell'ordine

Pubblicato il 7 settembre 2026 alle ore 15:38

di Tania Amarugi 

Il fenomeno dei suicidi tra gli appartenenti alle forze dell'ordine in Italia è in crescita con decine di  casi registrati solo nella prima metà del 2026.

Le testate d'informazione e i sindacati di categoria continuano ad accendere i riflettori su quella che è una vera e propria piaga sociale: tra il 2019 e il 2023 si sono registrati 207 suicidi (una media drammatica di uno ogni 6 giorni) e i monitoraggi indipendenti dell'Osservatorio Suicidi in Divisa indicano che la scia non si è arrestata.  

Ecco una panoramica dei casi di cronaca più recenti  

Il caso della giovane finanziera a L'Aquila (Luglio 2026): Aurora Valenti, una giovane di soli 22  anni originaria di Alcamo, ha perso la vita precipitando dal terzo piano della caserma della Guardia  di Finanza di Coppito. La tragedia ha scosso profondamente l'ambiente e ha riacceso il dibattito  parlamentare — con l'intervento della senatrice Ilaria Cucchi — in merito alle pressioni e ai metodi  di addestramento e istruzione all'interno delle scuole militari.  

La tragedia al comando di Polizia Locale di Ospitaletto (Maggio/Giugno 2026): a pochissimi  giorni di distanza da un altro evento simile avvenuto a Rho, un giovane agente della Polizia Locale  si è tolto la vita all'interno del proprio comando. I quotidiani locali e le riviste di settore hanno  sollevato l'attenzione sulle tutele e sul forte isolamento professionale a cui sono sottoposti i corpi  municipali. 

Il dramma del sottufficiale a La Spezia (Aprile 2026): Un maresciallo dei Carabinieri di appena  24 anni si è suicidato all'interno della caserma della Compagnia di La Spezia. Il gesto estremo è  avvenuto in modo improvviso durante lo svolgimento del servizio, legato alla pianificazione  dell'ordine pubblico per una partita di calcio.  

La morte della neo-commissaria in Val di Susa (Gennaio 2026): Flavia Misuraca, commissaria  della Polizia di Stato di 27 anni, si è tolta la vita mentre si trovava in missione temporanea per il  presidio TAV in Val di Susa. Questo caso specifico è stato al centro di approfondite analisi giornalistiche sul "doppio fardello" delle giovani donne in posizioni di comando precoce.  

I dati riservati 

Ma spesso le amministrazioni tendono a mantenere riservati i dati o a limitarli ad ambiti strettamente accademici per evitare allarmi. Le informazioni pubbliche si basano quasi interamente sul lavoro di tracciamento di gruppi social e di associazioni come l'Associazione Passo dopo Passo. E sulle cause del fenomeno i sindacati di Polizia (come SIULP e SAP) denunciano regolarmente sui media turni massacranti, stipendi non adeguati al costo della vita (che spingono molti a richiedere trasferimenti in zone meno costose), mobbing latente e una cronica carenza di organico che amplifica lo stress quotidiano.

Da più parti, soprattutto dai sindacati del settore si chiede la revisione delle norme interne, in particolare l'Articolo 48 del DPR 782/85. Attualmente, l'agente che dichiara un disagio psichico subisce l'immediato ritiro dell'arma e del tesserino e la sospensione dal servizio. Questo meccanismo, pur pensato per la sicurezza, si traduce in una "punizione" che spinge il personale al silenzio pur di non compromettere la propria carriera e lo stipendio.  

E anche il silenzio delle Istituzioni non aiuta a migliorare le cose.  

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